L'arte di curare e guarire
Per fortuna ci sono diverse eccezioni. Apriamo quindi una piccola rubrica all'interno del nostro Speciale Paralimpiadi per vedere chi e come parla dei Giochi di Pechino. Una sorta di termometro della situazione. Non posso però avere occhi su tutto, anche perché è più facile che gli esempi migliori provengano dai mezzi di informazione più piccoli o locali, ancora non colpiti dalla gossip-mania e più attenti alla funzione sociale della comunicazione.
Vi chiedo quindi di collaborare all'arricchimento di questa rubrica indicandomi chi parla delle paralimpiadi e dei nostri atleti in particolare e come.
Dove possibile indicatemi un link, ma ad interessarmi è soprattutto il vostro commento e il nome che volete compaia nella prossima puntata de "Il termometro paralimpico".
Per oggi comincio io.
Per quanto riguarda la televisione, ho visto che i TG della RAI della fascia preserale in particolare, inseriscono sempre un servizio del loro inviato a Pechino. Le notizie date spaziano dalla reazione della città a questo "cambio della guardia" atletico a un'intervista con uno dei nostri atleti. Per ora ho sentito le parole di Francesca Porcellato "è pronta a dare il massimo", la mascotte del gruppo azzurro visibilmente emozionata, Cecilia Cammellini, "è contentissima di essere qui a Pechino per le Paralimpiadi".Infine, passando dal salto in lungo al nuoto, ho visto l'intervista a Immacolata Cerasuolo, che "finalmente è riuscita a cominciare gli allenamenti negli impianti di Pechino e non vede l'ora di entrare nell'ormai mitico Water Cube". Deve essere una grande emozione nuotare in quella struttura: penso che perfino i nostri nuotatori olimpici si siano trovati spiazzati dalle dimensioni e dall'ampiezza di pubblico essendo anche loro abituati a ben altri teatri. Ma certo siamo anche alle Paralimpiadi: io sarei emozionatissima anche se fosse vuoto.
Per quanto riguarda i giornali devo dire che la delusione maggiore viene proprio dal quotidiano sportivo più famoso. La Gazzetta dello sport non ha pubblicato nemmeno un trafiletto in questi giorni. Quasi quasi gliene sono scappati di più durante le olimpiadi. Ora solo calcio, motori e tennis finchè agli US Open è stata in lizza la Pennetta. Va un po' meglio con Tuttosport che dedica quotidianamente almeno un articolo alle notizie da Pechino.Tuttosport ha poi un numero di pagine inferiore alla Gazzetta e questo gli fa ancora più onore, però mi aspettavo un po' di più, perché è uno dei pochi che segue gli eventi paralimpici anche "in tempi non sospetti" e quindi speravo in un ampliamento per questi giorni. Come ci ha ricordato Silvio su Pechino2008, martedì ha pure parlato dell'iniziativa CIP Lombardia - Blogosfere, cogliendo in pieno il senso del progetto che è quello di "funzionare anche come strumento di dibattito sui temi della disabilità partendo dalle notizie della manifestazione". Diamogli tempo confidando che con l'inizio delle gare saprà fare di meglio.
La sorpresa più bella viene invece dai quotidiani del gruppo QN che non essendo nemmeno giornali sportivi dedicano un'intera pagina ai Giochi. Mi auguro che diventi un'abitudine giornaliera almeno fino alla fine dei giochi. Intanto ha iniziato con un'intervista al presidente del CIP, Luca Pancalli, che è arrivato giusto ieri sera a Pechino insieme all'ultimo gruppo di atleti; i numeri di questa XIII edizione dei Giochi paralimpici; un pezzo dedicato alle nostra portabandiera Francesca Porcellato e alla sua accompagnatrice Cecilia Camellini e infine una notizia breve sulla presenza di 12 reduci dalla Guerra in Iraq tra i 206 atleti della nazionale americana perché finora non era mai accaduto, nemmeno alle paralimpiadi di Sidney e Torino successive alle guerre di Afghanistan e Iraq. Ve lo riporto perché tra questi reduci c'è anche Carlos Leon, ex marine, quadriplegico incompleto e detentore del record del mondo del lancio del peso (22,04 metri) che dice una cosa bellissima: "Gli sport ti danno la speranza e la fiducia che i medici e le medicine non possono darti". Come medico mi fa un po' meno piacere, ma capisco il senso delle sue parole che confermano una volta di più il valore dei Giochi paralimpici come promotori di un messaggio positivo per tutte le persone che si trovano in una condizione di disabilità. Curiosamente, il New York Times, nei giorni scorsi ha dato, invece, risalto alla squadra paralimpica irachena.
Aspetto quindi le vostre segnalazioni che faranno da termometro della situazione sperando che la temperatura salga fino a diventare vera "febbre paralimpica".
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