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Leggere e scrivere di viaggi … in viaggio

Lunedì 6 Luglio 2009, 15:20 in Recensioni di
"Le persone non fanno i viaggi sono i viaggi che fanno le persone."
John Steinbeck

Viaggiare è una delle attività più affascinanti e arricchenti. Dal momento in cui ha messo piede sulla Terra, l'uomo non ha fatto altro che muoversi per esplorare lo spazio circostante cercando di spostare i confini sempre un po' più in là e trovando nuove soluzioni quando gli ostacoli da superare sembravano insormontabili. Ha così cominciato ad addestrare animali e tracciato strade per spostarsi più velocemente. Ha costruito imbarcazioni per solcare fiumi e mari. Si è inventato mezzi meccanici e motori. Si è dotato perfino di ali per librarsi nel cielo.

Grazie a questi mezzi oggi tutti possono dire di saper viaggiare. Gli itinerari possibili sono infiniti, ma basta scegliere una meta e la potente macchina dell'industria turistica si mette in moto per sfornare il viaggio "giusto per noi". Si tratta quasi sempre di sentieri noti, tracciati in secoli di esplorazioni umane. Il viaggio vero, però, resta quello che ne scopre di nuovi e lascia un segno indelebile dentro chi lo compie. E questo è privilegio per pochi.
Di solito si tratta di individui che hanno il coraggio di viaggiare "leggeri" e cercare il contatto con il territorio o la natura selvaggia e incontaminata più del lusso e del confort del "tutto compreso". A volte, ma non sempre, si tratta anche di bravi scrittori che amano raccontare e raccontarsi come il viaggio li abbia cambiati. Ma se viaggiare con la V maiuscola, è difficile, scriverne be', lo è ancora di più!
marcopolononci%C3%A8maistato_Potts.jpg Per fortuna a venirci in aiuto ci pensa Rolf Potts con il suo ultimo libro, Marco Polo non ci è mai stato, appena tradotto per Ponte alle Grazie da Stefano Berette e Anna Lovisolo.
Dieci anni in giro per il mondo. Venti storie di viaggio. E al termine di ogni capitolo un commento breve ma dettagliato su come vanno presentate le proprie esperienze e rivelare i dettagli curiosi che si celano dietro ogni racconto di viaggio per capire che "alla fine più degli adesivi sulla valigia - il medagliere di ogni turista che si rispetti - sono le storie raccolte, la gente incontrata, i luoghi abitati - e quindi vissuti, non semplicemente visitati - il tesoro prezioso e insostituibile del viaggiatore. È così che ogni esperienza, dalla più insolita (tentare di imbucarsi nel blindato set thailandese di una grande produzione hollywoodiana, trovarsi senz'acqua in un giro solitario a piedi nel Sahara) alla più apparentemente ordinaria (frequentare un corso di sesso tantrico per turisti in India, girare per l'outback australiano in mezzo ai distratti partecipanti di un viaggio organizzato), diventa una perla narrativa, capace di restituire con nitidezza colori, sapori, profumi e suoni di un mondo sempre più globalizzato".

E lui si che se ne intende. Nato a Whichita, nel Kansas solo 32 anni fa, è già dal 1994 che gira il mondo con lo zaino sulle spalle raccontando le sue esperienze a New York Times Magazine, Salon.com, The Believer, Condé Nast Traveller, National Geographic Adventure, National Geographic Traveler.

La critica lo ha già definito "il Jack Kerouac dell'era di internet", ma Rolf Potts ci ricorda che "il viaggio, ancora più che ai tempi di Kerouac, è una dimensione mentale: agli occhi di ciascun viaggiatore il medesimo luogo, per quanto intatto si sia conservato nei secoli, appare diverso, in virtù dello sguardo irripetibile con cui ognuno ridisegna la geografia del mondo. Dimentichiamoci una buona volta il vezzo moderno di ripercorrere le orme dei viaggiatori antichi: per come si presenta ai nostri occhi, ogni posto attende ancora il suo esploratore".

vagabondig_Potts.jpg Un pensiero che l'Autore aveva già espresso anche nel suo primo libro, Vagabonding (Ponte alle Grazie, 2003), intendendo con questo termine "forse un neologismo, sicuramente un modo nuovo di affrontare l'idea del lungo viaggio, non tanto come semplice valvola di sfogo, quanto come progetto di vita capace di permeare anche i periodi di routine lavorativa in città. Uno stato d'animo permanente."

