L'arte di curare e guarire
Sono già settimane, per non dire mesi, che tutti pensano al modo migliore per farle gli auguri. Riviste scientifiche, quotidiani, riviste femminili, televisioni, radio. Ognuno ha cercato di renderle omaggio come ha potuto e la rete non è rimasta a guardare.
Qui su Blogosfere, ad esempio, oltre a me di Arte e Salute ne hanno parlato anche Massimilla Manetti Ricci de Il serpente di galeno, Gianluigi Filippelli di Scienze backstage, Gianluca Riccio di Futuro prossimo e Silvio De Rossi in Blogosfere cultura che riporta anche i link a OKNotizie e Wikio dove potrete trovare tutti gli altri post della rete dedicati all'illustre scienziata.
In rete però si possono poi reperire anche diversi video con le interviste più belle a Rita Levi Montalcini.
Se invece volete sapere qualcosa in particolare sul senso etico di Rita Levi Montalcini guardate questa intervista di Luciano Minerva del 2005 per RaiNews24.
Andando indietro nel tempo, diciamo di circa vent'anni, un'inezia quando ne vivi cento, c'è il video di Euronews in cui parla
Tornando a tempi più recenti c'è l'intervista rilasciata a Fabio Fazio per Chetempochefa nel settembre dell'anno scorso che trovate su Youtube suddivisa in tre parti (Parte 1, parte 2 e parte 3).
Se però vi interessa capire qualcosa di più della scoperta con cui la Montalcini vinse il Nobel nel 1986, qui trovate una bella pagina di neuroscienze comprensibile da tutti sul Nerve growth factor, il fattore di crescita delle fibre nervose. A sinistra c'è anche un link alle motivazioni dell'Accademia delle scienze per il conferimento del premio.
E se ancora avete voglia di approfondire il suo lavoro scientifico, ecco il pdf del suo imperdibile intervento alla cerimonia di premiazione del Nobel, l'8 dicembre del 1986. Da archiviare e conservare per sempre.
Nel pomeriggio concluderemo il nostro speciale dedicato al centesimo compleanno di Rita Levi Montalcini con un post sui due regali importanti che le sono arrivati ieri.
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alle 14:03
Emanuela Zerbinatti
hai ragione Mario, la penso proprio come te sul punto di ancoraggio, ma sono felicemente stupita di sapere che sono in tanti a pensarla così. Vuol dire che non siamo proprio come ci dipingono: apatici, stanchi annoiati, delusi o peggio rassegnati a non avere un futuro.
se si può credere nel futuro il giorno del proprio centesimo compleanno, allora possiamo crederci tutti: un punto di ancoraggio da cui partire, però, per costruircelo questo futuro