L'arte di curare e guarire
Grazie a questi mezzi oggi tutti possono dire di saper viaggiare. Gli itinerari possibili sono infiniti, ma basta scegliere una meta e la potente macchina dell'industria turistica si mette in moto per sfornare il viaggio "giusto per noi". Si tratta quasi sempre di sentieri noti, tracciati in secoli di esplorazioni umane. Il viaggio vero, però, resta quello che ne scopre di nuovi e lascia un segno indelebile dentro chi lo compie. E questo è privilegio per pochi.
Di solito si tratta di individui che hanno il coraggio di viaggiare "leggeri" e cercare il contatto con il territorio o la natura selvaggia e incontaminata più del lusso e del confort del "tutto compreso". A volte, ma non sempre, si tratta anche di bravi scrittori che amano raccontare e raccontarsi come il viaggio li abbia cambiati. Ma se viaggiare con la V maiuscola, è difficile, scriverne be', lo è ancora di più!
E lui si che se ne intende. Nato a Whichita, nel Kansas solo 32 anni fa, è già dal 1994 che gira il mondo con lo zaino sulle spalle raccontando le sue esperienze a New York Times Magazine, Salon.com, The Believer, Condé Nast Traveller, National Geographic Adventure, National Geographic Traveler.
La critica lo ha già definito "il Jack Kerouac dell'era di internet", ma Rolf Potts ci ricorda che "il viaggio, ancora più che ai tempi di Kerouac, è una dimensione mentale: agli occhi di ciascun viaggiatore il medesimo luogo, per quanto intatto si sia conservato nei secoli, appare diverso, in virtù dello sguardo irripetibile con cui ognuno ridisegna la geografia del mondo. Dimentichiamoci una buona volta il vezzo moderno di ripercorrere le orme dei viaggiatori antichi: per come si presenta ai nostri occhi, ogni posto attende ancora il suo esploratore".
Un pensiero che l'Autore aveva già espresso anche nel suo primo libro, Vagabonding (Ponte alle Grazie, 2003), intendendo con questo termine "forse un neologismo, sicuramente un modo nuovo di affrontare l'idea del lungo viaggio, non tanto come semplice valvola di sfogo, quanto come progetto di vita capace di permeare anche i periodi di routine lavorativa in città. Uno stato d'animo permanente."
Secondo Rolf Potts, "niente ci impedisce di privilegiare, nella scala dei nostri valori, la libertà, la fantasia, la curiosità e la crescita personale. Non occorrono grandi somme di denaro, il punto semmai è alleggerire il fardello dei vincoli e degli impegni, ‘viaggiare' leggeri per la vita, semplificando. Partire, in questo senso, diventa una prova con noi stessi, che comincia ancor prima di aver scelto il percorso". Alternando in modo inedito esperienze personali, informazioni pratiche, suggerimenti bibliografici, ritratti di grandi viaggiatori del passato e testimonianze di globetrotter attuali, questo libro trasmette - senza mai prendersi troppo sul serio - una voglia irresistibile di partire, e di cominciare a pensare con la propria testa.
Con Rolf Potts saranno di certo d'accordo anche lo scrittore e psicoterapeuta Andrea Bocconi e lo storico del turismo e fondatore della Scuola del viaggio Claudio Visentin che per farci scoprire il piacere della vita dei vagabondi hanno scritto insieme In viaggio con l'asino (Guanda, 2009), in cui i loro due alter ego narrativi conducono i rispettivi figli e due asini lungo i sentieri d'Abruzzo. Un viaggio avventuroso tra montagne, boschi, paesi, chiese e rovine. Un viaggio in compagnia degli asini, questi strani animali, spesso calunniati e oggi ingiustamente dimenticati.Dunque, Autori e libri diversi per un unico tema. E queste non sono che alcune delle numerose testimonianze sui diversi modi di viaggiare ed essere viaggiatori, ma si potrebbe continuare ancora a lungo e senza bisogno di limitarsi ai libri. Ogni buon viaggiatore ha lasciato traccia del sue essere tale anche solo attraverso una frase se non proprio un racconto.
A raccogliere per noi questi pensieri sparsi ci ha pensato Roberto Bosio, in Antologia da viaggio. Aforismi e citazioni "on the road" (Editore Lulu.com, 2009).
Un piccolo libro dedicato a chi viaggia (anche nel chiuso della propria stanza) in cui trovare tanti percorsi, fatti di citazioni raccolte tra i molti che hanno scritto o detto qualcosa sul viaggio. Dai poeti persiani del XII secolo ai detti popolari africani, dai re d'Inghilterra a scrittori come Steinbeck o Stevenson passando da Lao Tse, Rousseau, Cromwell, Cristoforo Colombo...
Insomma, un altro modo per apprendere il vero significato del viaggiare e per trascorre la calda estate che ci aspetta, viaggiando, immersi... nella lettura.
Grazie per queste preziose indicazioni! Ed è proprio vero che "Il viaggio vero, però, resta quello che ne scopre di nuovi e lascia un segno indelebile dentro chi lo compie. E questo è privilegio per pochi". Ho fatto tanti viaggi, ma solo pochi mi hanno lasciato dentro il "germe"di nuovi viaggi e mi hanno anche, in parte, cambiata...E' straordinario quando ciò accade!
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a me tutti i viaggi lasciano un segno indelebile