L'arte di curare e guarire
Non potevo quindi non dedicare la rubrica del weekend "Sportivamente - Pensieri e parole sullo sport" - aforismi, frasi celebri, discorsi e perfino poesie su e intorno ai giochi e allo sport, usciti dalle menti di artisti, letterati, sportivi o "pensatori" di ieri e di oggi - a una delle protagoniste indiscusse della scherma che proprio a Torino cercherà la sua rivincita dopo la sconfitta contro Margherita Granbassi.
Ospite di oggi è infatti Valentina Vezzali. «Perdere l'oro in quell'occasione fu delusione ma anche paura, - ricorda Vezzali in un'intervista pubblicata ieri da TuttoSport - perché quell'infortunio al ginocchio mi aveva fatto pensare che a 32 anni la mia carriera potesse finire all'improvviso. Adesso invece sto ricominciando, senza fretta. E' la prima delle dieci gare che ho ancora in programma quest'anno. Ma il primo grande obbiettivo è il Mondiale di ottobre in Turchia».
"Senza fretta" anche perché dopo i Giochi olimpici, in cui ha fatto incetta di medaglie, si è concessa una piccola parentesi "artistica", vestendo i panni della ballerina per la fortunata trasmissione di Milli Carlucci Ballando con le Stelle.
Ieri sera era ancora a teatro, per la finalissima, ma da spettatrice perché già eliminata e oggi è già pronta in pedana per rimettere i suoi vecchi panni di fiorettista. Ormai a questi continui salti per conciliare due attività così distanti e non solo in senso spaziale sembra esserci abituata, ma come ha fatto a fare scherma e danza insieme?
Ecco appunto, sul fatto che il ballo fosse uno sport oltreché un arte non avevo dubbi, ma anche dal punto di vista strettamente tecnico sembra molto distante dalla scherma, non ho avrà influito sulle sue dinamiche di movimento in pedana?
Per Valentina Vezzali l'esperienza di Ballando con le stelle è stata "bellissima nonostante l'eliminazione" anticipata rispetto alla finale, vinta poi da Emanuele Filiberto di Savoia in coppia con Natalia Titova.
Ma non è solo questo e in pedana si vede.
Finite le danze, insomma, Valentina torna "la Vezzali regina del fioretto", ma con qualcosa di nuovo: una luce in più data dalla maggiore consapevolezza di se stessa e delle proprie potenzialità.
«Per la prima volta ho messo il muso fuori dalla scherma, e ho scoperto un'infinità di cose su me e gli altri» dice infatti.
Un'impresa non facile sia tecnicamente che mentalmente. «All'inizio ho un po' faticato: ero legnosa come un tronchetto. Però ho lavorato con impegno e sono migliorata. Lo hanno riconosciuto tutti. Peccato per il valzer che sognavo vestita da principessa e invece è stato un mezzo disastro perché l'abbiamo preparato poco. In compenso ho scoperto di essere brava nel tango, tanto da provocare una standing ovation e addirittura la commozione del terribile Mariotto. Io stessa sono rimasta esterrefatta dal risultato» spiega.
Ma ancora una volta è l'aspetto mentale a tornare nei discorsi della campionessa. «Quando ho cominciato a ballare avevo paura, ma una paura diversa rispetto alla pedana, dove so bene come si fa. Qui non ero capace, pensavo di combinare qualche disastro - racconta - Peron, il mio maestro di ballo è stato bravissimo. Un po' brusco, ma efficace. Sono abituata con Tomassini, il maestro di scherma con cui mi alleno da vent'anni e che ha un metodo opposto. Samuel mi ha spronata, ha preteso molto e ha avuto ragione. Ma non so se in pedana resisterei a lungo con lui».
Vezzali insomma è entrata nel mondo della televisione come Tagliariol, Granbassi, e altri campioni olimpici, ma non senza dubbi e polemiche. La nostra ospite tiene però a ribadire la coerenza della sua scelta. «Le medaglie che abbiamo vinto a Pechino hanno sollevato l'interesse e probabilmente adesso la gente ci vuole bene, ma non mi pento della mia scelta: Ballando con le stelle è un programma dove biso¬gnava impegnarsi tanto per arrivare a un risultato. Io mi sono messa in gioco in un campo che non era il mio, mi sono impegnata e credo di aver ottenuto molto. Spero quindi che il messaggio arrivi anche ai più giovani».
Da oggi infatti si ricomincia: a Torino scatta "l'operazione Londra 2012". «Sì, ma in pedana scende un'atleta diversa da prima, più consapevole: torno alla scherma, il mio mondo, con la testa più libera. Libera anche di Vincere» conclude Vezzali.
E noi glielo auguriamo, ma a contenderle il posto sul podio saranno in tante e tutte ugualmente motivate a partire proprio da Margherita Granbassi, che torna a Torino dopo l'alloro mondiale conquistato nel 2006, ma ci saranno anche Ilaria Salvatori, reduce dal successo della scorsa settimana a Budapest, Valentina Cipriani, Arianna Errigo, Benedetta Durando e le jesine Claudia Pigliapoco ed Elisa Di Francisca, eredi della grande scuola dalla quale sono uscite la Vezzali e, prima ancora, la Trillini, ultima a vincere a Torino il "Lancia" nel 2003 e oggi in "pausa maternità". Non mancano poi le rivali delle azzurre, guidate dalla coreana Hyun Nam, vicecampionessa olimpica. Ed ancora le russe Nikichina, Lobyntseva e Chanaeva; le altre coreane Jung e Jeon, le francesi, le cinesi, la cui delegazione è stata una delle prime a sbarcare a Torino.
Per sapere come andrà a finire vi basterà seguire gli aggiornamenti sul blog Olimpiadi dell'amico Massimo Brignolo, sempre in prima linea che siano piste innevate o d'atletica, piscine o pedane di scherma.
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