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La leggenda dell’artista

Martedì 30 Giugno 2009, 22:49 in Psicologia e neuroscienze, Recensioni di
La%20legenda%20dell%E2%80%99artista_Kris_Kurz.jpg Un libro che sicuramente piacerà ai lettori più fedeli di questo blog è La leggenda dell'artista (Boringhieri, 2004) in cui i due autori, Ernst Kris e Otto Kurz, entrambi psicoanalisti, decidono di mettersi sulle tracce dei caratteri genetici e determinativi della figura dell'artista, non solo nella civiltà occidentale, trovando nelle varie epoche e paesi consonanze sorprendenti.

Avrebbe fatto la delizia di Teofrasto, tanto ricca è la documentazione aneddotica che la sostanzia, Kris e Kurz.

Campo d'indagine e banco di prova dell'analisi è appunto la tradizione aneddotica, che per l'Occidente risale almeno a Duride di Samo, discepolo di Teofrasto, e scende fino alle grandi raccolte biografiche settecentesche.
Una tradizione che, come mostrano gli autori,  si svolge intorno ad alcuni poli fondamentali, ove si tendono a mettere in luce ben determinati aspetti della vita e della personalità dell'artista: umile origine, intervento di un caso fortunato, autodidattismo nativo, estro incontenibile.

L'artista è anzitutto un "enfant prodige" baciato dalla sorte, estraneo ma innalzato dal basso al sommo della piramide sociale. E la sua è la vita bizzarra, trasgressiva di un bizzoso: che sceglie a volte la miseria, e a volte è adulato dai potenti; dipinge assorto nelle città assediate e s'immerge in zuffe coi rivali, in beffe al pubblico; è geloso delle sue opere e per un nulla le distrugge; lavora con foga incredibile, come Tintoretto, o si adagia nella contemplazione, come Leonardo.

Insomma, la vita di un personaggio da leggenda che, nella varietà e imprevedibilità delle sue reazioni, racchiude e cristallizza il mistero di quella particolarissima forma di magia che è la creazione d'immagini.

Non sapessi che stiamo parlando di un'analisi su Artisti con la A maiuscola del passato, direi che il quadro calza a pennello con la storia anche di molti artisti di oggi e soprattutto con l'idea che oggi tutti abbiamo dell'artista.


Ernst Kris (1900-1957), storico d'arte e direttore di una sezione del Kunsthistorisches Museum di Vienna, a trent'anni si avvicinò alla psicoanalisi e su proposta dello stesso Freud fu nominato direttore della rivista «Imago». Emigrato nel 1938, prima a Londra e poi a New York si dedicò all'insegnamento della psicoanalisi. Tra le sue opere disponibili in italiano "Ricerche psicoanalitiche sull'arte" (Einaudi, 1988).

Otto Kurz (1908-1975), formatosi a Vienna alla scuola di Julius van Schlosser, con l'avvento del nazismo emigrò in Inghilterra dove divenne bibliotecario del Warburg Institute di Londra. Tra le sue opere tradotte in italiano: "Falsi e falsari" (Neri Pozza, 1961, 1996, 2a ed.).

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