L'arte di curare e guarire
Lavoratori a parte la paura serpeggia però in ognuno di noi, rendendoci vittime di un morbo ben più terribile dello stesso virus influenzale. La paura dilaga, è contagiosa, la attacchiamo ai nostri amici e familiari e la cultura del sospetto di diffonde. Cominciamo a guardarci tutti con un misto di ansia e circospezione. Viviamo in un costante stato di allerta e ogni minimo starnuto o colpo di tosse è considerato il segno indelebile dell'untore, il reietto, colui da cui stare lontano neanche fosse un appestato.
Ma non è peste: è solo un'influenza! Una banale, noiosissima influenza da cui, nella stragrande maggioranza dei casi si guarisce senza conseguenze permanenti. È degli effetti di questa paura ingiustificata che dovremmo guardarci.
Che ne sarà dei nostri nervi e del nostro modo di vivere quando tutto questo sarà finito e di influenza A non si parlerà più? Riusciremo mai a dimenticare la sensazione di non poter più stare in mezzo agli altri senza doverci sentire in pericolo o la sensazione di essere stati trattati come appestati se abbiamo avuto la sfortuna di ammalarci?
A mettere in dubbio che dall'orribile sensazione di essere stati rifiutati dalla società per colpa del virus dell'influenza suina si possa guarire è, niente meno che la scrittrice cilena Isabel Allende , la quale dopo aver annunciato di essersi ammalata a un giornalista del sito internet urugaiano Bitacora, che l'aveva chiamata per alcune domande sul suo ultimo lavoro, "La isla bajo el mar", nei giorni scorsi, ha infine deciso di raccontare la sua esperienza diretta con una malattia che oggi fa più paura dell'AIDS.
Ora la Allende sul piano fisico sta guarendo e nell'attesa di rimettersi completamente e riprendere con la promozione del libro, resta rinchiusa nel suo appartamento in California con uno strascico pesante: "Tutta questa paura mi fa orrore - confessa - Sono terrorizzata all'idea di cosa accadrà quando tornerò a lavorare, a uscire, a viaggiare e la gente intorno a me mi guarderà con sospetto, qualcuno, per assurda precauzione, si allontanerà o eviterà che, a una conferenza o al ristorante, io mi sieda vicino a lui. Ma so che succederà proprio così: uno dei miei agenti mi ha già consigliato di annullare due presentazioni a fine mese, perché sarebbero deserte. Una follia".
E lancia un appello: "Attenti alla psicosi, che fa molto peggio dell'influenza. Ve lo dico io, è un virus normalissimo, state tranquilli, non succede niente di grave, a meno di patologie preesistenti. Non è una peste, non è un morbo letale. Vivete, viaggiate, divertitevi, lavorate. Le precauzioni vanno bene, ma non trasformate l'esistenza in un incubo".
Vostro e altrui!
ho a che fare con gente tutti i giorni ho un laboratorio di orologi ..e mi lavo sempre le mani con sapone ogni cliente che ricevo .....io non so se l influenza e meno debole o piu forte delle comuni influenze .. so di certo che la paura gioca molto e si dice che nel vaccino ci sia una sostanza usata annifa nel golfo dove ebbe una ripercussione mostruosa sulla popolazione ... so di certo che la tv fa la sua parte e la gente muore di questa influenza quindi ? cosa si fa?
Hai ragione: è nata a Lima in Perù, ma come riferiscono tutti i biografi ha lasciato molto presto il Perù per tornare in Cile dove c'erano le sue radici familiari. Difficile che ricordi il Perù visto che ci ha vissuto solo per i suoi tre primi anni di vita e infatti l'inpressione è che più che i biografi sia lei a sentirsi più cilena che peruviana.
Questo non toglie che il Perù sia comunque un Paese bellissimo che io tra l'altro amo molto. :)
La scrittrice cilena Isabel Allende.....tutti digono che e Cilena, invece e Peruviana.
Beh, siamo messi davvero male,e una volta tanto non sono solo paure italiane! Diranno che è il senso di insicurezza che ci avvolge tutti dopo l'11 settembre (a proposito, 2001 o 1973? Domanda legittima, dato che c'è in ballo il nome Allende!)
Pensavo, visti gli effetti di queste campagne: perché non si scrivono un po' di articoli sulle riviste mediche e non si mobilita la ricerca farmaceutica per esempio contro la "sindrome dell'imbecille al volante". Sta' a vedere che la gente finalmente si spaventa, le strade diventano più sicure ed evitiamo davvero, in questo caso, qualche migliaio di morti!
Piuttosto, io che ho un figlio studente mi auguro che la famiglia possa rifiutarsi di fargli fare una vaccinazione di cui non si conoscono gli effetti collaterali. Se no, allora è davvero il caso di fare casino.
Sigarette elettroniche per smettere di fumare, ma attenti ai rompiscatole con le "…
Miastenia Gattuso: che cos'è e come si cura
Libro: Il segreto della Gioconda svelato da Silvano Vinceti. Ecco la sua teoria
Titanic 100 anni dopo: scienza conferma prima donne e bambini. Ma è unico caso
Il cervello è una scultura interattiva al MICROmacro di Berlino. Foto
alle 11:20
Emanuela Zerbinatti
chrisian ti suggerisco un rimedio assolutamente naturale: cum grano salis :)
Magari contro il virus H1N1 non può fare miracoli (ma non è detto) ma contro la sua paura non potresti trovare di meglio!
Quello che voglio dirti è che in questa fase il buon senso è l'unica arma che abbiamo per difenderci sia dal virus che dai media terroristi.
Hai ragione c'è chi ci muore di influenza A, ma i numeri non sono differenti da quelli dell'influenza normale ma qulla non ci spaventa. Anche gli incidenti d'auto fanno stragi che H1N1 è acqua di rose al confronto, ma non ci facciamo condizionare tanto da non prendere più la macchina. La maggior parte di noi usa il buon senso: non beve, non si distrae quando guida e rispetta limiti e regole della circolazione stradale e .... incrocia le dita per non trovarsi davanti un'irresponsabile assassino.
Ascolta pure i media ma prendi quel che dicono con cautela. Prediligi quelli che ti fanno sentire la voce degli esperti. Ti assicuro che non si sta nascondendo nulla circa il virus: allo stato attuale non è più pericoloso di un'influenza e riguardo al vaccino credo che si stia speculando inutilmente. Se non il virus non muterà nel frattempo e tutto rimanesse come ora io non lo farò per non prestarmi a questo gioco sciocco e se dovessi ammalarmi, ma ne starò a casa per non diffonderlo ad altri cercando di lavoricchiare almeno un po' come faccio per ogni influenza che mi sono beccata e confiderò nel destino: se sono quell'una su un milione che deve reagire male all'infezione confido nelle possibilità dei medici di salvarmi lo stesso ma se non ci riuscissero spero almeno che nessuno usi la mia morte per alimentare ulteriormente panico