L'arte di curare e guarire
Pechino, 13 settembre
"Pochi minuti fa si è conclusa la gara in linea ed il cielo di Pechino, tornato ad essere quello grigio di smog dei primi giorni, si è colorato di azzurro. Dopo l'argento nell'inseguimento su pista ed il bronzo nella cronometro su strada, Fabio Triboli ha completato la sua collezione di medaglie paralimpiche conquistando in volata l'oro della prova in linea.
Pensavo che i ragazzi del ciclismo fossero già appagati dai risultati ottenuti e ne ho approfittato per passare la mia prima giornata da turista! Villaggio Olimpico, Centro Stampa, Piazza Tien Ammen, una scarpinata micidiale, ma sempre meglio che spiegare miliardi di volte ad un taxista dove voler essere portato. Non che a piedi la situazione migliori, anzi! Ma almeno ho l'occasione di vedere che, appena dietro i grattacieli, ci sono abitazioni più simili a grotte, con le sbarre alle finestre. Le notizie dei trionfi, mi arrivano quindi via telefono. Dico trionfi perché all'oro di Triboli bisogna aggiungere il bronzo di Giorgio Farroni. Lo vedete quanti nomi e quanti personaggi di casa nostra si fanno valere distribuendo mazzate al mondo intero? La finite o no con stò Pistorius!!!
Tesi invece la moglie dell'argento a cronometro handbike, Vittorio Podestà, ed il papà, il fratello e la zia della non vedente Cinzia Coluzzi, guidata sul tandem da Melissa Merloni, ieri sesta nella cronometro su strada.
Domani, dunque ultime gara di ciclismo delle paralimpiaidi. "So quanto tenga Vittorio a questa gara - a parlare è Barbara, la moglie del campione del mondo handbike Podestà - io sono già contenta per l'argento nella crono, ma lui vuole a tutti costi qualcosa di più, quindi..."
Insieme a Vittorio e Barbara c'è il preparatore atletico Fabrizio Tacchino: "Vittorio è pronto per il grande risultato. E' un fior d'atleta, meticoloso, pignolo. Tra noi c'è massima fiducia per il lavoro che abbiamo svolto nell'ultimo anno. Un programma mirato ad un unico obiettivo: le Paralimpiadi. Nella crono ha sbagliato qualcosa forse più prima della gara che durante. Era teso e non nelle condizioni ambientali ideali che devono precedere un appuntamento di questa livello. Domani tocca alla prova in linea. Ripeto: abbiamo curato ogni particolare per metterlo in condizione di dare il massimo. Alla fine della gara tireremo le somme."
Sono arrivati a Pechino da Giulianello (LT) per star vicini a Cinzia Coluzzi e non stanno nella pelle, il fratello Angelo, la zia Maria e papà Marcello: "mia sorella merita una grande soddisfazione per tutti i sacrifici che ha dovuto affrontare per arrivare fino a qui. Alla difficoltà della competizione si è aggiunto pochi mesi fa il cambio della guida. Melissa Merloni è stata bravissima, ma in così poco tempo l'affiatamento è impossibile, non si possono fare miracoli. Il sesto tempo nella crono non è poi male. Vediamo domani." A due passi dal fratello Angelo c'è papà Marcello: "anche se è una donna di 43 anni, e che donna, per me Cinzia è sempre la mia bambina. Quando ieri l'ho vista prima della partenza della crono, ci siamo abbracciati forte. Le ho detto che per noi è sempre la numero 1. Lei mi ha risposto che queste a Pechino sono le sue ultime gare. Poi ha grandi progetti e altri interessi. Per correre a questi livelli deve superare troppe difficoltà ma soprattutto gli resta poco tempo per sé. Decida quello che vuole, noi le saremo sempre vicini." Cinzia non ha più la mamma ed è rimasta vedova pochi anni fa. La passione per la bici gliela passò il povero marito e lei, nel dolore, ha trovato la forza di salire in bici e vincere gare e titoli nazionali in serie.
A domani dunque. Pechino ci regali il cielo che vorrà. A colorarlo d'azzurro ci penseranno i nostri eroi. Sento un profumo..."
Quello che emerge dal suo racconto non si discosta troppo da quanto visto anche con i familiari degli atleti normodotati: mentre le persone che, vivendo a diretto contatto con l'atleta, ne conoscono ansie paure, speranze e sacrifici, sono disposte ad accogliere con gioia qualsiasi risultato, gli atleti sono esigentissimi con se stessi, hanno dato molto in quattro anni di preparazione e si aspettano anche molto.
Una medaglia che sia meno di quella attesa, rattrista e fa arrabbiare l'atleta, in un modo del tutto incomprensibile per noi che già ad essere alle olimpiadi faremmo i salti di gioia.
Eh, questi sportivi! Tutti uguali: testardi e perfezionisti.
P.S. Bof, mi meraviglio di te e del tuo naso! Non sentite odor di medaglia e approfittate per andare a far da turisti in quel di Pechino, perdendovi l'emozione in diretta dell'ennesimo trionfo?! Ahiaiai!
Tutti i pensieri e gli scatti di Bof giorno per giorno li trovate qui, mentre tutte le immagini riunite
le trovate in questo post-album
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