Cosa ci resterà di queste olimpiadi: Chiara Cainero e Vera Carrara

Scritto da: -

Vera Carrara.jpgQuante emozioni in queste giornate olimpiche. Le feste, i vincitori, gli inni, le parole emozione di tutti gli atleti contenti di esserci… Ma alla fine dei Giochi di Pechino, cosa ci resterà dell'atmosfera respirata in questi giorni?

Poco. Forse nulla. I segnali negativi già ci sono: dalle parole di condanna alla Cina per le continue violazioni dei diritti umani e le relative minacce di boicottaggio della vigilia, si è passati all'indifferenza di oggi, con atleti che dal podio più che messaggi di pace lanciano medaglie per rabbia o annunci auto-promozionali. E intanto il Dalai Lama denuncia che in Tibet si continua a morire alla faccia di tutte le promesse e i buoni propositi.

Per fortuna c'è anche qualche segnale positivo: due nostre atlete, Chiara Cainero e Vera Carrara, sono un esempio lampante di come alle olimpiadi le medaglie si possono vincere o perdere sul campo con la stessa rapidità e spesso anche indipendentemente dal talento e dall'impegno, ma la classe che serve per vincere nella vita è un'altra cosa: o ce l'hai di tuo o non saranno certo le olimpiadi a dartela. Il vero vincente sa mettersi in gioco anche nel mondo reale, portando nella vita di tutti i giorni quelli che sono i veri valori dello sport: l'amicizia, l'uguaglianza, la solidarietà… Chiara Cainero.jpgChiara Cainero torna dalle olimpiadi con una medaglia d'oro al collo (quella vinta nel tiro a volo specialità skeet), un assegno in tasca e tanti altri promessi da enti ed istituzioni che l'hanno sostenuta. Ma a lei, che non viene da uno sport tra i più pagati, i soldi non importano: ha già fatto sapere che "devolverà in beneficienza tutti i premi che riceverà dagli enti pubblici, in particolare dalla Provincia di Udine e dalla Regione Friuli Venezia Giulia", mentre a proposito della richiesta di detassazione dei premi medaglia invocata da tanti suoi colleghi dice che "sarebbe giusto detassare i premi anche perché tanto non cambieranno la vita". Lei comunque ha deciso di dividere il suo premio fra tutti gli otto componenti della squadra azzurra di tiro a volo.

Carrara.jpgVera Carrara invece la medaglia l'ha mancata per un soffio e avrebbe tutto il diritto di essere giù di morale e arroccata sul suo dolore personale. Il momento di sconforto in effetti l'ha passato e ha pure parlato di ritiro, ma non per aprire ristoranti o palestre a suo nome, bensì per mettersi ancora in gioco, stavolta per gli altri: ha detto che le rimane sempre il sogno di "Addestrare i cani alla pet-therapy per i bimbi autistici" perché "Il cane può trasmettere molto. Ha un modo di comunicare straordinario come Jessica, il levriero afgano che mi è morto durante una trasferta in America: quando facevo la valigia si ritirava nella cuccia. Era il modo per esprimere il suo dolore".

Sorridi Vera, se questo è il modo che hai di esprimere il tuo dolore, per me hai già vinto cento e mille medaglie. Hai ancora molto da insegnare a noi e a tanti altri tuoi colleghi, perciò non voglio più sentirti parlare di ritiro: il tuo sogno è grande e ti aspetterà fin dopo Londra 2012. Adesso lo sport con la "S" maiuscola ha ancora bisogno del tuo esempio.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Arteesalute.blogosfere.it fa parte del canale Blogo News di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano