Spirito Olimpico è tornato in Italia

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Ci ha messo un po' a rientrare dalla Cina, ma alla fine Spirito olimpico, la mostra tutta italiana che è rimasta a disposizione degli atleti e dei visitatori di Casa Italia per tutta la durata dei Giochi olimpici è tornata da Pechino. L'occasione per rivederla è stata la consegna dei Collari d'oro e dei Diplomi d'Onore per gli Atleti che si sono distinti negli anni 2007 e 2008, e per le Società Sportive dal 2006 al 2008, avvenuta il 17 dicembre 2008 presso il centro dell'Acquacetosa di Roma.

Purtroppo è stata allestita solo in onore degli atleti, del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e delle rappresentanze del Coni presenti, e limitatamente a quella giornata. Quindi nemmeno questa volta il pubblico italiano ha potuto ammirarla. È stata però un'occasione di meritato riconoscimento per gli artisti che hanno messo a disposizione le loro opere, visto che a suo tempo la mostra e i suoi curatori in particolare, tra cui Renata Freccero, dell'università di Torino, erano stati contestati da più parti.

Ne avevamo discusso anche in questo blog, tuttavia a prescindere dal risultato dei singoli artisti o della mostra in generale, che potevano piacere o meno per una pura motivazione estetica, sull'idea alla base della Mostra non dovevano esserci dubbi. L'arte dedicata ai Giochi Olimpici ha come fine ultimo quello di "portare alla vista di tutto il mondo il valore del dialogo, della condivisione della vittoria e della PACE fra popoli!"

Renata Freccero_a Pechino.bmp "Cercare lo Spirito Olimpico - spiegarono infatti anche a suo tempo i curatori - è un fatto insolito e deriva dall'aver vissuto almeno una volta l'esperienza Olimpica, in parole povere vuol dire essersi trovati in quello che in gergo sportivo si dice "bagna". Dopo i Giochi Olimpici estivi di Atene 2004 e i Giochi Olimpici invernali di Torino 2006, l'Europa mediterranea ha condiviso situazioni di emozioni intense e di gioia per Eventi che hanno lasciato dei segni importanti. Senza voler fare discorsi magistrali, citare le grandi firme del giornalismo e della cultura dello sport, parlare degli autori classici, perché i libri diventano cimiteri che vivono in coloro che si trovano a portare avanti contesti analoghi, seppur con vissuti diversi per tempi, tecnologie, evoluzione della scienza, noi guardiamo la sostanza, lo Spirito Olimpico esiste finché esisterà l'uomo. Oggi più di ieri è forte la riduzione di ogni valore al business e alla politica che detta le leggi dell'economia e dell'immagine condotta dalla comunicazione. Dello Spirito Olimpico a questi soggetti interessa poco e quindi concordo con tutti coloro che affermano che l'Olimpismo è morto, perché non guardano ai valori semplici, ma osservano il solo ritorno d'immagine. In realtà lo Spirito Olimpico non ha confini, non è mediato da nessuno, esiste e basta, va cercato nella gente qualunque, nei giovanissimi che ci credono, amano lo sport, si allenano, giocano. Nei volontari e in coloro che non fanno notizia, grazie alla presenza di queste persone sconosciute, la storia prosegue. Gli atleti fanno parte integrante dell'intero discorso, sono il "discorso", circondati dal loro team, determinante per creare le performance sperate, per costruire non solo la migliore tecnica, ma anche i presupposti e le energie necessarie per la partecipazione all'Evento. Questi significati sono espressi nell'arte dedicata ai Giochi Olimpici, realizzata per portare alla vista di tutto il mondo semplici, ma grandi valori di dialogo fra popoli, condivisione della vittoria e PACE!"

RossoLaccaFiammaDiPassione_diANGELA_SEPE_NOVARA_con_VALENTINAVEZZALI.jpg Un discorso quanto mai attuale e valido anche al di fuori del mondo sportivo o artistico, visti i fatti degli ultimi giorni. Nonostante ciò, non riusciremo ancora ad ammirare da vicino le opere di Spirito olimpico.
Per fortuna, Angela Sepe Novara, una degli artisti che hanno contribuito con la loro opera alla riuscita della mostra, è tra i nostri lettori, così possiamo non solo vedere le immagini del suo dipinto "Rosso lacca, fiamma di passione", ma anche le foto scattate all'Acquacetosa in cui l'opera è in compagnia di Valentina Vezzali, una delle protagoniste più amate dei Giochi di Pechino.

L'opera di Angela Sepe Novara, "Rosso lacca fiamma di passione" rappresenta il senso dell'unione tra i popoli, che si esprime e trova sublimazione nel calore e nella luce della fiamma olimpica, dove non contano differenze geografico/politiche ma i valori della tenacia, della forza e dell'amore che affratellano i popoli in nome delle discipline sportive sublimate ai massimi livelli.

Con quest'opera l'autrice ha quindi inteso comunicare attraverso il segno e il colore, l'omaggio alla fiaccola olimpica simbolo di fratellanza e unione dei popoli nello spirito dei giochi e omaggiare la Cina, paese ospitante, proprio grazie ai colori, in particolare il rosso….

Chissà che riproporla ora, non sia di buon auspicio per una rapida risoluzione dei conflitti in corso.

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