L'arte di curare e guarire
Maggioranza e opposizione analizzano il fatto in sé (che è lo stesso per tutti), traendone però conclusioni opposte. Nessuno analizza, invece, nel dettaglio la sequenza dei fotogrammi e le diverse angolazioni della scena. Tanto l'aggressore è stato preso e l'oggetto utilizzato per colpire il presidente, si conosce, per cui non sembra esserci più nulla delle immagini su cui valga la pena soffermarsi.
Ma voi non avete notato niente di strano?
Io sì, ed è da domenica che mi sto arrovellando su questa cosa, senza riuscire a venirne a capo. Dove si è mai vista una persona ferita e sanguinante non fare nessun tentativo di tamponarsi o coprire la parte lesa? Mai!
Ho percorso e ripercorso tutti i meandri della mia memoria cercando tra le immagini di viste in tv o sui giornali delle vittime di guerra, aggressione o incidente. Ho cercato persino di ricordare cosa ho fatto io quando mi è capitato di farmi male e sanguinare, ma niente! Non c'è un solo ricordo, un solo fotogramma in cui una vittima sanguinante ma cosciente non abbia fatto almeno un tentativo per coprirsi la ferita.
È un gesto istintivo che nasconde diversi significati.
Il sangue è linfa vitale e lo si era intuito ben prima che gli studi di fisiologia sulla circolazione lo confermassero intorno al XVII secolo. Ne sono prova le molte figure linguistiche come, ad esempio, "dare il sangue" per qualcuno o qualcosa o anche "volere il sangue" che si possono trovare in ogni cultura e in ogni tempo.
Il sangue circola finché c'è vita, ma sarebbe più esatto dire che la vita c'è fino a quando il sangue circola nei nostri vasi sanguigni.
Se lo si perde o se qualcosa ne impedisce lo scorrimento meccanicamente, dall'interno (un embolo un trombo) o dall'esterno (una compressione), o anche solo localmente e transitoriamente, i tessuti a cui viene a mancare l'apporto del prezioso liquido vanno incontro a morte inesorabile. Perché nel sangue scorrono l'ossigeno e le altre sostanze indispensabili alla sopravvivenza delle nostre cellule e dei nostri tessuti, cuore e cervello in primis essendo gli organi più nobili e sensibili, ma anche i meno resistenti.
Il volume del sangue e il suo fluire entro un circolo chiuso nei vasi sono quindi condizioni da preservare a ogni costo per non veder a rischio la propria sopravvivenza.
Ecco quindi perché vedere il sangue, proprio o altrui, produce in genere sensazioni molto forti. Disagio, ansia, paura, ma anche repulsione spesso in un magma indifferenziato.
In senso darwiniano è evidente che si tratta di un meccanismo deterrente nei confronti di qualunque emorragia, perché spinge (o dovrebbe spingere) chi osserva a opporsi a tale fuoriuscita.
Il suo colore rosso, rappresenta in molte culture un segnale esplicito di pericolo che impone l'arresto di qualsiasi altra azione in corso.
Non è quindi un caso che molte delle paure più diffuse tra gli esseri umani abbiano, direttamente o indirettamente, a che fare questo liquido fondamentale fino a tramutarsi per qualcuno in vere e proprie patologie come nelle ossessioni e nelle fobie conclamate.
In queste persone non accade nulla più che un'accentuazione di quello che proviamo tutti in assenza di patologia ed è per questo che dallo studio di queste reazioni abnormi si può capire molto sul significato che il sangue ha per gli esseri umani in generale e sulle reazioni istintive che può scatenare la sua vista. Di questo però vi darò conto attraverso l'intervista con un esperto che pubblicherò
Vorrei invece tornare qui sull'aggressione a Silvio Berlusconi da parte di
Massimo Tartaglia. Molti hanno parlato più o meno apertamente di macchinazione dello stesso Premier, ma a me sembra una tesi difficile da sostenere. L'aggressione avviene in un momento di forte ressa, tanto che l'aggressore, Massimo Tartaglia non viene nemmeno a contatto diretto con Berlusconi ed è costretto a scagliare l'oggetto da lontano. In tale situazione poteva succedere di tutto, dal mancare completamente il bersaglio colpendo qualcun altro, al ferirlo in modo molto più grave. Una finta aggressione per risultare credibile ma essere al contempo sicura per Berlusconi, si sarebbe dovuta svolgere in modo molto diverso e più facile da controllare sia nell'esecuzione che nella evoluzione successiva.Giusta quindi l'indignazione di chi ha replicato a questa accusa. Un po' meno giusta, invece, quella di Daniele Capezzone che a quanti hanno accusato Berlusconi di aver tentato di fomentare gli animi tornando a mostrarsi alla folla ancora sporco di sangue, ha risposto che, al contrario, è stato "un gesto non solo generoso e responsabile ma anche una strategia di comunicazione corretta per calmare gli animi". Ma questo "l'opposizione non lo può capire" visto che, a differenza loro, "non sanno come si fa comunicazione".
