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La musica elettronica fa bene ai bimbi autistici

Lunedì 9 Novembre 2009, 11:28 in Arteterapia, Medicina, scienza e arte, Musica e canto, Video di
reactable.jpg

Far breccia nel muro di incomunicabilità che circonda le persone affette da disturbi autistici utilizzando lo strumento musicale più incredibile che sia mai stato inventato. È questa la nuova strada che ha deciso di percorrere un gruppo di ricercatori canadese dopo i primi i primi incoraggianti risultati con il ReacTable.

Questo strumento elettronico che consente a più esecutori di muovere e ruotare oggetti solidi su un tavolo luminoso interattivo creando stupefacenti effetti acustici e visivi, all'apparenza sembra solo un gioco musicale "collaborativo" molto divertente. E in effetti adulti e bambini sembrano rimanerne ipnotizzati (vedi il video più sotto).
Tuttavia si tratta di un 
vero e proprio strumento musicale ideato nel 2003 da un gruppo di ricerca capitanato da Sergi Jordà dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, usato anche dalla cantante Bjork per la prima volta durante il Coachella Festival 2007 in California, che consiste in un'interfaccia utente data da un touchscreen posizionato sul piano superiore di un tavolo su cui si usano numerosi dadi per creare e modificare varie forme d'onda che andranno a generare un pattern sonoro.
La relazione fra questi oggetti emula infatti la struttura di un sintetizzatore analogico modulare e il loro movimento genera una serie complessa di mutazioni nei parametri dei diversi moduli sonori simultaneamente a un movimento luminoso sincronizzato. Una telecamera posta sotto il ReacTable analizza la posizione e l'orientamento dei diversi oggetti solidi mentre un proiettore genera, in completa sincronia con gli eventi sonori prodotti dagli esecutori, un light show interattivo.

Ora però il ReacTable avrebbe rivelato anche sorprendenti potenzialità terapeutiche grazie a uno studio preliminare condotto da Olivier Lalonde, un ricercatore canadese esperto in tecnologie del suono, su pazienti autistici.

ReacTable-experience_taiwan.jpg

Lui e il suo gruppo hanno infatti  effettuato un test pilota per verificare l'utilità del ReacTable nel trattamento dei problemi sociali e comunicativi di queste persone, ottenendo risultati sorprendenti dopo soli otto giorni. I sette bambini autistici a cui hanno fatto suonare lo strumento nel corso di tale periodo hanno mostrato segnali significativi di miglioramento nelle relazioni sociali e nella connessione con il mondo. Il livello di partecipazione dei bambini coinvolti è aumentato nel tempo e sono emerse chiare preferenze musicali, che escludono i suoni più aggressivi e dissonanti.

Secondo il ricercatore, gli stimoli visivi, acustici e tattili dello strumento riescono a penetrare nella loro barriera di isolamento. Il prossimo progetto è creare dei giochi con ReacTable attraverso i quali gli educatori possano aprire un canale di comunicazione con i bambini.


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4 commenti
4
10 Nov 2009
alle 17:46

carla

Sono d'accordo con voi, la musica crea un dialogo espressivo che precede e va oltre la parola, anche in condizioni di grave chiusura comunicativa.

3
09 Nov 2009
alle 16:53

paopasc

ciao Emanuela

ci vedo come un 'far parlare' le cose, essere noi a guidare l'interazione. Perchè anche gli umani sono cose ma non è possibile controllare le loro parole. Le parole prima che significati sono suoni. Stai portando un sacco di acqua al mio mulino!

:)

2
09 Nov 2009
alle 16:52

Emanuela Zerbinatti

E purtroppo Paolo devo dirti che sono stata io a vederci un'utilità anche per bambini sani.

Al di là del gioco divertente, credo che questo strumento abbia potenzialità interessanti. Non è facile far breccia nel muro autistico e se il reactable c'è riuscito col solo uso libero (non studiato strutturato e sperimentato allo scopo) e in otto giorni pensa cosa farebbe se si capisse come c'è riuscito.

Però per ora è sperimentale in un piccolo gruppo canadese: chissà se si diffonderà mai nelle "scuole speciali" o ancora meglio in tutte le scuole. Perché quello che dici è interessante oltreché vero: a volte la mancanza di risorse costringe a fare delle scelte che accontentanto chi in quel momento ha una difficoltà evidente fa una disciminazione al contrario: non nei cofronti dei disabili come più spesso succede ma dei normodotati perché si pensa che non ne hanno bisogno o che ne hanno meno bisogno. La coperta è sempre troppo corta. :( 

1
09 Nov 2009
alle 16:03

Paolo

Bello, bello davvero! Mi ricordo quando alla scuola speciale, prima che la chiudessero, avevano preso anche un sintetizzatore Moog! E noi tutti a invidiarli, a chiederci perché nella nostra scuola no!

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