L'arte di curare e guarire
Graffiti come l'immondizia?! Certo che Berlusconi si sta facendo parecchi "amici" tra i giovani: dopo le parole dure pronunciate contro i manifestanti anti-Gelmini, questo nuovo pugno di ferro rischia di allontanare un'altra grossa fetta del mondo giovanile dal suo partito,dalla politica in generale, ma soprattutto, e questo sarebbe sì che sarebbe grave, dal mondo degli adulti. Non che Berlusconi sia il primo a provarci: norme contro gli imbratta-muri erano anche state previste ad esempio, anche nel pacchetto sicurezza presentato dal governo Prodi un anno fa, ma nulla finora era sembrato così vicino all'approvazione come il decreto che ha in testa il leader di maggioranza di questo Governo.
Magari potevamo provare con "dissuasori soft" come i cieli azzurri prima di passare alle minacce di punizione che potrebbe anche peggiorare le cose. Se i writers ragionano in maniera adolescianziale indipendentemente dall'età anagrafica, considerando tutto e tutti "o con loro o contro di loro", questo schierarsi apertamente contro di loro non farà che aumentarne il desiderio di puntare i piedi, di sfidare a propria volta il nemico che ha dichiarato guerra.
La linea dura non riguarderà però solo i graffittari!
Insomma graffiti come l'immondizia, come un reato da punire ... e se avesse ragione Sgarbi a dire che sono manifestazioni artistiche? Se i ragazzi attraverso l'aerosol art (questo il nome esatto con cui molti writers definiscono la loro modalità di espressione) stessero cercando di dirci qualcosa, come ogni artista degno di tale nome cerca di fare con le sue opere? Se fosse l'espressione di un disagio o addirittura una vera e propria patologia? E se dietro i graffiti si nascondessero tutte queste cose, ossia, se si dovessero distinguere in questo variegato fenomeno aspetti artistici, sociali e vandalici come giustamente riconosce anche l'associazione anti-graffiti?
Fermo restando il fatto che il patrimonio comune e privato dovrebbe essere lasciato intonso se non richiesto altrimenti, ci siamo mai domandati davvero perché lo fanno? Abbiamo mai provato a capire davvero le possibili sfaccettature del graffitismo?
Roberto Pani e Samantha Sagliaschi lo hanno fatto per noi nel libro "Dal graffito artistico al graffito vandalico. Psicodinamica di una nuova dipendenza compulsiva" (UTET Università, 2008).
Come lascia intuire il titolo, in questo volume vengono analizzati in particolare gli aspetti patologici e quindi le basi psicodinamiche che sembrano spingere in modo compulsivo alcuni individui a imbrattare ogni angolo delle nostre città. "Un tale fenomeno sembra indicare da un lato manifestazione di libertà, ma dall'altro l'espressione di atti di sopraffazione, violenti e distruttivi che obbedisce a una coazione a ripetere degli impulsi. Molti giovani agiscono spesso in maniera impulsivo-compulsiva e sviluppano una dipendenza patologica al pari di altre compulsioni, il cui meccanismo di eccitazione assomiglia a quello del gioco d'azzardo, della cleptomania, della piromania, dello shopping compulsivo e altri comportamenti psicopatologici ipomaniacali." scrivono i due Autori che con questo lavoro presentano i risultati di uno studio condotto a livello nazionale con un campione di preadolescenti e adolescenti inclini al "graffitismo sporco" o "da bomboletta facile".
I dati evidenziano la presenza in tali giovani di uno spiccato tratto eccitatorio-compulsivo e modalità legate al bisogno urgente di gratificazione immediata in opposizione al senso di vuoto, di noia, alla solitudine, alla mancanza di riferimenti interiori.
Se i ministri che oggi dovranno decidere su questo decreto avessero letto questo libro probabilmente arriverebbero alla conclusione che il carcere non è pensabile perché incompatibile con la non-punibilità o la necessità di pene alternative per i casi in cui il colpevole al momento del reato abbia una capacità di intendere e/o volere in tutto o in parte scemata.
Comunque non è ancora detto che prevarrà la linea durissima: sono infatti quattro per ora i progetti di legge depositati a Montecitorio, di cui le proposte più "severe" vengono dal primo firmatario Siegfried Brugger, presidente del gruppo Misto, mentre quelle più aperte ad alternative mirano a prevenire il graffitismo vandalico anziché combattere il graffitismo in toto.
Questo ddl potrebbe prevedere anche spazi a disposizione dei writers: aree demaniali, preferibilmente dismesse che i Comuni potranno concedere, in uso gratuito, ad associazioni senza scopo di lucro iscritte in registri creati ad hoc dalle Regioni.
Aree nelle quali i maghi delle bombolette spray potranno dar libero sfogo alla fantasia.
A proposito, il primo museo dei graffiti è già nato ed è 2.0
Perché pensi che l'informazione sia partitica?
A me non importa chi vincerà nella disputa per questo decreto, ma mi piacerebbe che non si andasse da un opposto (il buonismo o lassismo che dir si voglia di adesso) all'altro (repressione di qualsiasi forma di espressione). Soprattutto si i provvedimenti presi vogliono in realtà nascodere la voglia di non sforzarsi di capire e andare incontro agli altri.
Ma perchè l'informazione deve essere sempre partitica?
anche a me piace fare graffiti e murales, da noi a Scampia ce ne sono tanti e la maggior parte sono stati realizzati da grandiartisti e commissionati dagli enti pubblici...ma non trovo nemmeno giusto che la gente debba imbrattare muri o addirittura opere d'arte con scritte e sgorbi, x la spazzatura e i rifiuti vari poi mi sembra dovuta una legge del genere....
Sigarette elettroniche per smettere di fumare, ma attenti ai rompiscatole con le "…
Miastenia Gattuso: che cos'è e come si cura
Libro: Il segreto della Gioconda svelato da Silvano Vinceti. Ecco la sua teoria
Titanic 100 anni dopo: scienza conferma prima donne e bambini. Ma è unico caso
Il cervello è una scultura interattiva al MICROmacro di Berlino. Foto
alle 12:45
ViolaVic
Da un lato sono d'accordo sulle aree destinate ai graffiti, ma d'altra parte questo non potrebbe privare questa ormai riconosciuta forma d'arte della sua vera natura e origine?