L'arte di curare e guarire
Lo hanno dimostrato Shia Kent, dell'Università di Alabama a Birmingham, e i colleghi correlando i dati satellitari NASA di esposizione alla luce solare e la misura delle funzioni cognitive di quasi 15 mila volontari.
In pratica, miei cari vampiretti, se i risultati pubblicati sulla rivista Environmental Health, corrispondessero al vero rischiereste la debacle intellettuale continuando a vivere nell'ombra.
Per vostra rassicurazione non tutti sonpo così convinti che il sole faccia brillare l'intelligenza.
È ormai assodato, infatti, che la luce può influenzare l'umore. La luce diurna, il bel tempo influiscono positivamente, tanto è vero che alcune persone soffrono del cosiddetto Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), una sindrome depressiva a ricorrenza invernale caratterizzata, oltre che da sintomi come umore depresso, irritabilità ed anedonia (mancanza di emozioni, isolamento e apatia), eccessivo sonno e peggioramento dei sintomi nelle ore serali.
"Nei paesi nordici, dove ci sono inverni con pochissime ore di luce, vi è un'illuminazione stradale più forte e si consiglia la "luce-terapia". Inoltre, il sole è noto anche per l'influenza che ha su neurotrasmettitori importanti come la serotonina, che è appunto il ‘messaggero del buon umore'", ricorda Oliverio.
Uno studio dell'impatto diretto dell'esposizione alla luce solare sulle funzioni cognitive, invece, ancora mancava. Gli esperti hanno dunque incrociato i dati NASA sul sole e le performance cognitive dei volontari. E in effetti hanno anche individuato una chiara associazione tra perdita di funzioni cognitive e scarsa esposizione al sole, ma solamente tra le persone che presentano un disturbo depressivo.
"Non si può quindi parlare nemmeno in questo studio di un collegamento diretto tra luce solare e funzioni cognitive. - conclude Oliverio - Semplicemente la luce condiziona l'umore, quello delle persone che soffrono di disturbi depressivi in particolare e queste di per sé hanno difficoltà di attenzione e apprendimento". È quindi probabile che la luce, giocando un ruolo chiave nel buon umore, influenzi di rimando anche le attività cognitive, ma che questo abbia un impatto visibile solo su chi già ha un umore 'debilitato' e più vulnerabile in quanto soffre di depressione.
Obietterete, quindi, che se non siete depressi o predisposti al disturbo affettivo stagionale, la tintarella potete ancora risparmiarvela senza problemi. Tuttavia, l'effetto indiretto della luce sulle funzioni cognitive non si esercita solo attraverso l'umore.
Altri studi hanno dimostrato, infatti, che il sole influenza il flusso di sangue nel cervello il quale si sa essere legato a questo tipo di funzionalità.
Insomma fossi in voi, un po' di sana esposizione solare me la farei. Senza lanciarsi in inutili e dannosi bagni di sole sulle spiagge cocenti, basta vivere con i ritmi giusti e non sostare troppo a lungo in ambienti illuminati con luci artificiali. Qualche bella passeggiata in più, nelle ore più fresche. Un buon proposito da mettere in atto per le vacanze.
E se il vostro umore è sotto le scarpe, valutate la possibilità di cercare un buon terapeuta, perché i depressi oltre ad essere più sensibili alla mancanza di luce, tendono anche a chiudersi in casa con tanto di tapparelle abbassate e penombra pure di giorno.
Fonte: ANSA
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