Sex and the Olympic City tra gossip e “verità”

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2008-beijing-olympic-host-girls-training-chopstick.jpgNel post precedente vi ho parlato delle voci che girano sul sesso olimpico, ma ci sono testimoni pronti a giurare che questi pettegolezzi sono molto più simili alla realtà di quanto si creda. Matthew Syed, un inviato del Times a Pechino ha raccontato di aver vissuto per esperienza diretta le "prodezze" degli atleti dopo le gare in un articolo dal titolo "Sex and the Olympic City", indicativo del tipo di giochi di cui si parla. Il giornalista si riferisce in particolare a come gli atleti si preparano a trascorrere insieme le ultime ore, prima e dopo la cerimonia di chiusura, al momento degli addii che anche gli utenti di Pechino 2008 collegati in live-blogging anche ieri per la cerimonia di chiusura ricordavano molto simile al triste e malinconico ultimo giorno di scuola.

Syed se ne intende visto che ha partecipato come giocatore di tennis tavolo per la Gran Bretagna a Barcellona nel 1992 e a Sydney nel 2000. E infatti il suo racconto parte proprio dalle olimpiadi spagnole: "Nelle due settimane e mezzo di Barcellona sono finito a letto con una ragazza più volte che nel resto della mia vita fino ad allora vissuta - due volte - che può anche non sembrare un record, ma per un ventunenne con i denti storti quale ero rappresentava un piccolo miracolo. Barcellona per molti vergini olimpici fu tanto una questione di sport quanto un'avventura di sesso". Matthew ricorda che le occasioni erano rappresentate dalle ragazze locali accorse ad assistere alle gare, dalle altre atlete e dalle hostess dell'organizzazione - tutte bellissime e vistose, naturalmente. E proprio sulle hostess cinesi (vedi immagini) si sono scatenati vari utenti di chinasmack.com tra cui qualcuno, poco carinamente, ha detto che "se l'organizzazione non avesse fornito 100 mila profilattici tra nove mesi ci si ritroverebbe con 100 mila bimbi cinesi mezzo sangue". Ma anche gli altri commenti sono di questo tenore.

Comunque pure Syed ricorda i condom. Secondo il suo racconto di Barcellona, "la notte dopo la fine delle gare di nuoto sul tetto della palazzina che ospitava la squadra britannica furono trovati tanti preservativi lasciati da coppiette di campioni che il Comitato olimpico di Londra emise un editto per vietare il sesso fuori dalle stanze".
Il comitato olimpico fa quindi bene a fornire gratuitamente i preservativi agli atleti, ma l'inviato ritiene che sul numero ci si debba ancora perfezionare e infatti scrive che "le migliaia di condom distribuiti nel villaggio di Pechino (100 mila per l'esattezza) non sono bastati e sono andati esauriti".

2008-beijing-olympic-host-girls-welcome-foreigner.jpgInsomma anche se il giornalista del Times la dà come cosa certa, non può giurare che la vita degli atleti a Pechino sia stata la stessa che lui ricorda di aver vissuto a Barcellona. Se però davvero i profilattici non sono bastati e gli utenti di chinasmack.com parlano non per malizia ma su basi certe, tra nove mesi potremo sapere la verità.

Ad ogni modo un'altra "verità" rivelata dal Times riguarda il diverso comportamento che gli atleti maschi e femmine hanno nella scelta del compagno con cui avere questi "rapporti olimpici". Syed sostiene infatti che "le ragazze hanno colpi di fulmine per i campioni maschi che esibiscono medaglie d'oro. I ragazzi invece preferiscono le sportive sconfitte, perché il successo del sesso debole li intimidisce".
Allo scopo di evitare polemiche con gli atleti, che giustamente potrebbero avere delle storie con i loro compagni al ritorno, l'inviato inglese ha aggiunto che "naturalmente non tutti si concedono questi esercizi… solo il 99 per cento"!

Ora gli atleti dovranno "solo" convincere le loro dolci metà maschi o femmine che siano che appartengono all'1 per cento "a digiuno" da più di due settimane!

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