L'arte di curare e guarire
L'effetto Jade Goody che medici e sociologi inglesi si attendevano, in effetti c'è stato ed è arrivato provvidenzialmente ad invertire una decennale tendenza al ribasso nel numero di donne che ogni anno si sottopongono allo screening per il tumore del collo dell'utero.
Come dimostrano il grafico qui sotto e le cifre presentate nel rapporto del NHS Information Centre per il programma di prevenzione del cancro cervicale, l'anno scorso ben 400mila donne in più rispetto al periodo di riferimento precedente hanno deciso di fare il test, portando il tasso di screening nella fascia d'età 25-64 anni dal 78,6 per cento del Marzo 2008 al 78,9 per cento del marzo 2009 e il numero di screening effettuati da 3,2 a 3,6 milioni.
Andy Burnham, il Segretario alla Salute inglese, ha detto che queste cifre mostrano il notevole effetto che il tragico caso della sig.ra Goody, ha avuto sul pubblico. "Il coraggio di Jade e la scelta di vivere la sua lotta contro il cancro del collo dell'utero pubblicamente ha colpito le giovani donne a tal punto da convincerle dell'importanza di sottoporsi regolarmente ai controlli preventivi", ha detto. "Questo quasi mezzo milione di test in più che ne è risultato, salverà certamente la vita di centinaia di donne."
"Lo screening cervicale in Inghilterra consente di risparmiare la vita di 4.500 donne ogni anno e la battaglia di Jade Goody a cui i media hanno dato molto risalto aiuterà a salvarne centinaia di più.", ha dichiarato infatti il direttore del National Cancer Government Mike Richards "La diagnosi precoce permette di iniziare il trattamento su tumori ancora in via di sviluppo quando cioè sono più sensibili alle terapie". Nel complesso, infatti, il 6,9 per cento dei test effettuati l'anno scorso ha mostrato una qualche forma di anomalia che ha richiesto ulteriori indagini. Spesso non si tratta di qualcosa di grave, ma in qualche caso si trova un principio di degenerazione tumorale per cui è necessario iniziare l'iter terapeutico.
Il tumore che ha colpito Jade se l'è portata via pochi mesi dopo la diagnosi, quando già erano presenti metastasi in diversi organi. Questo lascia supporre che fosse in una fase avanzata e quindi che se il test fosse stato fatto prima le cose sarebbero andate, forse, diversamente.
L'effetto Jade Goody dunque c'è stato ed è stato importante, ma gli esperti si chiedono quanto durerà e soprattutto come tenere alta l'attenzione delle donne nei confronti di questo tipo di tumore. Dei 3,6 milioni di donne che sono stati testati, 2,8 milioni hanno partecipato dopo un invito mandato dal ministero per posta, il resto ha, invece chiesto, di poter fare il test di sua iniziativa, forse spinta proprio da Jade Goody. Il giorno in cui la sua diagnosi è stata resa nota, il Cancer Research UK ha visto moltiplicarsi gli ingressi al suo sito web di ben dieci volte il normale. Si spera quindi che almeno quelle che hanno iniziato a fare il test dopo essersi informate spinte dalla curiosità per la vicenda della Goody ora mantengano l'abitudine anche negli anni a venire.
A preoccupare i medici sono però le donne che ricevono l'invito per posta perché considerate a rischio e non rispondono alla chiamata.
Tutti problemi che anche in Italia si conoscono molto bene.
Dipende molto dallo stadio. L'ideale sarebbe quando non è ancora esteso, o diffuso ad altri organi, in modo da poterlo asportare chirurgicamente e poi fa seguire radio o chemioterapia. Comunque sul sito di AIRC trovi altre utili chiarimenti su questo e tutti gli altri tipi di tumore
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alle 20:30
paopasc
Ah, subito chirurgica? Pensavo che ai primi stadi, onde salvaguardare l'integrità della donna, agissero più con le altre terapie. Comunque grazie per il link.
bye