L'arte di curare e guarire
In un editoriale pubblicato nel maggio 2008 sui Quaderni di architettura naturale, l'architetto Giancarlo Allen poneva alcuni degli assunti di base che spiegano e giustificano l'approccio architettonico naturale all'edilizia scolastica. Vediamo quali.
L'architettura, lo spazio e la sua forma sono un essenziale momento educativo e orientativo nella crescita dell‘individuo e della sua consapevolezza. L'ambiente in cui cresciamo è un elemento determinante per la qualità della nostra vita sociale e per una crescita equilibrata del nostro senso civico.
La scuola è la "casa dei bambini", il luogo che ospita abitanti particolarmente delicati, sensibili, ricettivi, preziosi. È il luogo di sollecitazione delle capacità cognitive ed espressive del bambino. È il luogo delle relazioni, le prime relazioni a cui molte altre seguiranno. I connotati fisici dello spazio determinano un universo di maturazione della crescita e delle esigenze relazionali unico e irripetibile. La scuola è quindi il luogo specifico dell'avvio di una idea di comunità e, dunque, del valore di "appartenere".
Ma la scuola è anche un edificio pubblico. Nei comuni piccoli e medi la scuola è spesso il più pubblico degli edifici. Un luogo di ferimento per i cittadini che deve avere un' identità e una riconoscibilità forte che solo l'architettura può dare. La centralità dell'immagine dell'edificio scolastico per la collettività ne fa un dispositivo deputato alla riqualificazione e alla rigenerazione del luogo in cui si colloca.
L'architettura sostenibile pone naturalmente al centro del progetto l'essere umano e le sue più sottili esigenze, assegna un particolare valore alla salute psicofisica degli ospiti di un luogo, rivaluta e rielabora il rapporto tra la persona e l'ambiente sia a livello locale (il giardino, il quartiere, la città) che a livello globale ed ecosistemico (il territorio, l'aria, l'acqua, l'energia, le risorse).
L'architettura e lo sviluppo sostenibile sono protagonisti nel momento in cui una collettività avvia la realizzazione di una nuova scuola. Il valore comunicativo di un edificio scolastico è chiaro a chiunque. Questo tema è ormai assolutamente praticato in tutta Europa ed in particolare nelle sue aree più avanzate. In Italia indubbiamente i segnali di attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche alla possibilità di individuare nelle scuole le migliori occasioni per realizzare progetti dimostrativi di architettura sostenibile sono tardivi ma incoraggianti.
Il convegno, inserito nel ciclo di eventi organizzati in occasione del ventennale di ANAB, ha quindi voluto affrontare il tema della progettazione e gestione di un organismo scolastico "naturale" con un approccio multidisciplinare attraverso interventi dedicati al rapporto tra ambiente e benessere psico-fisico del bambino in via di sviluppo fatti da esperti nel campo della psicologia, pedagogia, ma anche dell'alimentazione a cui è spettao il compito di portare esempi concreti di progetti realizzati nell'ambito dell'educazione alimentare e al gusto.
Una parte del convegno è stata inoltre dedicata alla presentazione di alcune realizzazioni esemplari di edifici scolastici naturali e all'inaugurazione della mostra dei progetti elaborati all'interno delle precedenti edizioni del corso "Scuola di architettura naturale", a cui hanno partecipato anche i progettisti.
paopasc anche io rientrando per le votazioni nelle mie vecchie scuole (sia medie che elementari) ho avuto questa amara sensazione di decadenza. E non è che non fosse stato rifatto nulla: qualche ritinteggiatura era stata pure data, ma con colori "osceni" lontani da qualsiasi nuova acquisizione in campo pedagogico o neuroscientifico. Credo che più del rigore o della tendenza a mantenere tutto com'è si tratti di risparmio: farsi venire nuove idee è faticoso, ragionare su nuove conoscenze anche ... perché sforzarsi quando qualcuno ha già fatto lo sforzo di scegliere una strada e nessuno se ne è mai lamentato. Si va al risparmio anche per gli aspetti pratici e realizzativi (il blu tendente al viola delle pareti della mia ex-scuola che ho visto di recente doveva essere un fondo di magazzino svenduto a poco prezzo non mi spiego altrimenti come mai l'abbiano scelto per sostituire il più riposante verde acqua che mi ricordavo io).
quindi in un certo senso ha ragione terratoro quando dice che bisgno abbattere certe pareti (mentali direi) e trovare il coraggio di cambiare se ci sono buone ragioni per credere che sarebbe un cambiamento in positivo. Ma come ho detto questo costa e oggi la scuola risparmia anche sui pensieri.
Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!! L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana). Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana). Filmografia consigliata: "2012 L'Avvento del Male"; Bibliografia consigliata: "Fontamara" di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
il rigore va calciato fuori dai pali che confinano le entrate.se si resta affezionati ad un muro si va poco lontani.prima di abbattere(giustamente)certe pareti,bisogna abbattere soprattutto queste piccole ma ingombrantissime idee di possesso che regnano nella nostra mediocre nazione.
Fino a pochi anni fa andavo a votare nella mia vecchia scuola elementare. Dopo il primo momento di stupore nel rivedere i luoghi dell'infanzia notavo, con un misto non so se di rincrescimento o piacere, che nulla, assolutamente nulla (per quanto potevo ricordare) era cambiato da quei tempi. Solo che adesso, tutto l'ambiente, esclusi i disegni dei bimbi appesi a circolo tutto intorno alle pareti dell'ampio ingresso, mi sembrava un po' squallido e decadente.
Anche ora, non so giudicare se quella fedeltà a se stesso del vecchio edificio, sia sinonimo di decadenza o rigore.
Bye
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alle 11:25
carla
La scuola è la "casa dei bambini"
Dovrebbe essere la realtà operativa nelle scuole! Un impegno troppe volte disatteso (opero da diverso tempo nelle scuole). La scuola, infatti, diviene educativamente vissuta quando spazi ed arredi non vengono lasciati alla casualità ed alla improvvisazione, ma sono predisposti al fine di facilitare l'incontro di ogni bambino con le persone,gli oggetti e l'ambiente. Questo è il presupposto indispensabile per realizzare una scuola a "misura" del bambino, ma come ha detto giustamente Emanuela, oggi la scuola risparmia anche sui pensieri.