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Primo caso di doping alle Paralimpiadi

Martedì 9 Settembre 2008, 07:23 in Salutando Pechino, Sport, scienza e medicina di
doping paralimpiadi.jpgBrutte notizie da Pechino! Il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) ha annunciato il primo caso di doping scoperto a questa XIII edizione dei Giochi. A cadere nella rete del comitato di controllo è stato il sollevatore di pesi pakistano  Naveed Ahmed Butt trovato positivo a un metabolita del metendienone (anabolizzante) in una competizione pre-olimpica. Il controllo sul campione di urine gli era stato fatto il 4 settembre, pochi giorni prima della Cerimonia di Apertura, ma la positività definitiva è stata confermata e resa nota solo oggi.

La giustizia sportiva ha già emesso il suo verdetto in accordo al codice anti-doping dell'IPC (articoli 12.1 e 12.2): esclusione immediata dai giochi e squalifica di due anni!

Per fortuna niente che riguardi i nostri azzurri, dunque, ma di certo una notizia  che non fa bene allo sport e al movimento paralimpico. Spero che sia il primo e l'ultimo caso! Se c'è una cosa di cui lo sport disabili non ha bisogno è proprio il doping! E infatti non si è abbassata per nulla la soglia di attenzione nel passaggio del testimone tra olimpiadi e paralimpiadi: e i risp

Fonte: IPC

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5 commenti
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13 Set 2008
alle 09:27

Angela

Non me ne intendo di medicina, ma da sportiva mi ferisce il fatto che chi è disabile si rovini la salute in questo modo: per che cosa poi? E' già stupido che lo facciano gli atleti cosiddetti "normali", che magari gareggiano ad alti livelli e vincono cifre da capogiro: che cosa se ne fanno dei soldi quando poi magari incorrono in condizioni gravissime per la salute? Il fatto che si dopino anche i disabili, al di là delle considerazioni mediche, è un gran brutto colpo per lo sport. Questi atleti speciali hanno mancato un'occasione davvero unica di dimostrare agli occhi del mondo quello che sono i veri valori dello sport. Loro potevano essere i testimonial più adatti per farlo...

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10 Set 2008
alle 09:50

moreno

I danni che procurano chi somministra (medici in genere e tecnici ogni tanto) e chi usa il doping sono a 360°: il principio di lealtà nei confronti di se stessi (non mi prendo in giro) e verso gli altri (non ti prendo in giro) concorre a costituire l'immagine di sè. Sapere di barare resta nella mente come un tarlo che mangia quello che trova. Sa distruggere i rapporti, le relazioni, gli equilibri e le porte che si sono aperte facilmente, nello stesso modo si chiudono.

Per i disabili in particolare avere un'immagine di se positiva è una gran cosa, perché rinunciarvi?

Questo cancro deve essere combattuto con controlli a sorpresa (in particolare per l'epo di terza generazione) e con la cultura sportiva.

Si impara dalla famiglia a restare lontani dalle manipolazioni degli adulti o della politica, e poi dagli insegnanti e dagli educatori sportivi.

A scuola nel momento topico (scuole elementari) dell'età d'oro per l'apprendimento motorio e sportivo, in Italia, non ci sono degli insegnanti preparati (Laureati in sceinze motorie) e quindi abbiamo già chiusa la possibilità di dare a chi ha ulteriori limiti (la persona disabile dalla nascita) la possibilità di recuperare o di potenziare quello che è rimasto. Da questo momento in poi tutto è più difficile.

La giustizia sportiva dovrebbe incriminare anche le società e le federazioni sportive per danni morali oltre che materiali e non solo l'atleta, il tecnico e il medico.

Nello sport disabili esiste anche una modalità considerata (giustamente) doping piuttosto particolare: chi ha una lesione midollare ha un nuovo equilibrio ormonale e metabolico che a volte (nelle tetraplegie in particolare) è caratterizzato da una pressione arteriosa molto bassa, bradicardia (pochi battiti al minuto del cuore), difficoltà di termoregolazione, incapacità di minzionare volontariamente, insensibilità al di sotto della lesione (non sento il mio corpo.....ecc).... La mancanza di sensibilità al dolore consente a chi vuole fare il furbo si assumere posizioni molto sacrificate oppuredi non svuotare la vescica dal suo contenuto di modo che l'organismo attivi degli ormoni dello stress (come l'adrenalina)che alzano la pressione arteriosa, migliorano l'efficacia della pompa cardiaca e consentono per alcune decine di minuti di ottenere performance fisiologiche superiori.

Questo è giustamente vietato ed è possibile riconoscere tale situazione da segnali visibili ad occhio nudo se si è esperti (in alcuni casi non è però così evidente). Non si usano farmaci! Pur potendo, molti atleti non cedono alla tentazione, anche perché è MOLTO pericoloso per la salute (disfunzioni e danni a livello dell'apparato urinario, già seriamente colpito dalla lesione) e al termine dell'azione degli ormoni dello stress si verifica l'esatto contrario, abbassamento della pressione, caduta netta del trasporto dell'ossigeno e decadimento della prestazione.

Vale la pena studiare meglio delle strategie di allenamento per migliorare la fitness cardiocircolatoria che è utile 24 ore su 24 e previene molti rischi legati alla sedentarietà che cedere alla tentazione di trovare una scorciatoia per arrivare prima ad un risultato. Che ne dite?

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10 Set 2008
alle 07:34

Emanuela Zerbinatti

Hai ragione sep è sport vero: nel bene e purtroppo nel male. Mi sembra di capire che non siamo ai livelli degli sport dei normodotati, ma fosse anche uno solo sarebbe un vero peccato, tanto più che una persona disabile dovrebbe sapere più di altri quanto sia importante la salute e conservarla quando ce l'hai

Concordo poi con Moreno: questi furbetti oltre ad essere stupidi due volte più dei normodotati per il motivo che dicevo a sep lo sono anche perché mettono ulteriormente i bastoni tra le ruote agli onesti che vorrebbero solo un po' di normalità nella loro vita.

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09 Set 2008
alle 23:21

sep

Lo sport paralimpico è sport nel bene e nel male.  Se non fosse sport vero non ci sarebbero i disonesti che ricorrono al doping. Stupidi 2 volte a rischiare di rovinarsi la salute

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09 Set 2008
alle 10:54

moreno

Purtroppo è così, anche qui c'è chi vuole fare il furbo. La strada dei controlli a sorpresa, se vogliamo essere credibili, è quella da perseguire.

Peccato che ci siano quelli che rendono ulteriormente difficile la pratica di chi,  già tra molte difficoltà, si sente tradito perché si permette a dei disonesti di partecipare.

Coraggio, combattiamolo insieme.

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