L'arte di curare e guarire
Ma come dicevo il sole è alto e Silvana Vinci mi aspetta in pista. Lei è puntuale alla partenza. Io, partito dall'albergo in grande anticipo, pure. Sul rettilineo di fronte c'è la sudafricana Roxy Burns. Tribune piene come mai viste negli altri giorni. Evidentemente le scolaresche reclutate per la scenografia hanno risposto al meglio. Sparo dello starter. Silvana vola! Non contro l'avversaria sudafricana e nemmeno per accedere alla finale. Lei ha già al collo la medaglia d'oro della vita. Sul tabellone luminoso i 6 mila del Laoshan vedono scorrere i tempi e le immagini.
Silvana vede invece la faccia di chi un giorno non fece il suo dovere posizionando male il tombino che la fece cadere dalla sua bici, sbattere più volte la testa sull'asfalto e infine addormentarsi in un coma lungo tre mesi. Ma Silvana vede anche quella di chi gli aveva diagnosticato una vita da vegetale o al massimo in carrozzina. Nessun rancore, la rabbia poi si è esaurita da tempo. I visi sul tabellone, rossi di vergogna, spariscono lasciando il posto al nome di Silvana Vinci, settima nella classifica generale della gara ad inseguimento.
Un ultimo giro per scaricare tensione e fatica. La cerco. Prima solo con lo sguardo e poi urlando il suo nome in mezzo ai volontari cinesi che ridono a crepapelle senza perdermi di vista perché già il giorno prima li avevo fregati saltando da Viganò.
Sissi arriva e l'abbraccio è di quelli che solo in un mondo affascinante ma frustrante, difficile ma nello stesso tempo semplice, comunque un mondo portatore sano di emozioni e sensazioni forti, come quello dello sport disabili, si possono ricevere.
Essere qui insieme a Silvana mi è ancora difficile crederlo. Era un sogno per entrambi. Per ragioni e con motivazioni decisamente diverse ma comunque un sogno.
È incredibile: scatta un'intervista!!! "Chi sei? Come fai ad essere amico di Taì (capisco così), e via con altre domande di cui non capisco una parola. Mi guardo in giro perché inizio a pensare che da un momento all'altro dal soffitto del velodromo appaia uno striscione con la scritta "sei su scherzi a parte". Invece no. Così com'è cominciata è finita. Nel lasciare l'impianto penso: "ma posso io raccontare cosa è successo dicendo che la cinesina si chiamava 163?".
Torno in sala stampa. E prendo il comunicato della classifica Inseguimento LC 3-4, 5a classificata: Tang Qi. Già vedo lo striscione a Londra nel 2012: CLUB TANG QI' VALCERESIO.
Domani si cambia disciplina. Nel pomeriggio si decidono le sorti della squadra di canottaggio. I due singoli di Agnese Moro e Simone Miramonti, nelle finali di consolazione per definire le posizioni dal 7° al 12° posto, mentre il quattro con è in gara per l'oro. Stasera, nell'aria rinfrescata dalla pioggia, si sente profumo di medaglia. Avanti il prossimo.
Ma poi, si può chiamare lavoro, un'attività che ti porta ad essere osannato come un eroe dopo che tra i volontari addetti alla sicurezza dei Giochi si è stati identificati come "soggetto pericoloso" in meno di tre giorni? E poi è lui a chiedersi se è su scherzi a parte!
Ovviamente sto scherzando: se alle paraolimpiadi ci fosse la ginnastica artistica una medaglia d'oro la darebbero davvero anche a Roberto per i salti mortali che fa.
Certo che ha proprio ragione riguardo al profumo di medaglie! In un solo breve messaggio è riuscito a passare dalla medaglia della vita già ampiamente conquistata da Silvana Vinci a quella prospettata del "quattro con" guadagnandosene due anche lui: quella in "ginnastica giornalistica" e quella in simpatia che sicuramente assegnate da me medesima. E, come dice lui, avanti il prossimo!
Tutti i pensieri e gli scatti di Bof giorno per giorno li trovate qui, mentre tutte le immagini riunite
le trovate in questo post-albumMitico Bof. Ci fai sentire l'aria di Pechino ridendo ed emozionandoci fino al piloro!
Al solito non sai mai cosa ti aspetta nella riga seguente, una sorpresa dopo l'altra.
Hanno fatto un affare a mandarti, e l'abbiamo fatto anche noi!
grazie
Sigarette elettroniche per smettere di fumare, ma attenti ai rompiscatole con le "…
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alle 22:08
Emanuela Zerbinatti
SOno d'accordissimo con te moreno, però diciamo che non c'è stato da lavorare troppo per convincerlo ad andare ;-)
Bof fossi in te al ritorno comincerei a pensare a un bel corso all inclusive di inglese: sai, The book is on the table potrebbe non essere sufficiente nemmeno a Londra fra 4 anni ;-)