Virginia Woolfe, la signora con una stanza tutta per sé

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Una%20stanza%20tutta%20per%20gli%20altri_Bartlett.jpgNelly Boxall, la cuoca di Virginia Woolf, non ebbe mai una stanza tutta per sé; dovette condividerla per anni con la cameriera Lottie, peraltro sua amica. Il diritto ad averla quella stanza, - che la Woolf, pubblicando "Una stanza tutta per sé", eresse a condizione essenziale per una donna intellettualmente emancipata - è pervicacemente negato alle sue domestiche.

Ma questa è solo una delle contraddizioni che segnano il lungo e tormentoso rapporto di Nelly con la sua signora rivelato dalla scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett nel libro "Una stanza tutta per gli altri" appena uscito in riedizione per Sellerio Editore (Palermo, 2009).

Alternando il racconto della cuoca così come viene fuori dalle pagine del giornale intimo che Nelly tenne per 18 anni (il tempo che rimase al servizio della scrittrice), riordinato e riempito grazie alla lettura comparata dei due diari, quello della cameriera e quello della signora, la Bartlett fa un resoconto delle sue ricerche sull'Inghilterra dell'epoca intriso della passione verso la vicenda di Nelly e di casa Woolf che l'hanno colta nell'effettuarle.

Per vedere la vita di una complessa "eroina" della letteratura da un punto di vista insolito e inedito.

Certo, c'è una finzione letteraria nella costruzione di questo libro.
L'autrice inventa, infatti, di aver trovato il diario della domestica più emotivamente aggrovigliata nei fili psicologici di casa Woolf, ma confronta gli episodi da lei narrati con i diari, questi autentici, di Virginia e li sistema con gli appunti stesi durante una ricerca storico biografica, raccolti allo scopo di un racconto sul gruppo di Bloomsbury e la sua enigmatica protagonista.

Così, Una stanza tutta per gli altri (rovescio del celebre saggio emancipazionista della Woolf già nel titolo), romanzo su un romanzo da scrivere, è sopratutto il romanzo di Nelly. Nei suoi occhi scorre come ovvio il gruppo di Bloomsbury: il marito Leonard, i sodali del gruppo, Lytton Strachey, la sorella Vanessa, grande pittrice, Katherine Mansfield la tenera amica, Vita Sackville-West, l'amante, i conoscenti e i connessi per affari librari e editoriali della Hogarth Press, o per politica del partito laburista appena nato; e si riflette di Virginia, l'eterea presenza, quasi volatile, l'ipersensibilità, il suo desiderio di essere amata.

Ma tutto questo è una cornice, uno sfondo, e forse, viene voglia di dire, la placenta che nutre un mondo segreto di donna che anela a nascere, ma diventa presto solo il decorso di una ossessione impossibile a sciogliersi: il modello di Virginia che si riversa su Nelly a cui è disperatamente vietato riviverlo, condividerlo, perché significa emanciparsene.
Ciò che può vivere è solo un legame doppio. Quello di Nelly per Virginia: dapprima ammirata senza limiti, poi progressivamente odiata e amata in un sentimento mimetico. E il legame di Virginia per Nelly, in cui intravede, non la persona ma la personalità da romanzo: «Se questo diario non l'avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly», confessa al suo diario la scrittrice, figurandosi di scrutare nella psicologia della domestica come in una Signora Dalloway sfortunata.

Una stanza tutta per gli altri è un romanzo sottile, anticonvenzionale, in cui si può leggere di un'inevitabile ossessione, descritta senza ammantare di suggestioni un'esistenza solitaria e asservita. Ma è anche «una versione di Nelly», ovvero il disfarsi del gruppo novecentesco di più sofisticato libertarismo in una specie di sentimento del contrario che ne sovverte l'immagine, rendendolo ironicamente ancora di più rappresentativo del secolo.

Alicia Giménez-Bartlett è nata ad Almansa,nel 1951e attualmente vive a Barcellona. È la creatrice della serie dell'ispettrice Petra Delicado, cui appartengono, oltre questo, Giorno da cani, Messaggeri dell'oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso, Un bastimento carico di riso, Il caso del lituano, Nido vuoto e Il silenzio dei chiostri, tutti pubblicati in questa collana. Nella collana Il contesto Sellerio ha pubblicato Vita sentimentale di un camionista, Segreta Penelope e Giorni d'amore e inganno. Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell'ambito del Women's Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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