L'arte di curare e guarire
Per fortuna ad indagare sulla sua morte ci hanno messo un genio. La giornalista e scrittrice Diane Stuckart ha scelto, infatti, niente meno che Leonardo da Vinci per la parte di detective-protagonista del suo ultimo romanzo La mossa dell'alfiere (The Queen's Gambit, 2008, Traduzione Roberta Zuppet, Editrice Nord, 2009).
Siamo a Milano, nel 1483. Il duca Ludovico Sforza, detto il Moro, e il suo ospite, l'ambasciatore di Francia, desiderano entrambi un dipinto che Leonardo da Vinci, da poco nominato ingegnere di corte, ha portato con sé da Firenze. Per stabilire chi si aggiudicherà quel capolavoro, i due nobili si sfidano a una partita a scacchi viventi. Durante il gioco, però, accade l'irreparabile: il conte di Ferrara, che impersonava l'alfiere bianco, viene trovato morto. L'omicidio getta l'ombra del sospetto su tutta la corte e il Moro chiede l'aiuto di Leonardo, l'unico uomo la cui integrità non può certo essere messa in dubbio. Il maestro accetta d'indagare sull'assassinio, e si fa aiutare dal suo nuovo apprendista, Dino. Ma il giovane cela a sua volta un segreto...
Diane A.S. Stuckart texana di nascita e da sempre affascinata dagli studi storici e in particolare dal Rinascimento italiano, dopo la laurea in giornalismo ha presto deciso di coniugare queste sue due passioni. La mossa dell'alfiere, non è quindi che primo romanzo del panorama letterario internazionale che ha come protagonista un inedito Leonardo da Vinci detective.
In attesa del prossimo lavoro, possiamo trascorrere qualche ora delle nostre vacanze in piacevole compagnia di questo, che oltre alla suspance è molto ricco anche di curiosità storiche e artistiche.
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