L'arte di curare e guarire
Tuttavia non esita a togliersi il cosiddetto sassolino nella scarpa: "I Giochi sono un'occasione per sensibilizzare la gente: dimostrano che non esistono limiti invalicabili, che i limiti si possono spostare in avanti. Invece i giornali non ne parlano e quando lo fanno spesso si lasciano andare al pietismo. Mi fa arrabbiare - dice ancora la Porcellato - chi classifica i disabili come persone e come atleti di serie B, chi pensa che una medaglia vinta da un portatore di handicap valga meno. La disabilità la vede il pubblico, per noi non esiste. Siamo atleti che stanno facendo una corsa, punto e basta. Vorrei che la gente considerasse la mia carrozzina uno strumento, come la bicicletta per un ciclista. In verità non penso mai a me stessa come a una disabile".
Abbiamo già sollevato il problema diverse volte, ma sentirlo dalle parole più che mai vive di Francesca, che oltretutto può parlare da atleta che ha portato a casa non una, non due, ma ben 10 medaglie, fa ancora più effetto.
Questo non le impedirà di dare il massimo e infatti l'atleta trentottenne "sogna di tornare con un'altra medaglia prima dell'addio alle gare". Le avversarie sono avvertite!
Fonte: Adnkronos sport
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