L'arte di curare e guarire
Michele Munno
In mostra una sessantina di opere pittoriche, tra cui alcune realizzate side specific, che ripercorrono l'arco della sua intera produzione, individuando tra le due diverse sedi, alcuni temi di ricerca, che indicano personali direzioni di cammino artistico per le quali si è parlato di "neoplatonismo" ma anche di "umanesimo" e a proposito di alcune grandi tele recenti di "visionarietà padana" che, dalla lezione informale, torna ad approfondire gli aspetti più lirici e soggettivi del naturalismo, mentre la scrittura minuta di alcuni dei suoi sfondi sembra rievocare il clima degli automatismi psichici di André Masson.
Munno opera da fine anni Ottanta, e diverse sono state le fasi tematiche del suo lavoro: le foglie, le nature morte, le figure ponte, gli amici, i bamboli, le case. Negli ultimi lavori l'artista dipinge grandi forme pure e ben definite su sfondi uniformi. Gli oggetti perdono drammaticità e acquistano una identità autonoma, bastano a se stessi: questa, in fondo, è sempre stata la funzione della cosiddetta natura morta, da Caravaggio alla Pop Art.
Il biomorfismo delle composizioni, la vitalità della linea, la matericità dei colori, una certa inquietudine dello spazio che tende a slittare o a stringere piani di colore definito eppure pulsante, evidenziano il rapporto contraddittorio fra familiare ed estraneo che, da Freud in poi, è stato considerato il movente di quello speciale turbamento che ci si attende dall'arte.
Questo accenno al padre della psicanalisi e alla psicologia in riferimento al lavoro di Munno non è però l'unico motivo per cui vi sto segnalando la mostra Il battito di ciglia. Michele Munno rientra infatti tra gli artisti contemporanei che si sono impegnati attivamente nell'arteterapia e nell'impiego dell'arte come strumento di cura, impegno e riscatto sociale e nel 1995 è stato tra i fondatori dell'atelier Adriano e Michele nell'Istituto di riabilitazione psichiatrica Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro, valorizzando così il talento di alcuni artisti oggi famosi nel mondo dell'Outsider Art.
La mostra il Battito di ciglia è promossa dal Comune di Reggio Assessorato Cultura e Università - Musei Civici - Officina delle arti in collaborazione con Circolo degli artisti e rimarrà aperta fino al 29 novembre con ingresso libero.
Accompagna l'esposizione il volume di Michele Munno Il battito di ciglia, edito da Diabasis Editore con un intervento dell'artista, testi di Gustavo Giacosa, Maurizio Giuffredi e un ricco apparato iconografico.
Il battito di ciglia
dal 24 ottobre al 29 novembre 2009
MAURIZIANO
Via Louis Pasteur 11; 42100 - Reggio Emilia
orario: Dal giovedì alla domenica apertura ore 16.00 -20.00
email: ppaterlini@alice.it
Note biografiche. L'artista, pugliese di nascita, da adolescente si è trasferito con la famiglia in Lombardia, dove ha vissuto nella barchessa di una villa settecentesca: la serra dove si riparavano le piante d'inverno è stata il suo primo studio. Dopo aver frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Monza ed essersi diplomato nel 1982 nella sezione di Progettazione e Design fa la sua prima mostra personale nel 1986 presso la galleria milanese di Salvatore Ala suscitando grande eco di pubblico e di stampa.
Alcuni anni dopo la galleria Ulysses di Vienna ha esposto il suo lavoro alla Fiera d'arte di Basilea, insieme a quello di Vedova e di Arnulf Rainer.
Da sempre ha privilegiato l'analisi della natura e del suo sviluppo organico. Nel suo lavoro appaiono alcuni elementi linguistici ricorrenti che nel corso degli anni sono diventati vere e proprie icone: le foglie, i volti, la casa, gli uccellini. Attualmente lavora in un grande studio a Marena di Specchio (Solignano, Parma) dove il suo linguaggio iconografico si è arricchito di nuovi temi e suggestioni cromatiche.
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alle 11:56
carla
Da sempre, infatti, all'arte viene riservata la funzione non più di descrivere, quanto piuttosto di rappresentare direttamente il sentimento, lo stato d'animo dell'artista, in un processo creativo dove l'immagine, il colore, la forma, assumono una dimensione simbolica della realtà esterna.