L'arte di curare e guarire
Che gli italiani si siano talmente abituati ad essere immersi nell'arte da risultarne ormai asuefatti? Siamo diventati insensibili alle bellezze dell'arte?
A me il 35 per cento sembra un po' basso proprio perché l'arte dovremmo averla nei geni e respirarla con l'aria sin da bambini. Trovo però incoraggiante che i più giovani siano ben rappresentati tra quelli che dimostrano di apprezzare i nostri capolavori, anche perché di solito è su di loro che si cerca di promuovere un cambiamento positivo nei comportamenti.
Tuttavia, proprio per il valore che l'arte può avere sul benessere psico-fisico di ciascuno di noi, indipendentemente dall'età e dal ceto sociale, mi piacerebbe vedere una maggiore impegno per mettere l'arte davvero a disposizione di tutti e naturalmente vedere poi una risposta più alta dei cittadini alle proproste artistiche che le istituzioni pubbliche e private riusciranno a mettere a disposizione.
Fonte: ISPO
Luis sono perfettamente d'accordo con te: A scuola io adoravo disegnare e spesso guardavo i capolavori dei grandi maestri che mi capitavano sottomano, ma ho sempre avuto un'avversione per la storia dell'arte perché non mi dava qualcosa di cui avevo bisogno: provare a sentire quello che sentivano gli autori quando realizzavano le loro opere. è una sensazione che riesci ad avere solo se puoi vedere il frutto del loro lavoro concretamente, perché solo così liberi la fantasia grazie alle vibrazioni dell'opera. La storia dell'arte è proposta in modo troppo manualistico: per sentire un po' di passioni sarebbe quasi più utile proporla come un "romanzo".
Nei paesi anglosassoni mi pare di capire che danno un valore educativo importante all'arte, da noi che l'arte davvero potremmo respirarla la consideriamo una materia ancora meno importante dell'ora di ginnastica. In italia però ci sono tentativi di promuovere l'attività educativa attraverso l'arte. Mi viene in mente il lavoro di Graziella Magherini.
Riguardo a certe mostre di oggi, molto sponsorizzate, ma di qualità piuttosto discutibile bisognerebbe prendersela anche con i galleristi che non fanno l'interesse dell'arte, ma i loro o al massimo di un'elitè di artisti che poi sono i soliti noti nemmeno più motivati a produrre qualcosa di nuovo e creativo.
La discussione su Artissima nel forum InArte citata da Luis la trovate qui
(mi raccomando, mettete sempre i link se li avete, a molti possono interessare. Magari il commento ritarda un po' a comparire ma appena lo vedo, lo approvo e compare)
Penso che l'aspetto culturale incida molto. Forse la "Scuola" può avere qualche responsabilità nel senso che si insegna molta teoria e non si prepara lo studente (a tutti i livelli scolastici) a studiare l'Arte sul territorio: l'arte locale, le mostre, i musei ec..
E' importantissimo sapere trasmettere l'amore per l'Arte e per l'espressione artistica. Visitare gli ateliers degli artisti, vivere l'Arte fin da piccoli penso che aiuterebbe molto.
In questi giorni sul sito InArte c'è un post di Admin che critica Artissima (l'ultima esposizione di Torino), la voglia di stupire a tutti i costi, l'approssimazione, la manipolazione del mercato, ecc.., ma si coglie che ci sono anche motli artisti seri che si impegnano quotidianamente e con passione. Far conoscere anche queste realtà sarebbe un modo per diffondere l'interesse per le variegate forme di espressione d'arte.
Sicuramente i costi del turismo artistico incidono ed è un vero peccato e infatti il suggerimento che ho cercato di lanciare a chi di dovere era proprio di rendere più accessibile l'arte italiana anche a noi italiani, agendo pure sull'aspetto economico.
Riguardo all'analfabetismo, sì credo che ci sia molto analfabetismo artistico in Italia che è poi anche ma non solo una diretta conseguenza della scarsa accessibilità dell'arte. Un po' di colpa l'hanno anche i fruitori però: un po' di pigrizia, paura di annoiarsi,...
Non sarà che fare turismo italiano costa molto di più che andare all'estero?
Forse anche la percentuale altissima di analfabetismo incide?
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alle 08:44
Luis
Ok Emanuela! Dovrai insegnarmi a linkare. Qualche volta mi è capitato casualmente. Eh!? gli over 50!