Opere d'arte come specchi dell'anima

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Si usa uno specchio
per guardare il viso,
ma si usano le opere d'arte
per guardare la propria anima
George Bernard Shaw


george_bernard_shaw.jpg Potrebbe mai esserci una frase migliore per riflettere insieme in questa domenica sul blog Arte e Salute?!
Coraggio, lo spazio è aperto per i vostri commenti!

Intanto, una piccola curiosità medica su George Bernard Shaw.
In Wikipedia si legge che il grande scrittore e drammaturgo vincitore del Nobel per la letteratura nel 1925, ispirandosi a Percy Bysshe Shelley, scelse sin da giovane di diventare vegetariano per motivi etici, tanto che poi, grazie all'amicizia con Henry Salt (autore di A plea for vegetarianism) iniziò a recensire libri per la Pall Mall Gazette dove acquistò notorietà e iniziò a farsi un nome anche in questo campo.
"Tuttavia - riferisce sempre wikipedia citando come fonte D. Morris "Noi e gli animali" Collana Discovery Mondadori-De Agostini - è poco noto che ad età avanzata ebbe bisogno di estratti epatici per curare gli effetti della prolungata carenza di vitamina B12, presente esclusivamente nei prodotti di origine animale."

Un rischio che i vegetariani di oggi corrono meno, sapendolo e prendendo le dovute precauzioni.

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