L'arte di curare e guarire
Ricordate questa frase? Era ciò che promettevano i realizzatori di "Beijing 2008", il videogioco ufficiale delle olimpiadi Pechino, parafrasando il motto scelto dal BOCOG per rappresentare lo spirito olimpico.
Presentandovelo mi ero ripromessa di indagare se esistesse anche la versione dei Giochi Paralimpici, ma tra silenzi di tomba, promesse da marinaio e attese vane, alla fine il gioco delle paralimpiadi non l'ho trovato.
Forse è meglio così! Come mi aveva fatto notare Gianluca Masina contattandomi dopo quel post, "difficile pensare che ci fosse un gioco simile e se anche ci fosse stato, quasi certamente non avrebbe potuto essere utilizzato proprio dai disabili".
Non ci credete?
Gianluca stava infatti lavorando alla realizzazione di un dossier sulla Game Accessibility o piuttosto "non accessibility", visto che ha scoperto quanto la game industry immetta sul mercato esclusivamente prodotti per utenti normodotati.Non che i disabili non amino i videogiochi, anzi, ma come riconoscono loro stessi, rappresentano una fetta di mercato piccola e quindi poco appetibile. Eppure come scrive Gianluca nell'articolo L'evoluzione dei videogames passa per la game accessibility?, pubblicato sulla rivista The Game Machine di ottobre (Sprea editori) "da una decina d'anni sono disponibili una serie di "accorgimenti" e linee guida che permetterebbero a una software house di produrre giochi in grado di soddisfare perfettamente i requisiti della game accessibility, cioè la possibilità di utilizzare un videogame anche con particolari limitazioni o handicap come la cecità o problemi motori." Esiste anche un corposo documento, l'Accessibility survey, redatto dall'associazioe internazionale degli sviluppatori (IGDA) che contiene addirittura indicazioni diversificate per le varie forme di disabilità.
Nel suo dossier Gianluca prosegue poi analizzando le varie ragioni dei publisher per questa loro mancanza, ma anche la testimonianza di chi nonostante tutto sta continuando a lavorare per arrivare ad una vera game accessibilità e la storia di come si sono evoluti i vari "adattamenti" di cui già oggi si dispone.
Se poi siete tra i tanti che pensano che gli adattamenti necessari al disabile renderebbero i giochi troppo semplicistici e noiosi, l'articolo vi dimostra che vi sbagliate di grosso. Insomma credo che ogni appassionato di videogiochi disabile e non, semplice giocatore o produttore dovrebbe dare un'occhiata a questo dossier sulla game accessibility.
La Cina ha dimostrato che tra olimpiadi e paralimpiadi non c'è alcuna differenza, ne di spettacolarità né di interesse nel pubblico, adesso tocca al mondo dell'intrattenimento elettronico dimostrare di essere socialmente maturo da questo punto di vista.
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alle 12:39
Lorenzo Grossini
Ovviamente il videogioco è dedicato al mainstream, quindi tutta quella fetta di utenti ipodotati rimangono fregati.
Se guardi bene, in ogni campo gli adattamenti per un gruppo ristretto di persone sono sempre più costosi rispetto alla dotazione di serie.
Succede per le automobili, per le case, per i computer stessi (mi riferisco a dispositivi di puntamento come l'eyetracking).
Ad ogni modo hai ragione, e ho letto con interesse l'articolo di the games machine.
Secondo me la frontiera di arrivare anche al target dei giocatori disabili con titoli mainstream non è poi così lontana. Guarda solo cosa sta succedendo con la nintendo Wii: i giocatori sono cambiati. Ormai il videogioco non è più un media solo dedicato agli hardcore gamer. La settimana scorsa nella homepage di nintendo c'era una signora di una certa età intenta a fare yoga sulla balance board con wii fit. Quando mai si è sentito di un anziano che gioca con "quelle diavolerie elettroniche"?
Questo perchè la moda attuale è quella di avere giochi con controlli più semplici e immediati, proprio per arrivare a conquistare fette di mercato inesplorate.
Credo che però la cosa principale, non sia fare giochi apposta per disabili, quanto permettere a ogni tipo di giocatore di giocare a ogni tipo di gioco.
Abbattiamo le barriere architettoniche del game design quindi?