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Arte italiana a Pechino con “Spirito olimpico” tra poche lodi e molte polemiche

Lunedì 4 Agosto 2008, 10:00 in Pittura e arti visive, Salutando Pechino, Sport e arte di
Il_sogno_dell'atleta__Acquaforte Aniello_Scotto.jpgLo spirito olimpico non si scorda mai, soprattutto se si fa una full immersion come è capitato all'Europa con le edizioni di Atene 2004 e Torino 2006. Per dare forma e credito a quanto è rimasto in noi di quello spirito, è stato chiesto a una cinquantina di artisti contemporanei di rappresentare la loro visione dei valori dello sport olimpico. Le 53 opere realizzate sono entrate così a far parte della mostra Spirito olimpico italiano. La comunicazione dei segni da Occidente a Oriente già partita per Pechino dove resterà, ospite di Casa Italia, dall'8 al 31 agosto. Una bella iniziativa che il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha accolto dicendo, come si legge nel catalogo, di essere "felice di poter celebrare la creazione di un genere unico di opere ispirate allo spirito olimpico..."

L'idea in sé è molto bella, ma a quanto pare questa mostra è stata accolta con poco ... spirito olimpico.

Le critiche vengono proprio dagli esperti d'arte italiani che non si sentono rappresentati dalle opere di questa mostra come promette invece il titolo.
Il portale d'arte Exibart conclude ad esempio il suo articolo polemico proprio citando la frase di Petrucci e infatti  scrive: "Genere unico??? L'ottimismo del presidente non salva questa operazione dilettantistica, ad essere generosi".
Secondo i redattori "le sorti delle italiche arti non vivranno certo giorni trionfali nella kermesse cinese anche se la mostra è allestita nelle sale di Casa Italia, e quindi in una location "ufficiale" ... non pare infatti che Spirito olimpico italiano sia in qualche modo rappresentativa dell'arte italiana, neanche di qualche aspetto di essa".
Tutto l'insieme viene descritto come "dilettantistico" non solo, o non tanto, per i nomi dei cinquanta artisti invitati - "provenienti da 12 regioni" si specifica - pressoché ignoti alle cronache, ma per il fatto che la mostra medesima risulta curata da due delle stesse artiste espositrici!"

E di dilettantismo parla anche Enzo Rossi-Ròiss, nel suo blog accanendosi in particolare contro una delle due curatrici, Renata Freccero, "docente di Cultura della Sicurezza Stradale presso la SUISM di Torino, già Prof. di Storia dell'Educazione Fisica e degli Sport presso l'ISEF di Torino, con nessuna esperienza artistico-curatoriale precedente ... nonché responsabile della impostazione grafica del catalogo con un testo d'introduzione personale".

Non conosco la curatrice e non ho visto le opere della mostra (salvo quella dell'immagine in alto), perciò non commento le opinioni di questi esperti su "spirito olimpico" in particolare. Tuttavia si potrebbe aprire un dibattito su cosa per loro non sia "rappresentativo dell'arte italiana". Non mi convince il fatto che se un autore non è noto alle cronache non è rappresentativo. Intanto, se tutti la pensassero così nessun giovane o comunque artista senza storia precedente potrebbe mai emergere anche se bravo. Ma soprattutto non credo che sia la notorietà a fare la rappresentatività o la bravura di un artista. Magari un artista più esperto ha un bagaglio di esperienze che gli permettono di esprimere meglio ciò che sentono, ma anche l'impulsività e l'entusiasmo di un neoartista potrebbero dare quel qualcosa in più a un'opera. Poi "noto alle cronache" può voler dire tante cose: si può essere "noti alle cronache" anche per aver commesso un omicidio ma questo non fa di un artista un artista migliore ... anche se commercialmente parlando...

Forse potrei essere più d'accordo su una curatrice "dilettante", ma anche qui si potrebbe fare lo stesso ragionamento.

Vorrei, in definitiva, argomentazioni più convincenti per dire che "non è rappresentativa dell'arte italiana e neanche di una sua parte". Spero perciò che la facciano vedere appena tornerà in Italia, così potremo giudicare da soli.

