Uno sguardo al mondo dei colori dei daltonici

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Vi siete mai chiesti come vedono i daltonici? No, probabilmente no: circolano tante voci che probabilmente non vi siete mai soffermati a pensare che forse sono soltanto "leggende metropolitane" e credenze senza alcun fondamento di verità. Potreste essere tra i tanti che credono, ad esempio, che i daltonici non possono guidare perché non vedono il semaforo e quindi rischierebbero di passare col rosso.

I daltonici in effetti a causa di questo difetto della visione dei colori qualche "problemino" nella comprensione delle informazioni lo hanno, ma solo perché la società si ostina a ignorare la loro presenza nonostante siano piuttosto numerosi. Il 10% circa della popolazione maschile secondo le solite statistiche.
Ammesso quindi che non siate daltonici, potrebbe insomma esservi capitato benissimo di incontrarne e di aver appreso per esperienza indiretta che il semaforo è l'ultimo dei loro pensieri.

Per tutti quelli che invece non hanno mai sperimentato né direttamente né per sentito dire cosa si prova ieri nell'ambito delle iniziative della Notte Bianca di Genova si è svolta la mostra intitolata "Uno sguardo al mondo dei colori dei daltonici" che, sfruttando la computergrafica permetteva a chiunque di vedere come i daltonici.

Si è trattato di un evento unico nel suo genere con fotografie "daltonizzate" e, in anteprima assoluta, il quadro Bolle di Anna Cavallini, nelle sua versione originale e nella visione daltonica. Durante la mostra è stato, inoltre, possibile chiedere spiegazioni e approfondimenti agli esperti e a chi vive il daltonismo sulla propria pelle.

Tutti quelli che se la sono persa esistono un sito web e il relativo gruppo su Facebook che si propongono di mostrare a chi "ci vede bene" in quale modo vedono i daltonici anche attraverso immagini particolarmente significative e, soprattutto, di sfatare alcuni luoghi comuni come appunto quello del semaforo, sensibilizzando, invece, all'uso di colori che non creino problemi a chi ne soffre.

Nell'immagine in alto il primo quadro al mondo realizzato in doppia visione, normale e deuteranope, grazie alla bravura indiscussa di Anna Cavallini che lo ha "ridipinto".


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