L'arte di curare e guarire
Eppure il Nasher Museum of Art presso la Duke University di Durham (USA) sta proponendo proprio in queste settimane una mostra davvero innovativa sull'analisi del rapporto che Pablo Picasso ha coltivato per tutta la vita con vari scrittori anche molto affermati e dei molti modi in cui il linguaggio in generale ha influenzato il suo lavoro.
Picasso and the Allure of Language (Picasso e il fascino del linguaggio) comprende circa 60 opere realizzate dall'artista spagnolo con vari mezzi, nonché esempi seleziona per un altro artista di Georges Braque, e le fotografie, lettere, manoscritti e il progetto per un libro scritto da un gruppo eterogeneo di artisti e scrittori.
Nel suo insieme tutto questo materiale illumina sull'interesse profondo e multidimensionale che Picasso ha sempre nutrito per la scrittura e la lingua, che dà un senso nuovo a ogni altro aspetto della sua vita e del suo lavoro.
La mostra è stata realizzata con opere e documenti tratti principalmente dalla Yale University Art Gallery e dalla celebre Patsy e Raymond Nasher Collection, a Dallas, in Texas, da cui arrivano in prestito anche due sculture che coprono tutto il periodo di tempo che va dal 1900, quando Picasso aveva 19 anni, al 1969, solo quattro anni prima della sua morte avvenuta all'età di 91 anni.
Questa è la prima volta che le opere di Picasso, originariamente di proprietà di Gertrude e Leo Stein e ora nella collezione di Yale University Art Gallery vengono riunite con i materiali della Yale University Beinecke Library di Gertrude Stein e Alice B. Toklas Papers.
Tuttavia, è proprio il tema portante a costituire la vera novità di questa mostra che la rende davvero degna di nota.
Nel 1905 Picasso conobbe anche Gertrude Stein, una scrittrice americana espatriata che, sotto la guida del fratello Leo, divenne collezionista d'arte e curatrice principale delle opere dell'artista a Parigi fino al 1914. Nel corso di questo decennio straordinario, che ha visto la nascita del cubismo radicale (il celebre Ritratto di Gertrude Stein fatto da Picasso nel 1906 e attualmente conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, è considerato dagli storici dell'arte come il primo passo embrionale verso lo stile cubista, ndB), l'arte di Picasso e la scrittura della Stein sono state ugualmente e vicendevolmente influenzate dall'interesse che entrambi hanno cominciato a sviluppare per il linguaggio visivo e verbale, e che non li avrebbe più abbandonati.
Gli intensi rapporti che Picasso stabilì anche con altri grandi scrittori francesi, dopo gli anni cubisti e surrealisti, tra cui Michel Leiris e Paul Eluard, parlano del fascino che egli provava verso il loro lavoro traendone ispirazione per il proprio.
Picasso stesso cominciò a scrivere di suo pugno nel 1935 e nel corso dei 24 anni successivi realizzò centinaia di poesie e due opere lunghe.
Dalla fine degli anni 1920 a circa il 1950, ha anche fatto un lavoro di progettazione straordinariamente innovativo per diversi libri illustrati, che sfidano l'idea tradizionale di rapporto tra immagine e testo.
Tra questi si annoverano le interpretazioni di testi classici e romantici da Ovidio e Honoré de Balzac, agli scritti appassionati di contemporanei come Reverdy, Tristan Tzara, e Aimé Césaire.
Picasso e la dislessia. Questa mostra sull'interesse di Pablo Picasso per il linguaggio è piuttosto singolare anche perché secondo alcuni sarebbe stato dislessico. Il sito dyslexiaonline.com lo cita tra i personaggi famosi affetti da questo disturbo dell'apprendimento specificando che "aveva difficoltà a leggere l'orientamento delle lettere ed era stato classificato come dislessico, ma nonostante le difficoltà è riuscito comunque a terminare gli studi dell'obbligo anche se non ne ha mai tratto un vero beneficio per la sua educazione e la dislessia ha continuato a condizionarlo per il resto della vita. Questo non gli ha impedito però di mostrare fin dall'infanzia un talento straordinario nel disegno, ma anche nel comprendere come gli altri volevano essere visti e come li vedeva lui. Nel corso della sua carriera Picasso ha poi sviluppato un personalissimo senso dello stile e della bellezza capace di affascinare lo spettatore. Dipingeva il mondo come lo vedeva lui, sottosopra o senza un ordine logico, dimostrando però il potere dell'immaginazione, delle emozioni e della creatività sulla psiche umana."
Dislessia o fascino per il linguaggio, Picasso portò insomma l'arte a un nuovo livello.
Emanu, te lo devo proprio dire, non ce la faccio a starti dietro!
Sei eccezionale :)
(E poi non vuol sentir dire che è brava ;))
Ho comprato il numero di settembre di Mente & Cervello. A pag. 102 c'è la recensione di un articolo scientifico dal titolo La vita è meravigliosa. L'hai letto?
Ho due o tre idee al riguardo.
Bye
(Poi con calma, appena riprendo fiato -t'ho detto che non ce la faccio a starti dietro- commento...:)))
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alle 22:26
Emanuela Zerbinatti
ma no è che sono rimasta un po' indietro coi post causa connessione fantozziana in vacanza e ora sto cercando di recuperare un po': di solito doso meglio le energie anche per non costringere i miei lettori a passare dalla noia alle ... corse :)
Mente e Cervello mi arriva in abbonamento ma quello di settembre non ce l'ho ancora tra le mani però ho presente il lavoro di Sonja Lyubomirsky e sono curiosa di conoscere le tue due o tre idee al riguardo
PS non so perché ma avrei scommesso in un tuo commento al post sui Riba con aggancio all'IA: mi pareva si prestasse bene a considerazioni di filosofia della mente per cui ti vedo piuttosto adatto ... senz'obbligo, ovvio!