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Il viaggiatore maldestro. Una guida per sopravvivere alle abitudini degli altri

Martedì 21 Luglio 2009, 14:42 in Recensioni di
Ilviaggiatoremaldestro_McCrum.jpegPaese che vai usanza che trovi!
Nonostante il mondo sia sempre più globalizzato, questo antico detto sembra duro a morire e per fortuna, perché le differenze culturali tra gli uomini sono quelle che rendono piacevole la vita e fanno venire voglia di viaggiare.

Tuttavia, ignorare gli usi e i costumi del Paese in cui ci si reca potrebbe far apparire come maleducato anche il più gentlemen dei turisti rischiando di rovinare una bella vacanza.

Per esempio, chi sa che in Giappone non bisogna mai passarsi sulla faccia il tovagliolo caldo offerto prima di un pasto? O che in Cina durante un brindisi è meglio non dire "cin cin", a meno di non voler indicare il "pisellino" del padrone di casa, e mettere tutti in grande imbarazzo? Certo, sempre in Cina a fine cena, potete tranquillamente usare le bacchette come stuzzicadenti e in Argentina o a Singapore siete quasi obbligati a presentarvi con un'ora di ritardo perché la puntualità verrebbe presa per ingordigia, ma vallo a  sapere prima.

Per non inciampare maldestramente negli usi e costumi altrui, scatenando l'ilarità o i rimbrotti, se non addirittura l'ira, dei vostri ospiti, Einaudi ha appena pubblicato Il viaggiatore maldestro. Le gaffe e i modi per evitarle di Mark McCrum. Questo londinese e viaggiatore instancabile, che ha avuto modo di conoscere e sperimentare sulla propria pelle il mare di comportamenti e abitudini di ogni paese del mondo mette ora a disposizione di tutti noi una guida per ben figurare e per farsi apprezzare ovunque, dall'Africa all'Europa, dall'Asia all'Australia. Adatto, insomma, per i viaggiatori che vogliano destreggiarsi brillantemente in questa selva di consuetudini, a volte davvero inimmaginabili, evitandogli gaffe imbarazzanti e a volte persino pericolose.

Ma anche un libro spiritoso e originale per una una lettura sfiziosa adatta in generale ai tanti curiosi che vogliano gustarselo rimanendo comodamente seduti in poltrona.

Il libro, con sguardo gentile ed ironico, racconta tutto ciò che è compreso fra il primo saluto e gli ultimi riti della vita: gli usi e i costumi legati alla conversazione, all'abbigliamento, alla tavola, ai rituali di corteggiamento, ai funerali per scoprire che nemmeno quello che crediamo essere uguale alle nostre abittudini lo è poi così tanto...

Siete proprio sicuri ad esempio che l'americano che vi ha appena mostrato la mano con il medio e l'indice piegati voglia farvi le corna? Oppure che il russo che incrocia le dita voglia augurarvi buona fortuna?

E se viaggiate solo per fare conquiste sentimentali in terra straniera, non vi illudete di non avere bisogno di simili dritte. Le differenze culturali ci sono anche in fatto di corteggimento e ignorarle potrebbe risultarvi fatale.
Perciò, chi si riconosce nella figura del "maschio italiano" per cui "flirtare è come respirare"
, in base a quanto scrive l'autore avvertendo le lettrici che "se lo respingete proverà a farvi ridere, vi comprerà un regalo, insomma, nove volte su dieci non mollerà la presa", è avvisato.

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