Sigarette elettroniche per smettere di fumare, ma attenti ai rompiscatole con le "finte bionde"

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sigarette.jpg Una sigaretta all'apparenza normale. Si accende, si fa un tiro, ma invece di produrre fumo derivante dalla combustione del tabacco, produce vapore acqueo. I fumatori possono scegliere se "caricare" la sigaretta, composta di batterie e LAD, con filtri in cui è contenuta nicotina per evitare di incappare in forti crisi da astinenza.
Un'idea geniale soprattutto per quei fumatori che non resistono al contatto fisico con la sigaretta e alla gestualità che vi si associa (prenderla dal pacchetto, tenerla tra le dita, giocherellarci, portarla alla bocca…) che venne ad Hon Link, un ingegnere cinese, nel 2004 quando ne depositò il brevetto.

Oggi che l'uso della sigaretta elettronica si sta diffondendo in tutto il mondo, i consumatori e i medici si interrogano non solo sull'efficacia di questo dispositivo per far smettere di fumare ma anche sulla sua sicurezza.

Questa settimana se ne è occupato il NewScientist con un articolo che riassume quello che sappiamo sull'argomento.
In sintesi, per quanto riguarda l'efficacia, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilasciato una nota ufficiale nel settembre del 2008 nella quale dichiara che la sigaretta elettronica non è considerato uno strumento terapeutico per coloro che vogliano smettere di fumare, mentre per quanto riguarda la sicurezza, sempre dall'OMS ha specificato in un nuovo rapporto, presentato nel novembre del 2008, che la sigaretta elettronica con filtri alla nicotina espone alla stessa quantità di prodotto contenuta nel cerotto e quindi, se quest'ultimo non è considerato pericoloso non si può considerare tale neppure la sigaretta. Inoltre è accertato che il dispositivo non produce danni da fumo passivo, ma questo non può cambiare le leggi sul divieto di fumare in locali pubblici perché viene applicato il principio di precauzione.
L'OMS, propone quindi che la sigaretta elettronica venga venduta solo in farmacia ma senza considerarla almeno per il momento un'indicazione terapeutica.

Questo ovviamente per quanto riguarda le sigarette elettroniche caricate con nicotina. Tuttavia, in commercio esistono anche sigarette di plastica che, se aspirate, sprigionano un aroma di menta o cannella avvertibile solo da chi le usa. Dal punto di vista della sicurezza queste "finte bionde" sono assolutamente innocue sia per chi le tiene in bocca sia per chi gli sta accanto. Sembra però che sia sufficiente tenerne una in mano in luogo pubblico per scatenare  il finimondo.
Premesso che queste sigarettine non emettono né odore né fumo, molto utilizzatori si sono lamentati di essere stati letteralmente aggrediti da "isterici, rompiscatole e annoiati in cerca di risse" decisi a far rispettare il divieto di fumo in luogo pubblico. La rivista Viver Sani & belli ha pubblicato a fine gennaio la mail di una lettrice che riferiva di aver addirittura suscitato "accenni di colpi di tosse" con queste finte sigarette.

Questa cosa è curiosa e varrebbe uno studio psicologico. È vero e noto che, di fronte a un divieto ci sono sempre sia le persone pronte a infrangerli fregandosene di tutti, sia quelle decise a farli rispettare costi quello che costi. Ma da qui a vedere gente che riesce a scattare anche per una "finta trasgressione" ce ne corre.

La lettrice, tuttavia, conclude la sua mail con una frase che fa molto riflettere. "Credo che non abbandonerò mai queste sigarettine, -scrive infatti - perché mi diverte troppo tenerle tra le dita e far infuriare certi tipi di persone a cui piace attaccare gli altri solo per dar sfogo a un'incontenibile aggressività".

Non che questo atteggiamento sia meno aggressivo, perché un conto è usare surrogati di plastica per motivi di salute, ammesso che funzionino, un altro è farlo per provocare gli altri.

Comunque di rompiscatole è pieno il mondo e non stanno da una sola parte. La mail ha suscitato infatti la curiosità di altri lettori che, giusto per toccare con mano o come cantava Enzo Jannacci "vedere di nascosto l'effetto che fa", sono andati ad acquistarsi le innocue sigarette profumate, ottenendo, ovviamente, lo stesso identico risultato.

Insomma per eliminare il vizio del fumo ci stiamo attrezzando, e per il vizio di provocare e rompere le scatole al prossimo che dobbiamo fare?

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