L'arte di curare e guarire
"Non si può rispondere", sembra dire Di Giorgi: "non sono mai separate, ma interdipendenti ... il pensiero nasce dalla sfera emotivo-motivazionale".
E quindi? Dobbiamo rassegnarci, accantonare la questione, smettere di chiederci se nell'arte, come nella vita, sia meglio la razionalità o l'emotività?
Tutt'altro. La consapevolezza di questa impossibilità a separare sfera razionale e sfera affettiva può e deve portarci a comprendere l'importanza di educare - anche e soprattutto attraverso l'arte - alla comprensione delle proprie e altrui emozioni, non solo per conoscerle ma anche per regolarle.
Come e perché lo spiegheranno gli esperti che parteciperanno alla Tavola Rotonda "Educare alle emozioni" a cura della FNASD (Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza) che si terrà Giovedì 29 ottobre alle ore 14 presso l'Aterballetto di Reggio Emilia, di cui la frase di Di Giusti è appunto l'apripista e filo conduttore.
E, infine, Giovanni Ottolini, managing director Aterballetto e Viviana Palucci, vice presidente FNASD che avranno il compito non facile di tirare le somme dell'incontro.
Credo, infatti, che il tema sia particolarmente delicato e quanto mai attuale in una società in cui i giovani e adulti sono accomunati da un'incapacità crescente di gestire le emozioni che li mette sempre più in difficoltà, anche se poi le problematiche che ne scaturiscono possono variare tra le diverse generazioni.
Educare alle emozioni
Giovedì, 29 ottobre 2009 - ore 14.00
presso Aterballetto
Via della Costituzione, 39 - Reggio Emilia
L'incontro
è gratuito e aperto ad insegnanti di danza e della scuola istituzionale.Nel corso della giornata sarà a disposizione dei partecipanti il testo "Educare alle emozioni con le artiterapie o le tecniche espressive" a cura di Ottavia Albanese e Manuela Peserico, per Edizioni Junior.
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alle 11:58
paopasc
cara Emanuela
a questo riguardo ho maturato una convinzione e si è che la predilezione per l'attuale linguaggio di relazione non sia solo dovuta, come avanzano alcuni studiosi, all'inerzia economica (un difetto nel sistema permane se il costo della riparazione è maggiore della sopportazione del suo mantenimento) ma anche alla sua maggiore relazione con le emozioni. Mi sembra, infatti, che il linguaggio logico matematico possa dirsene privo, o almeno possedere un richiamo emotivo molto flebile, e questo secondo me si deve al fatto che, come le emozioni, così il linguaggio di relazione mantiene una propria ambiguità di fondo. Appunto come le emozioni. Ma è una cosa che vorrò approfondire. Per intanto, come di consueto, un ringraziamento per i tuoi stimolanti articoli e un affettuoso saluto ;)
bye