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Il papà di Google dona milioni per un test genetico sul Parkinson

Giovedì 12 Marzo 2009, 11:59 in Scienza e nuove tecnologie di
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Sergey Brin, il co-fondatore di Google, ha deciso di mettere milioni di dollari in un innovativo studio genetico sul morbo di Parkison.

Ne ha motivo, è vero. Il plurimilionario fondatore del principale motore di ricerca vive infatti il dramma del Parkinson sulla sua pelle. Come aveva già scritto Angela Rossoni nel blog L'Onda multimediale, quando Brin aprì il suo nuovo blog parlando proprio di questa vicenda personale, scrisse subito di aver saputo di avere una mutazione genetica che gli riserva un rischio molto elevato di sviluppare la malattia.
Ad alimentare se possibile ancora di più le sue preoccupazione c'è poi il fatto che a dicembre gli è nato un figlio: i test a cui ha sottoposto il piccolo ancora non hanno dato risultato, ma il suo timore è che anche il bimbo possa un giorno ammalarsi.

Tuttavia, l'impresa che si appresta a finanziare è enorme e non solo intermini economici. Il programma coinvolgerà infatti ben 10.000 malati di Parkinson che si sottoporranno al test del Dna, con il pagamento di una tassa meramente simbolica, per cercare i fattori ereditari e ambientali che contribuiscono alla malattia ed arrivare alla scoperta di nuove cure.
I dati genetici rilevati dai malati saranno infatti confrontati con quelli dei clienti sani di 23andMe, una società che con 399 dollari, consente la scansione del Dna e valuta il fattore di rischio per 105 malattie, dal cancro al seno alla calvizie.

Grazie alla donazione di Brin, 35 anni, sposato con Anne Wojcicki, co-fondatrice di 23andMe, i pazienti con il morbo di Parkinson pagheranno solo 25 dollari per il servizio anziché i 399.

La speranza è che questo confronto su vasta scala permetta di identificare quali variazioni siano più comuni tra le persone che hanno il morbo di Parkinson rispetto a quelle sane.

La donazione non ridurrà di una virgola il rischio di ammalarsi davvero di Parkinson che essendo portatore della mutazione del gene chiamato LRRK2, va dal 20 all'80 per cento, né farà guarire sua mamma che è ha già il terribile morbo. Ma evidentemente Brin è stato molto colpito da questa vicenda, tanto da investire una fortuna, per impedire che in futuro qualcuno possa vivere lo stesso dramma.
"Siamo fortemente interessati alla malattia a causa di Sergey, ma anche -almeno in via ipotetica- per nostro figlio", ha detto infatti la signora Wojcicki, al Times che ha raccolto la notizia in esclusiva.

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12 Mar 2009
alle 16:04

Dario

Che bella notizia !!!! purtroppo come sai anche mia mamma ha questo terribile e devastante morbo.

Speriamo!!!! 

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