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Cinesi a Milano snobbano le olimpiadi ma fanno troppi figli maschi? (parte seconda)

Domenica 10 Agosto 2008, 07:10 in Salutando Pechino, Scienza e comunicazione di
man_and_child.jpgNelle comunità di cinesi immigrati in Italia le nascite di maschi sono sproporzionate rispetto alla media, tanto da far supporre forme di selezione prenatale sul modello di quanto avviene negli Usa all'interno delle comunità asiatiche. E' quanto risulta, in estrema sintesi, in un'ampia inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano della Conferenza episcopale italiana Avvenire che racconta il "caso" statunitense e illustra i risultati di un'indagine statistica condotta fra le comunità cinesi di Milano, Firenze e Prato.

Avvenire inizia il suo articolo dicendo che "è accertato che in Cina la politica forzata del figlio unico, unita a una tradizione culturale che fa preferire i maschi, sta producendo un forte squilibrio nel rapporto tra i sessi, facendo saltare il naturale rapporto che vede mediamente 105 neonati ogni 100 neonate", sottolineando che "la possibilità di determinare precocemente il sesso e il ricorso all'aborto sono stati individuati come fattori rilevanti per tali situazioni, tanto che queste pratiche sono state proibite (con scarsi risultati)".

Poiché negli Stati Uniti una ricerca recente sul censimento 2000 ha evidenziato con un notevole grado di sicurezza l'esistenza di pratiche selettive nelle comunità di origine cinese, indiana e coreana il giornale "ha provato a verificare se anche in Italia si manifesti una tendenza di questo tipo".

I primi due limiti dell'indagine italiana li segnala, non so quanto consapevolmente, lo stesso Avvenire specificando che "Vista la ristrettezza della presenza indiana e coreana nel nostro Paese, ci si è concentrati sulla popolazione cinese" e che "diversamente dal caso americano, si basa su dati di fonte anagrafica, necessariamente di livello locale e non nazionale".

La scelta di utilizzare come fonte di dati Milano, Firenze e Prato è motivata dal fatto che "sono i Comuni in cui la presenza di immigrati dal gigante asiatico è tradizionalmente forte".

A me sembra che questo studio abbia già parecchi bias di selezione. Tuttavia, ciò che emerge, a fronte di numeri assoluti non particolarmente ampi (ennesimo pregiudizio), è una netta sproporzione rispetto alla distribuzione consueta tra il resto della popolazione, a favore dei maschi nei terzogeniti. Sia in generale, sia in particolare quando si considera il sesso dei primi due figli. "Ciò in linea con quanto riscontrato negli Stati Uniti" conclude Avvenire. Non sto lì a tediarvi più di tanto con i dati dello studio che comunque dovrebbe essere letto con cautela, vi dico solo che nelle comunità cinesi si passa da una rapporto di mascolinità (maschi su femmine) dell'1,12 per i primogeniti, all'1,51 per i terzogeniti a Milano, da 1,02 a 1,33 a Firenze e dall'1,11 all'1,32 a Prato.

Considerando però anche il sesso dei figli precedenti, si vede come a Firenze il tasso di mascolinità sia fermo allo 1,07 se il primogenito è maschio, ma salga all'1,3 se il primogenito è femmina. Nel caso dei terzogeniti, se si vi sono due bambini il rapporto di mascolinità del terzo è di 1,2, ma quasi raddoppia (essendo ben al 2,13) se vi sono due bambine. Nel Comune di Prato, invece, si ha un dato di 1,35 se c'è già una bambina nel nucleo familiare e di ben 1,73 se le femmine presenti sono due.

Cina_maschi2.jpg"Una spiegazione possibile - suggerisce il quotidiano - è che il primogenito abbia distribuzione normale perché le famiglie non si curano della lotteria genetica. Così anche per il secondo nato (sebbene si registri una leggera deviazione, che potrebbe essere dovuta anche a fattori casuali). Nel caso del terzogenito, invece, se vi sono due sorelle ad attenderlo, la percentuale dei maschi sale a livelli che non sono spiegabili con un'oscillazione casuale. Esattamente come è stato documentato in America e nella stessa Cina".

Quindi "il dato dei terzogeniti resta anomalo e difficilmente spiegabile. E permane il sospetto che una parte, quand'anche ridotta, delle famiglie cinesi ricorra alla selezione prenatale dei feti", scrive Avvenire che interpella il demografo Gian Carlo Blangiardo, docente all'Università Bicocca di Milano, secondo il quale "sebbene non si abbia una prova, vi è un'indicazione tale da lanciare un forte avvertimento, in modo che si possano fare ulteriori indagini, non solo attraverso le semplici analisi statistiche".

"Si potrebbe allora parlare - secondo il quotidiano - di 'bambine che mancano all'appello', sacrificate per la ricerca di un figlio maschio, come avviene in Cina e India? È presto per dire una parola definitiva. Sono noti alcuni casi di 'cliniche' clandestine degli aborti nella comunità cinese, scoperte da inchieste giudiziarie (ma sono più numerosi gli indagati per violazioni della legge 194 nelle comunità albanese e nigeriana). E non si può nemmeno escludere che alcune donne si siano rivolte a strutture pubbliche all'interno delle regolari procedure. La relazione 2008 al Parlamento sull'interruzione di gravidanza in Italia testimonia una forte crescita del ricorso all'Ivg da parte di cittadine straniere, ma non sono disponibili dati per singole nazionalità. La Cina - conclude l'inchiesta di Avvenire - viene ricompresa sotto la categoria Asia, che nel 2006 ha visto 4.619 aborti, su un totale di 39.436 interruzioni di gravidanza compiute da donne non italiane (che hanno rappresentato il 31,6% del totale delle Ivg praticate in Italia)".

Non so se eliminando i limiti di cui sopra (campione piccolo ed artificialmente selettivo) i risultati sarebbero gli stessi oppure no. Mi sembra tuttavia un'accusa un po' grave che avrebbe dovuto essere controllata meglio prima di rendere pubbliche le conclusioni di un indagine simile.

Il quadro tracciato da Avvenire ci riporta all'idea di una comunità di cinesi che vive in Italia come se fosse ancora nel Paese d'origine che è in contraddizione col fatto che alcuni intervistati di Milano a proposito delle Olimpiadi hanno risposto che "i Giochi sono a Pechino. Qui siamo in Italia".

Fonte: Adnkronos Salute

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13 Ago 2008
alle 11:55

Fabio

Che schifo. Decenni di imposizione del Governo cinese verso i propri cittadini, circa l'aborto selettivo, e in tutto l'articolo non se ne trova traccia, anzi la si spaccia come tradizione! E il Governo totalitarista che ha deciso questo (alterano pesantemente l'equilibrio maschio femmina, altro che tradizioni) se la ride. Non c'e' limite all'ignoranza. Ma che blog e' questo?

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