E qui invece un po' mi indigno io. La tesi di Capezzone può anche essere giusta: se il premier fosse stato portato via lasciando nella piazza dubbi sulle sue reali condizioni fisiche si sarebbe potuti arrivare anche alla reazione dei suoi sostenitori contro i gruppi che manifestavano contro. Ma anche no, soprattutto se la vittima dell'aggressione decide di mostrare al pubblico che sta sì abbastanza bene da reggersi sulle sue gambe, ma che è ricoperto di sangue. E qui torniamo al significato psicologico e alle reazioni alla sua vista incontrollabili quando si ha a che fare con così tante persone. Personalità particolari potevano rimanere talmente impressionate da tentare reazioni scomposte e irrazionali contro l'aggressori o i manifestanti
La vista del sangue può generare, infatti, anche rabbia e alcuni studi dimostrano che personalità psicopatiche che si sono macchiate di aggressioni o delitti venivano eccitate dalla vista del sangue della loro vittima, cosa che ha spesso impedito loro di fermarsi prima di portare il crimine alle estreme conseguenze.
Insomma la capacità comunicativa del Presidente del Consiglio e del suo entourage al momento dell'aggressione non è stata poi così perfetta sotto tutti i punti di vista come sostiene Capezzone. A loro favore c'è il fatto che non c'è stato il tempo materiale per studiarla a tavolino e si è agito sull'onda delle emozioni e dell'istinto. L'istinto però avrebbe appunto dovuto far coprire il volto a Berlusconi. Come mai non è accaduto? Chi l'ha deciso?
La mia sensazione iniziale era che non solo Berlusconi ma nessuno degli uomini che erano lì a proteggerlo avesse cercato di pulirgli il sangue o coprirne la vista seguendo l'istinto, quasi che fosse un ordine preciso stabilito questo sì a tavolino in precedenza. Analizzando meglio i vari filmati mi sembra di poter ora dire che una reazione istintiva da parte di tutti ci sia invece stata, almeno all'inizio, ma che poi, vista forse la non eccessiva gravità della ferita, ci si sia piegati un po' alla volontà del premier seguendone la reazione stavolta non più istintiva ma pensata.
Ma vediamo insieme i filmati così anche voi potete dirmi cosa ne pensate.
Questo primo video mostra il momento dell'aggressione così come è stato mostrato da tutti i telegiornali subito dopo il fatto. Notate anche i commenti delle due giornaliste che la dicono lunga sul significato che attribuiamo alla vista del sangue e sull'effetto che fa, alla faccia della strategia comunicativa lodata da Capezzone.
La mia idea è che per fare un gesto davvero istintivo, ma soprattutto "generoso e responsabile" avrebbe dovuto tenere almeno un fazzoletto o una mano sulla parte colpita e semmai salutare con l'altra.
E la vostra?
Kissà chi ha pagato Tartaglia.... Forse Prodi che non ha di certo i miliardi di Berlusconi?
E' esattamente quello che ho pensato anche io a proposito del comportamento del presidente e del farsi vedere tutto insanguinato: non è normale! Non dico di più.
Secondo me il farsi rivedere in pubblico è stato un gesto di fierezza come dire , brutte carogne (giudici, dipietro, comunisti ecc) le avete provate tutte per buttarmi giu dai pentiti assassini scovati dalla magistratura rossa , dagli ebrei miliardari come debenedetti (scrivo in minuscolo i nomi tale e il diprezzo che ho per questa gente) giornalisti disgustosi (santoro,travaglio ,repubblica) ma io sono ancora qui e nonostante possa godermi per 20 generazioni i miei soldi , rimango in difesa degli Italiani che mi hanno votato.
E' ben vero che in situazioni impreviste e fortemente stressanti si agisce piuttosto istintivamente. Forse quello di Berlusconi è stato un gesto di sfida nei confronti dell'aggressore o dei contestatori, immaginati magari come un tutt'uno, anche se poi sembra non sia stato così. Forse era semplicemente per 'guardare in faccia' l'autore dell'attacco, quasi a dirgli, sono ancora vivo: devo dire che quando si subisce un attacco fisico che comunque ci lascia in piedi una delle prime cose che si fanno è dimostrare all'aggressore che non ci ha fatto niente (in quel momento lì in cui prevale la rabbia). Ricordi come si faceva da ragazzini ?(vabbè che tu sei una femmina e magari eri meno attaccabrighe, ma tra ragazzini quando magari si subiva un colpo si diceva: sentito niente!). E' una reazione istintiva che tende a sminuire l'attacco per scoraggiare l'avversario (contrariamente a molti atleti che colpiti leggermente sul campo, si rotolano volutamente per ottenere provvedimenti disciplinari contro l'aggressore). Questo è quel che penso in sostanza. E dato che commento in pubblico l'argomento per la prima volta, voglio fare degli auguri a Berlusconi, di pronta guarigione, come si fanno a tutte le persone aggredite fisicamente.
(quindi il fatto che in pubblico non si tamponi il sangue lo intendo in quel senso: visto, nonostante tutto non m'hai fatto niente, questa intesa come risposta immediata non consapevole, perchè il danno c'è stato)
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alle 09:22
Paolo
Arrivo da fuori, non avendo visto la televisione e sapendo dal giornale spagnolo che mi hanno dato sull'aereo che la statuina per il presepio del Berlusconi ferito è già in vendita nei mercatini di Napoli. Sto cercando di farmi raccontare, di capire che cavolo è successo davvero... L'impostazione del post mi pare molto corretta e equilibrata. Brava Emanuela!