L'arte di curare e guarire
In questo blog ne abbiamo parlato spesso. Molti dei nostri Pazienti illustri erano o sono affetti da patologie mentali più o meno gravi piuttosto che da ogni altro tipo di malattia organica.
Semplice coincidenza, destino, scotto da pagare per il successo, eccesso di sensibilità tanto utile è all'arte quanto deleteria per la psiche dell'artista, o manierismi messi in atto più o meno coscientemente per distinguersi, darsi un tono di originalità fino a entrare nella parte dell'artista "maledetto" consapevoli del fatto che tanto al genio si perdona un po' tutto.
Si può pensare qualsiasi cosa. E lo si è anche fatto: pensare a qualcosa di insondabile e misterioso è molto più suggestivo e "romantico".
Tuttavia, la particolare frequenza di questa associazione, la gravità dei sintomi presentati
Molti artisti hanno avuto la loro carriera in tutto o in parte compromessa dalla malattia mentale, altri sono morti soli e abbandonati spesso per propria mano.
Troppo per pensare a una recita, una finzione, un caso o una coincidenza.
Ora, una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science sembra aver trovato la possibile spiegazione biologica che sarà anche meno romanzesca ma sotto sotto molti stanno cercando
.Nella sua ricerca ha preso in esame un campione di soggetti dalle spiccate abilità creative e li ha sottoposti ad alcuni test di intelligenza e creatività, dopodiché ha prelevato alcuni campioni del loro sangue. Le analisi hanno dimostrato che i soggetti dotati di estro superiore rispetto agli altri avevano una particolare variante genetica della neuregulina 1. La stessa variante che era già stata collegata alle malattie psichiatriche.
"Esistono fattori molecolari che sono vagamente associati a disturbi mentali gravi e sono presenti in molte persone perfettamente sane, con il risultato che queste potrebbero trarre il beneficio nell'avere una mente più creativa", dichiara Szabolcs Kéri. "In altri casi, invece, la creatività sembra fondersi con la psicosi, dando luogo a quelle personalità folli ma geniali che hanno segnato a lungo la nostra arte".
Ovviamente questo non significa che la "prova" del legame biologico tra genio e follia non esista. Il fatto è che il comportamento e le abilità cognitive non possono essere associate a un gene soltanto.
Dobbiamo quindi scordarci la possibilità di trovare un'associazione un gene-una malattia o un gene-una funzione cognitiva, figuriamoci l'associazione un gene-una malattia-una funzione cognitiva.
La ricerca della psichiatra ungherese fa fare quindi solo un piccolo passo in avanti verso la comprensione di un possibile legame biologico ma credo sarà difficile arrivare un giorno a poter spiegare in questo modo tutti i casi.
Per la gioia di tutti quelli che preferiscono credere nel "lato romantico" dell'associazione genio-follia.
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alle 10:37
paopasc
Scava scava qualcosa viene fuori. Le variazioni dalla norma producono risultati pure deviati rispetto alla norma. Occorre sapere da quale parte. Quali sono i meccanismi che la fanno deviare verso l'arte e la creatività e quali verso una franca patologia? E' possibile ipotizzare che la semplice variazione di una proteina sia responsabile di così vasti effetti? Non impossibile. Se la proteina è responsabile di un effetto così generalizzato la maggiore o minore espressione potrebbe significare che la deviazione dalla norma è soltanto una 'esagerazione' di comportamenti normali, una variazione discreta lungo un continuum.
Sempre cose interessanti e aggiornate dalla cara Emanuela!
:)bye