L'arte di curare e guarire
Duccio Fumero però non si è arreso e credo abbia percorso virtualmente mari e monti, rovistando nelle palestre di tutta Italia, per trovare una squadra di rugby in carrozzina o qualcuno disposto a farne una, anzi, almeno un paio, altrimenti che gare si potrebbero fare!
La buona notizia è arrivata giusto ieri, in coincidenza con la finale paralimpica di wheelchair.
Moreno Martinelli, preparatore atletico, amante del Rugby in carrozzina ma soprattutto dello sport disabili tout court e, in quanto tale, contento quando si riesce a creare nuove opportunità o a far convergere bisogni e risposte più o meno creative e innovative, appena appresa la notizia ha fatto i suoi più sentiti auguri all'iniziativa, sottolineando come spesso è dalla passione di pochi (ma buoni) che vengono le proposte migliori per realizzare l'incontro tra nuove esigenze e nuove proposte. "Una valanga di auguri per la neonata associazione per il rugby in carrozzina! - dice infatti Martinelli - Queste sono le iniziative che partono dalla passione di un manipolo di uomini (e donne magari) che concretizzano un'idea e aprono una nuova frontiera. Complimenti!"
"Lo sport disabili in molte discipline nasce proprio così e ancora oggi la promozione delle singole attività è locale, risiede nelle società sportive che, se hanno una buona ragione per continuare a dare la possibilità di praticare uno sport, ne hanno mille per smettere (mancanza di fondi, insensibilità dell'ambiente culturale, politico e privato, limitazioni legislative, rischi personali dei dirigenti e volontari,...)MOLTE PERÒ NON MOLLANO e anzi alcune sorgono, con l'entusiasmo di chi crea qualche cosa che non c'è e lascia la sua impronta sulla strada principale del paese."
Se può rassicurare Moreno Martinelli e tutti gli appassionati del Wheelchair, Duccio mi ha assicurato che "conoscendo chi ha deciso di metterla in piedi c'è da essere sicuri che avrà un grande futuro. A Bolzano hanno veramente un occhio di riguardo per il lato sano dello sport di cui questa è solo una delle iniziative che lo dimostrano. Inoltre resterò in contatto con loro, aggiornando dal mio blog le loro attività, le iniziative e cercando da dare più spazio e pubblicità possibile al Wheelsport e, magari, chissà, ... ma non anticipiamo nulla!"
"Bravi, ci vuole quella giusta miscela di coraggio, determinazione, ottimismo e raziocinio per costruire, dal nulla o quasi, una novità come questa nel panorama nazionale. - riprende Martinelli - Il sito di sicuro vado a visitarlo e dirò ai "quattro venti" di cavalcare la notizia, nella speranza che presto altre squadre possano crederci e formarsi, così da procedere al primo campionato italiano di Rugby su wheelchair! Speriamo davvero presto!"
È davvero una bella notizia soprattutto in questa giornata che mi vede un po' triste per l'imminente chiusura dei Giochi Paralimpici. La cerimonia di questo pomeriggio sarà per me ancora più dolorosa di quella olimpica.
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