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Un mondo, un sogno ... la vita dopo Pechino continua

Giovedì 4 Dicembre 2008, 10:50 in Sport disabili di
Un%20mondo%20un%20sogno_dopo%20Bejing.jpg La Giornata internazionale delle persone con disabilità che si è svolta ieri ha richiamato per un giorno l'attenzione su un mondo che in sordina continua a lavorare alacremente. Era già accaduto per le Paralimpiadi dove le emozione e le 18 medaglie regalate dai nostri atleti non potevano lasciare indifferenti.

Le Paralimpiadi però sono passate e così la giornata di ieri. Tutto potrebbe tornare nel silenzio di prima, ma come prima si tratterebbe di un "silenzio laborioso". Infatti, questa sera, Varese dimostra una volta di più che in questo mondo si continua a credere e lavorare, ospitando nel salone del cinema Vela di Varese le storie dei protagonisti dello sport per disabili.

A raccontare cosa succede prima, durante e dopo una paralimpiade ci penseranno infatti direttamente i campioni delle rappresentative di ciclismo e canottaggio che insieme sono riusciti a mettere le mani addirittura su 7 delle 18 medaglie conquistate dalla rappresentativa italiana. Un percorso non certo facile a maggior ragione se si deve già vivere con le difficoltà imposte dalla disabilità.  Ma scopo della serata promossa dal giornalista sportivo Roberto Bof, sarà quello di dare più  evidenza a questa realtà, peraltro così forte e radicata anche sul territorio varesino.
Via libera dunque ai video che raccontano della strada in salita verso le paralimpiadi, ma anche del traguardo raggiunto, cioè della settimana trascorsa in Cina, il tutto accompagnato dagli inediti attori principali che saliranno sul palco questa sera. E poi spazio alle premiazioni degli atleti paralimpici di ieri e di oggi e a personaggi e realtà del sociale e della pratica sportiva per disabili della provincia.

Sono loro i numerosi e variegati fautori di un mondo affascinante e complesso come quello dello sport vissuto con le più diverse disabilità ed è su di loro che Bof vuole richiamare l'attenzione con quello che ormai è diventato un appuntamento annuale a prescindere dagli eventi paralimpici.

«E' un'occasione totalmente dedicata ai disabili - spiega infatti Roberto - prima di tutto vengono loro. Ancora prima di ogni sigla, organizzazione o realtà». L'appello, attraverso questo canale particolare di un evento pubblico, è rivolto con particolare interesse alle stesse istituzioni perché per quanto possibile e per quanto di loro competenza rivolgano lo sguardo anche a queste realtà più deboli e svantaggiate.
«Chiediamo a dirigenti e rappresentanti delle istituzioni che facciano quanto possibile pensando al movimento e non ognuno al proprio orticello o peggio, ad un tornaconto. Gli obiettivi devono essere comuni: far crescere una pratica, quella sportiva che permetta a tanti disabili fisici e intellettivi di rinascere».

Per molti di vera e propria rinascita si tratta, anche quando non porta all'evento mondiale che è una possibilità gradita ma pur sempre eccezionale. Ma perché questa possa essere garantita occorrono risorse, strutture, persone in grado di dare assistenza. Le associazioni volontarie sono numerose e costantemente impegnate, serve però di più, da parte di chi deve amministrare e da parte di ogni cittadino. «Più che i marciapiedi e i gradini, la barriera architettonica per eccellenza è l'ipocrisia» conclude Bof.

L'appuntamento è dunque per questa sera alle ore 20,30 presso il salone del Cinema Vela di Varese, in Via Sanvito Silvestro, 105.

Fonte: www.laprovinciadivarese.it

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06 Dic 2008
alle 22:36

moreno

Serata ancora più coinvolgente di quelle degli anni passati. Bof ha riunito i Pezzi Grossi della politica e realtà sportive disabili  e non del varesotto in un unico evento giostrato da quell'animale da palcoscenico che si firma "un Bof" che, col suo fare diretto e spontaneo che ti conquista, va diritto dove deve...al cuore!

E' arrivato dove molti nemmeno hanno pensato di arrivare con la sua cassa di risonanza giornalistica e televisiva, 1200 persone che hanno saputo ridere e ridersi addosso spazzando via dalla mente l'idea che non si possa sognare di vivere coraggiosamente.

Bravo

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