L'arte di curare e guarire
Per Ljunqvist l'allarme inquinamento sarebbe ingiustificato e alcuni rappresentanti dell'Oms, in un meeting privato che si è tenuto tre giorni fa, avrebbero espresso "profonda insoddisfazione" per i toni esagerati usati in materia dai mezzi di comunicazione. "La foschia presente a Pechino non è legata all'inquinamento, ma all'umidità" ha spiegato il medico svedese, precisando anzi che "le Olimpiadi di Pechino saranno un valido esempio per mostrare come possono essere organizzati i Giochi in una città".
In effetti sui media nazionali ed esteri si è discusso molto di questa spessa coltre grigiastra che copre Pechino e tutti i suoi abitanti. Ljunqvist parlerà dati alla mano, ma l'aspetto generale è piuttosto inquietante, tanto che sono stati in molti, medici e non, a chiedersi se potesse in qualche modo influire sulla salute e sulle prestazioni degli atleti, in particolare per quelli impegnati in gare outdoor.
Ad esempio secondo Giovanni Caldarone, nutrizionista e medico dello sport, nonché medico olimpico per ben 8 edizioni, da Monaco 1972 ad Atlanta 1996, tutte le prestazioni degli sportivi superveloci come i corridori dei 100 metri di atletica rischiano di venire falsate perché questa coltre impedirebbe una respirazione corretta.Anche lui però non è così scettico sulla possibilità di rimediare magari "allungando i tempi di adattamento degli atleti all'ambiente olimpico". Quindi chi è partito con un buon anticipo non dovrebbe far registrare differenze di prestazione rispetto al solito. Lo stesso discorso vale anche per gli atleti olimpici con problemi respiratori. Cioè l'altra categoria di sportivi che potrebbe subire gli effetti dell'aria inquinata. "Gli asmatici - aggiunge Caldarone - come ce ne sono tanti nella nazionale olimpica italiana, devono stare più attenti. Quindi assumere diligentemente la loro terapia, e arrivare un po' prima per consentire al loro organismo di adattarsi all'ambiente circostante".
Lo smog, se di questo si tratta,"potrebbe anche portare alla luce problemi di salute che con una normale qualità dell'aria sono nascosti. Penso - dice - agli atleti africani, come i corridori kenyoti, abituati ad allenarsi sugli altipiani del loro Paese dove si respira un'aria cristallina".
Beh, gli azzurri non corrono questo "rischio": le nostre città sono così inquinate che difficilmente se qualcuno che ha problemi respiratori non se ne è ancora accorto.
Fonte: Adnkronos Salute
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