L'arte di curare e guarire
Ma gli inglesi, nonostante il loro aplomb, ad essere inferiori a qualcuno non ci stanno, figuriamoci ai cinesi. Giusto per mettere le cose in chiaro, hanno deciso di "gettare il guanto di sfida" mentre le luci su Pechino erano ancora accese per i Giochi paralimpici. Se le loro non possono essere le più fastose, saranno certamente le più "democratiche".
Insomma, dall'olimpiade della repubblica popolare cinese, all'olimpiade popolare londinese.
Sembra che abbiano già un piano ben preciso, ma in realtà il ministro dello sport inglese, Tessa Jowell, dice "stiamo pensando a un nuovo modo di celebrare l'inizio e la fine dei Giochi che coinvolga la città da vari angoli".
Non sarebbe stato meglio pensarci ancora un po' prima di sfidare quelli del BOCOG? Tanto più ora
che il ricordo delle due manifestazioni è ancora ben vivo e troveranno molte più persone ad aspettarli "al varco" per verificare se il loro lavoro è stato davvero migliore di quello cinese.Come diceva
alle medie la mia "prof" italiano "ci rivedremo a Filippi".Un'ultima curiosità. Nel riportare la notizia, Tutto sport, attribuisce alla Jowell anche la frase "I prossimi Giochi saranno democratici e tutti i londinesi dovranno sentirsene parte".
Mi riesce difficile pensare che questa frase sia un'invenzione, inoltre il Gioco degli inglesi sembra già chiaro: se non possiamo batterli competendo facendo leva sui loro stessi punti di forza, proviamo a dimostrare cosa sappiamo fare dove loro hanno fallito. E dove hanno "fallito" i cinesi se non nella maggiore apertura verso i diritti umani che tutto il mondo chiedeva?
Però mi domando: ma si può definire democratico" un Paese dove partecipare, fesse anche a una festa sia un dovere?
Miastenia Gattuso: che cos'è e come si cura
Adele, ha paura del palco: "il pubblico mi terrorizza"
Crociere Costa 2012: offre vacanze da sogno anche ai pazienti in dialisi
Nuove tendenze San Valentino: smack e baci di dama meglio di cioccolatini e fiori.…
Vignetta: i mal di pancia leghisti secondo Castellani