Secondo Rolf Potts, "niente ci impedisce di privilegiare, nella scala dei nostri valori, la libertà, la fantasia, la curiosità e la crescita personale. Non occorrono grandi somme di denaro, il punto semmai è alleggerire il fardello dei vincoli e degli impegni, ‘viaggiare' leggeri per la vita, semplificando. Partire, in questo senso, diventa una prova con noi stessi, che comincia ancor prima di aver scelto il percorso". Alternando in modo inedito esperienze personali, informazioni pratiche, suggerimenti bibliografici, ritratti di grandi viaggiatori del passato e testimonianze di globetrotter attuali, questo libro trasmette - senza mai prendersi troppo sul serio - una voglia irresistibile di partire, e di cominciare a pensare con la propria testa. 

viaggioasino.gifCon Rolf Potts saranno di certo d'accordo anche lo scrittore e psicoterapeuta Andrea Bocconi e lo storico del turismo e fondatore della Scuola del viaggio Claudio Visentin che per farci scoprire il piacere della vita dei vagabondi hanno scritto insieme In viaggio con l'asino (Guanda, 2009), in cui i loro due alter ego narrativi conducono i rispettivi figli e due asini lungo i sentieri d'Abruzzo. Un viaggio avventuroso tra montagne, boschi, paesi, chiese e rovine. Un viaggio in compagnia degli asini, questi strani animali, spesso calunniati e oggi ingiustamente dimenticati.
Un viaggio nei rapporti tra padri e figli. Un viaggio dove non è sempre ovvio chi guida e chi segue, chi insegna e chi impara. Iniziato nel modo peggiore, sotto una pioggia torrenziale, il viaggio dei protagonisti si trasforma poi in un momento di crescita, divertimento e arricchimento culturale, grazie alle lezioni dell'asino... Un libro per imparare a rallentare il passo e a guardarsi attorno.

Dunque, Autori e libri diversi per un unico tema. E queste non sono che alcune delle numerose testimonianze sui diversi modi di viaggiare ed essere viaggiatori, ma si potrebbe continuare ancora a lungo e senza bisogno di limitarsi ai libri. Ogni buon viaggiatore ha lasciato traccia del sue essere tale anche solo attraverso una frase se non proprio un racconto.

A raccogliere per noi questi pensieri sparsi ci ha pensato Roberto Bosio, in Antologia da viaggio. Aforismi e citazioni "on the road" (Editore Lulu.com, 2009).
Un piccolo libro dedicato a chi viaggia (anche nel chiuso della propria stanza) in cui trovare tanti percorsi, fatti di citazioni raccolte tra i molti che hanno scritto o detto qualcosa sul viaggio. Dai poeti persiani del XII secolo ai detti popolari africani, dai re d'Inghilterra a scrittori come Steinbeck o Stevenson passando da Lao Tse, Rousseau, Cromwell, Cristoforo Colombo...

Insomma, un altro modo per apprendere il vero significato del viaggiare e per trascorre la calda estate che ci aspetta, viaggiando, immersi... nella lettura.
 

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2 commenti
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07 Set 2010
alle 11:30

hotel

a me tutti i viaggi lasciano un segno indelebile

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07 Lug 2009
alle 13:25

Sara F.

Grazie per queste preziose indicazioni! Ed è proprio vero che "Il viaggio vero, però, resta quello che ne scopre di nuovi e lascia un segno indelebile dentro chi lo compie. E questo è privilegio per pochi".  Ho fatto tanti viaggi, ma solo pochi mi hanno lasciato dentro il "germe"di nuovi viaggi e mi hanno anche, in parte, cambiata...E' straordinario quando ciò accade!

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