L'arte di curare e guarire
Nel riportare la notizia il quotidiano britannico Daily News, fa notare che questi risultati danno ragione a quanto sostenuto anche dal Principe Carlo, noto amante del giardinaggio, il quale avrebbe più volte dichiarato di parlare alle sue piante.
Tuttavia, riconosce che per ottenere un effetto ancora migliore sulla crescita sarebbe forse meglio "reclutare" la sua consorte, Duchessa di Cornovaglia, o direttamente Sarah Darwin, bis-bis nipote del famoso botanico, Charles Darwin, che è anche tra i padri fondatori del comitato scientifico della RHS. La sua voce è risultata, infatti, di gran lunga più efficace tra le nove utilizzate per lo studio.
Colin Crosbie, soprintendente dell'RHS, ha dovuto ammettere che in realtà "ci si aspettava un risultato migliore dalle voci maschili, ma alla fine sono state quelle di donna a risultare di gran lunga più efficaci".
Il motivo non è ancora chiaro. "Potrebbe dipendere da una più ampia gamma di suoni e tonalità che arrivano alle piante con la voce femminile o dal fatto che le onde sonore creano un effetto ambientale come se fossero pioggia o luce."
L'esperimento è iniziato nel mese di aprile al RHS Garden Wisley in Surrey, con audizioni aperte al pubblico per registrare brani tratti da Il Giorno della Trifidi di John Wyndham, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, e appunto l'Origine delle specie di Darwin.
Dalla selezione sono poi state scelte le letture di 10 persone in modo da avere la massima varietà di voci da assegnare alle 10 piante di pomodoro. Per garantire la confrontabilità dei risultati due piante di controllo sono state lasciate crescere in silenzio.
Un mese dopo risultava che le donne havevano fatto crescere le piantine mediamente 2 centimetri e mezzo in più dei colleghi maschi. Alcune piantine allevate con sottofondo di voce maschile erano cresciute così poco che risultavano addirittura più basse di quelle cresciute in silenzio!
"Penso che sia un onore avere una voce che può fare crescere i pomodori, - ha detto simpaticamente la signora
Darwin - soprattutto per me che sono stata a studiare pomodori selvatici tra le isole Galapagos e il Museo di Storia Naturale di Londra per diversi anni".Le piante per ora non possono dirimere il dubbio della signora Darwin perché non ci dicono nulla, ma un giorno, chissà, potrebbero spiegarci direttamente cosa preferiscono e magari fare richieste particolari. Le piante infatti sono meno silenziose di quel che pensiamo. Esse comunicano al loro interno e tra loro e ora due gruppi di ricerca di Roma sembrano vicini a decifrarne i linguaggi. Dai loro studi sarebbe emerso che una serie di geni e un certo numero di molecole volatili sono le 'parole' che le piante utilizzano per comunicare. I due gruppi di ricerca all'università di Roma La Sapienza e all'Istituto di Biologia agroambientale del Cnr a Monterotondo(Roma) stanno ora decifrando questo doppio linguaggio, interiore (le piante per esempio regolano lo sviluppo di foglie o radici) e 'di relazione' e i risultati permetteranno appunto di controllare la crescita delle piante a seconda delle necessità.
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