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L’effetto Jade Goody

Martedì 24 Marzo 2009, 10:28 in Cinema e TV, Scienza e comunicazione di
JadeGoody_drammadelladiagnosi.jpg

La sua decisione di morire in diretta, attraverso rotocalchi e continui servizi giornalistici che mostravano la sua lenta agonia, ha scatenato le ire di politici e intellettuali di tutto il mondo.

Ma nella scelta dell'ex cattiva del GF inglese Jade Goody un effetto positivo c'è già stato.

Non il benessere economico da assicurare ai figli con le esclusive per i media che la Goody ha sempre addotto come unico motivo - per quello, se ci sarà e se sarà utile o sufficiente a colmare la perdita di una madre, lo sapremo solo tra qualche anno - ma per la collettività e per ogni singola donna che a seguito della vicenda ha deciso di sottoporsi allo screening per rilevare il tumore del collo dell'utero.

E badate bene che non si sta parlando di qualche decina di persone, bensì di un vero e proprio boom di test già effettuati e richieste in attesa di risposta.
I laboratori inglesi hanno registrato infatti un incremento variabile tra il 20 e il 50 per cento degli screening femminili per la prevenzione di questa patologia ed è stato registrato anche un maggior interesse nei confronti del vaccino contro il papillomavirus, uno dei principali fattori di rischio per l'insorgenza del cancro al collo dell'utero.

flowers_to_JadeGoody.jpg Secondo Julietta Patnick, responsabile dei programmi di screening del sistema sanitario inglese (NHS), la tragica fine della Goody ha portato a un ricorso massivo agli screening per il cancro al collo dell'utero anche da parte di quella parte della popolazione difficile da sensibilizzare attraverso le campagne informative contro i tumori. "Jade ha portato il cancro al collo dell'utero nella coscienza di tutti, spingendo molte donne a identificarsi con lei e a prendere atto dei rischi legati al tumore della cervice uterina", ha dichiarato la Patnick. "Ma ha pure portato molti genitori a interessarsi a fondo sulla vaccinazione delle figlie contro il papillomavirus, incoraggiando il ricorso alla prevenzione anche nella popolazione di adolescenti, contro una delle patologie più pericolose per la salute femminile".  

Il tumore del collo dell'utero è infatti una malattia ancora poco conosciuta e "popolare", benché sia la seconda causa di morte per tumore delle donne europee.

Purtroppo il picco di richieste di screening è destinato a ridimensionarsi entro qualche mese. Quando i riflettori si spegneranno e i media torneranno di occuparsi d'altro, anche l'onda emotiva che sta trasportando il pubblico si esaurirà e nei laboratori di analisi tornerà tutto come prima.
Un fenomeno simile si era già visto per gli screening del tumore al seno che ebbe un vero e proprio boom dopo che la cantante Kylie Minogue dichiarò pubblicamente di esserne affetta e di doversi ritirare dalle scene per seguire le terapie del caso (chirurgia radicale e vari cicli di chemioterapia). Ma anche l'effetto Kyle si ridimensionò in qualche mese ed è quello che si pensa accadrà pure in questo caso.

Fermo restando che la morte è un fatto assolutamente privato che ognuno può decidere di vivere come meglio crede e quindi, paradossalmente, anche rendendola pubblica, possiamo pure discutere su quali possono essere i motivi che spingono una persona a mettere in scena la propria morte o a vendere gli ultimi istanti della propria vita al miglior offerente.
Intanto vale la pena riflettere sul fatto che molto probabilmente qualcuno degli screening effettuati in queste settimane risulterà positivo e quindi che Jade Goody, se non proprio la sua, ha già salvato la vita di qualche altra donna che scoprendo di avere un tumore in fase più precoce avrà più possibilità di farcela.

In fondo, ad esser crudele ci già ha pensato il destino quando ha deciso di far morire Jade Goody a soli ventisettenne anni e proprio nel giorno della festa della mamma anglosassone, lasciando i due figli Bobby e Freddy, di 5 e 4 anni, allo stesso tempo molto più ricchi e molto più poveri, con un orrendo punto interrogativo che peserà tutta la vita sulle loro teste riguardo al modo "migliore" con cui avrebbero voluto trascorrere gli ultimi istanti di vita della loro mamma.


Fonte: Foster P. Jade Goody dies at home on Mother's Day (The Times; 23 marzo 2009, con video). Dello stesso autore vedi anche Jade Goody: From monster to media phenomenon e Jade Goody's death followed by row over rival books and plan for film

Fonte immagini:
In alto, l
a confessione del dramma al momento della diagnosi, svela la disperazione in cui a mio parere è racchiuso il segreto dell'empatia che ha mosso gli inglesi in questa vicenda, facendo dimenticare tutto ciò che Jade Goody poteva aver fatto o detto fino a quel momento, ma anche la stessa decisione di rendere pubblica e "commerciale" la sua morte che resta comunque un gesto estremo e discutibile (News of the world).
In basso, alcune delle centinaia di fiori, pelouche e messaggi lasciati fuori dalla sua casa per l'ultimo saluto (The Sun). 

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2 commenti
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26 Mar 2009
alle 10:17

Emanuela Zerbinatti

Mi spiace tantissimo Silvio, un abbraccio e un in bocca al lupo per te e per la tua mamma.

E incrociamo le dita sperando che altri seguano il "consiglio" che indirettamente ha lanciato Jade Goody.

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26 Mar 2009
alle 09:37

silvio

forse e grazie a lei se parrecchie persone hanno pensato di fare una visita preventiva.. e se  per qualcuno puo essere stata presa in tempo questa malattia ,e grazie al suo gesto di farsi vedere in tv noi in famiglia stiamo vivendo questo dramma, a mia madre e stata diagnosticata questa malattia, speriamo almeno di essere arrivati in tempo.

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