L'arte di curare e guarire
Certo che a sentirlo dire dalla campionessa del mondo di Aahrus 2006 e detentrice in carica del titolo Europeo fa un po' effetto. Insomma, parrebbe ovvio! Ma è una dichiarazione che assume tutto un altro significato sapendo che la campionessa in questione è Vanessa Ferrari, reduce da un anno sfortunatissimo per colpa di due infortuni che ne hanno lungamente compromesso la prestazione fino alla delusione olimpica, costringendola poi a un difficile recupero fisico e mentale nei mesi successivi.
La sua presenza a questi Campionati europei era infatti tutt'altro che scontata. Il direttore tecnico delle azzurre, Fulvio Vailati, ha sciolto le riserve sulla condizione fisica della nostra atleta solo venerdì, ma soprattutto è stata la stessa Vanessa a confessare di aver ritrovato la voglia di tornare in pedana solo poche settimane fa.
Un ritorno lento e molto sofferto, ma ora Vanessa Ferrari è di nuovo nel suo mondo con lo stesso sguardo fiero di una volta, ma con qualche consapevolezza in più. Qui a Milano non ha nulla da dimostrare e non promette nulla perché non sa nemmeno lei cosa aspettarsi. Ma, dopo tutto quel che ha passato, "esserci è già molto bello".
La rubrica "Sportivamente - pensieri e parole sullo sport" questa settimana non poteva quindi che essere dedicata a lei e alla sua difficile ri-costruzione, che lungi dall'essere conclusa, sembra almeno aver segnato una svolta positiva, finalmente.
Ora il tendine di Achille sta molto meglio: non è ancora a posto completamente, ma quasi ci siamo. E il peso accumulato nei mesi di inattività forzata pian piano sta scendendo.
Le gare di qualificazione per gli Europei che partiranno giovedì saranno per lei la prima occasione internazionale dopo Pechino. «La confidenza con la gara in realtà ho iniziato a ritrovarla pian piano in serie A. - spiega - Ma qui non so cosa aspettarmi, sarà tutto una sorpresa».
E sì, perché oltre a lei sono cambiate molte cose anche nel mondo della ginnastica. Intanto la nostra nazionale femminile è molto rinnovata rispetto a quella presente a Pechino a causa dell'uscita di Francesca Benolli e una colonna portante come la capitana Monica Bergamelli per raggiunti limiti d'età, e dell'assenza delle due infortunate Federica Macrì e Carlotta Giovannini. Vanessa troverà dunque Lia Parolari e Paola Galante, più la new entry Emily Army, della Gal Lissone, ma anche il cambio anche al vertice con la sostituzione del Direttore Tecnico che non è più Enrico Casella, suo allenatore anche nella Brixia di Brescia. Un altro duro colpo per Vanessa che in Casella ha sempre trovato la sua guida forte e sicura, un idillio che li ha portati ai vertici mondiali prima che la sfortuna ci mettesse lo zampino, decidendo di togliere a entrambi parte di quel che aveva dato.
L'incognita maggiore resta tuttavia quella del nuovo codice dei punteggi che spiazza non solo Vanessa ma anche tutte le altre atlete partecipanti. Le nostre ragazze non dovrebbero essere tanto danneggiate, visto che l'acrobatica non è più esasperata come prima, ma è vietato sbagliare perché le cadute verranno penalizzate molto di più.
Intanto Vanessa ha modificato comunque i suoi esercizi anche a causa dell'infortunio. Nel corpo libero eseguirà la Tsukahara senza avvitamento, un po' per non sollecitare troppo il tendine e un po' perché dall'Olimpiade lo ha provato per la prima volta tutto solo un paio di giorni fa. Cambierà anche la musica, ma in questo caso la decisione di tornare al "Nessun dorma" di Puccini che l'ha accompagnata ad Aarhus, è un gesto scaramantico così come la scelta del body.
Alla trave è stato tolto il "raccolto avvitato", mentre al volteggio eseguirà il doppio avvitamento. L'esercizio alle parallele, infine, è completamente nuovo.
«Con questi esercizi - dice Vanessa - cercherò di fare bella figura nell'all around e conquistare un posto nelle finali degli attrezzi».
E forse scacciare i fantasmi che negli ultimi mesi le hanno affollato la mente.
L'Olimpiade, infatti, è ancora un ricordo doloroso, ma i suoi problemi sono cominciati molto prima. Il dolore al piede destro che la infastidiva ai Mondiali di Stoccarda si è poi scoperto essere dovuto a una microfrattura che se non le ha impedito di conquistare il bronzo nell'All Around, di sicuro ha condizionato lo sviluppo del successivo risentimento al tendine del piede sinistro da cui poi non è più riuscita a recuperare. «Stavo male, non mi divertivo più ad andare in palestra, non avevo quasi voglia di gareggiare. E dopo l'Olimpiade è stato sempre peggio. Sapevo di volermi curare e di continuare a far ginnastica».
Ma intanto il tempo passava e la fisioterapia non faceva sentire i suoi effetti. In compenso si faceva sentire l'inattività con l'incremento di peso importante che ne aggravava se possibile ancor più lo stato psico-fisico.
«Non volevo farmi vedere, avevo tutti gli occhi addosso perché ero molto ingrassata. - racconta Ferrari - C' era gente che pensava che rotolassi in pedana invece che saltare. Allora non volevo nemmeno fare la serie A figuriamoci E dire questi Europei».
Per fortuna Casella e il suo staff sono riusciti a convincerla. «Infatti, - ammette lei - quando il tendine d' Achille ha cominciato a migliorare ho preso fiducia, ho capito che forse... rotolavo meglio della altre e un passo alla volta, grazie al mio allenatore Casella, sono arrivata fin qui».
E al MediolanumForum di Milano Vanessa e gli altri atleti troveranno un programma fittissimo. Dopo le prove podio e la cerimonia di apertura di mercoledì, gli Europei individuali di ginnastica iniziano ufficialmente giovedì con le qualificazioni femminili. Venerdì qualificazione uomini, sabato finali all around donne (13-15) e uomini (15.30-18). Domenica le finali per attrezzo.
Massimo Brignolo del
blog Olimpiadi ci terrà aggiornati con le notizie sull'evento.Quindi un "in bocca al lupo" a tutti i nostri ragazzi e a Vanessa in particolare con un piccolo consiglio: credi a te stessa quando dici che «esserci è già molto». Lo è davvero!
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alle 18:23
alessia
non mollare vanessa!!!