L'arte di curare e guarire
Ovviamente Barbie ha fatto anche numerose professioni medico scientifiche, ma non è per questo che gli scienziati la amano. Più che una collega la vedono infatti come un fenomeno da analizzare e far diventare oggetto di studi per riviste specializzate.
Su Pubmed, il database più utilizzato dai medici che raccoglie tutte le ricerche pubblicate, si possono troare diversi studi dedicati a Barbie.
Una delle critiche più frequentemente mosse contro la bambola è infatti quella di promuovere una immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo e portarle all'anoressia. Per tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato affinché abbia un bacino più ampio.
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Poi ci sono stati anche esperti che hanno cercato di studiare Barbie in chiave più psicanalitica come ad esempio la dottoressa Agnes Nairn, dell'università di Bath in Inghilterra, che nel dicembre 2005 ha pubblicato alcune ricerche secondo le quali le adolescenti spesso passano per una fase di odio verso le proprie Barbie, facendole diventare oggetto di diversi tipi di punizione, fra cui la decapitazione o il metterle nel forno a microonde, da cui ha dedotto che si tratta di un rito di passaggio in cui si rifiuta il proprio passato (per approfondire qui e qui).
Nel corso di questi 50 anni medici ed esperti hanno però dovuto indagare anche sugli allarmi di possibili rischi sanitari lanciati da altri. Nel marzo 2000 si è per esempio diffusa la voce alimentata dai media che la plastica utilizzata per la fabbricazione di alcune Barbie contenesse sostanze tossiche, potenzialmente pericolose per le bambine che vi giocavano, accusa che per fortuna è stata poi smentita proprio da un esperto che vi ha indagato.
A parte questi allarmi si può dire che Barbie resta
comunque un'icona di intramontabile bellezza e se vi state chiedendo cosa ci sia di così bello in lei, be', la scienza ha provveduto a indagare anche su questo. Agli evoluzionisti, visto che siamo in pieno anno Darwiniano, piacerà infatti sapere che secondo i ricercatori del Fairmont State College, negli Stati Uniti, Barbie piace perché enfatizza quei tratti anatomici che si sono evoluti più di recente e che meglio di quelli primitivi incarnano l'ideale di bellezza.