L'arte di curare e guarire
La varietà dei documentari proposti, provenienti dalle più grandi case di produzione nazionali e internazionali - Abc, Arté, BBC, NHK, Rai, ZDF -, così come da altre realtà indipendenti, contribuisce a restituire uno sguardo articolato e quanto più possibile completo sulle migliori e più recenti realizzazioni documentaristiche sull'arte, l'architettura, il cinema, il teatro, la musica e la danza e i loro protagonisti.
"Crediamo che il documentario sia uno dei mezzi di comunicazione più adatti a dare profondità e spessore all'indagine, alla conoscenza, all'approfondimento sulla realtà che ci circonda." spiegano infatti il Presidente dell'Associazione Doc Fest Carlo Fuscagni e i due curatori Antonella Greco per la sezione Architettura e Rubino Rubini per le sezioni Arte, Cinema e Teatro, Musica e Danza.
Ecco perché la IV edizione del Doc Fest vuole presentare al pubblico il meglio della produzione documentaristica, cinematografica e televisiva a tema culturale realizzata in tutto il mondo dal 2007 ad oggi, suddiviso nelle due sedi l'Aula Magna della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" Università degli Studi di Roma La Sapienza, via Gramsci 53 dove andranno in scena i documentari sull'Architettura e il Cinema Azzurro Scipioni, Via degli Scipioni 82 dove si potranno invece vedere i documentari dedicati ad Arte, Cinema, Teatro, Musica e Danza.
Quattro le categorie in rassegna:
Doc Fest 2009
Dal 16 al 21 ottobre 2009
Aula Magna di Architettura - Via A. Gramsci, 53 - Roma
Cinema Azzurro Scipioni - Via degli scipioni, 82 - Roma
Info: 06 8840262 - info@docfest.it
Web: www.docfest.it
Associazione Doc Fest
Via Tarvisio, 2
00198 Roma, Italia
Tel. +39 06 8840341
Fax.+39 06 8840345
Interessante quante cosiderazioi si potrebbero fare intorno alla tua spiegazione: la separazione dell'arte dalla vita reale, la necessità di ridurre le distanze, la scelta di usare "mezzi ponte" per ridurre il gap sia in senso spaziale che temporale ....
Io aggiungerei che di questi documentari sull'arte preferirei vederne almeno qualcuno in tv e ad orari decenti
Il documentario è un grande mezzo di divulgazione, ma anche di avvicinamento. Nel senso che molto spesso, il cosiddetto uomo della strada ha una sorta di timore dell'arte 'alta' in genere e ne sfugge l'avvicinamento con il considerarla per lui troppo ostica. Questo fatto è senz'altro dovuto all'enorme concettualizzazione dell'arte contemporanea, il suo abbandonare la figura come elemento fondamentale, e all'essere relegata in luoghi canonici e inusuali alla normalità dell'arte classica, nonostante sia più malleabile dell'altra.
Il documentario quindi 'umanizza' l'artista e il suo processo, mostrandolo in ambienti più confacenti e simili a quelli esperiti e in un certo senso ne avvicina il lavoro al 'comune' sentire. Media cioè un processo di inserimento dell'artista e dell'arte all'interno del vissuto normale, anche documentando procedimenti e sistemi che stuzzicano la curiosità.
Da non dimenticare poi che l'aspetto storico di molti filmati asseconda in pieno questo tipo di curiosità che magari trovava nella parola scritta una sorta di piccolo ostacolo.
Viva i documentari!
(e brava la Zerbi, brava)
Bye
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alle 09:25
paopasc
Ben detto, come accadeva una volta, ivi compresi sceneggiati di valore e teatro: com'è che quelle buone abitudini sono andate perse?
bye