9
9 commenti
9
07 Ago 2008
alle 13:56

Luis

"Ma soprattutto non credo che sia la notorietà a fare la rappresentatività o la bravura di un artista." citato da E. Zerbinatti

Concordo con te Emanuela circa questo aspetto. Ho letto le considerazioni positive di Luca Genovesio e sono desideroso di vedere le opere. Mi fa piacere, in quanto italiano, che la mostra sia di ottimo livello. Nel contempo spero, pur consapevole che l'arte trascende il tempo... ci sia l'opportunità di rendere più visibili i giovani artisti italiani forse ostacolati da barriere che possono essere rappresentate da esponenti e strutture del mondo che sta "attorno all'Arte".

                                  Luis
 

8
06 Ago 2008
alle 19:09

Stefano Rollero

Gentile Angela, concordo con Luca, i giochi stanno per iniziare, speriamo bene per l'Italia, anche il Dalai Lama rivolge le sue preghiere perche' le Olimpiadi "abbiano successo e promuovano uno spirito di amicizia, apertura e pace".

 Detto ciò credo che l'arte sia sempre andata a pari passo con la società, come uno spechio ne riflette i suoi valori e principi; l’arte può essere ritenuta una delle più rilevanti forme educative dello spirito umano, ha sempre ampiliato e anticipato gli eventi della storia.

Il mio non è un giudizio negativo, anch'io credo sia opportuno lavorare per la diffusione dell'arte e della cultura.

 Perchè questo avvenga, dobbiamo avere capacità d'elaborazione critica.

Relativamente ai giovani, le cose non stanno proprio così, oggi in italia sono poche le opportunità per i giovani creativi, salvo le realtà associative, ben poco viene progettato per il sostegno dei giovani artisti.

La questione anagrafica, è ininfluente, quello che conta è lo spirito e l' entusiasmo nell' affrontare le situazioni e soprattuto viverle.

Sono però dell'idea che una rassegna così importante doveva poter dare più spazio alle future promesse dell'arte contemporanea....

7
06 Ago 2008
alle 08:51

ANGELA SEPE NOVARA

GENTILI TUTTI,

sono una partecipante alla mostra.....ringrazio per i commenti

inviati anche quelli negativi,

Credo non si dovrebbero considerare

le caratteristcheche anagrafiche dei partecipanti

ma l'esperienza

la qualità, gli anni di lavoro che hanno permesso questo accesso internazionale senza doversi rivolgere ai Santi  in

Paradiso.....i  giovani hanno oggi nel 2008 e anche da prima, tante opportunità,  sono aiutati dalle istituzioni,attraverso concorsi, borse di studio ecc.ecc. credo sia opportuno comunque lavorare nello spirito e nel tentativo di

diffondere cultura, cercando di non fermarsi alle

questioni meramente anagrafiche, ma prendendo visione

del lavoro svolto e rispettando tutti.mi sembra una considerazione sterile....(.meglio vedre la mostra.)....

L'arte non ha età!!!!.......  

Grazie ancora.

6
05 Ago 2008
alle 19:59

luca Genovesio

Che velocità nella risposta!qui è l'1 di notte e stavo per staccare. Credo che l altra mostra sia organizzata dalla Regione Lombaridia che ha uno stand. A Casa Italia mi hanno detto che a differenza di quella lombarda , quello sullo spirto olimpico, proprio per sottolineare i valori dello sport era aperta diciamo cosi a tutti i pittori e quindi immagino che avrei potuto parteciparvi...Nel mentre un caro saluto e buone gare a tutti....

5
05 Ago 2008
alle 19:32

Emanuela Zerbinatti

Luca Ma come? iniziano le olimpiadi e tu torni a casa proprio ora?

Scherzo! Anzi sono felice che tu sia capitato qui per caso perché ci hai dato l'opinione di uno che l'ha vista e che tutto sommato non è proprio uno sprovveduto in fatto d'arte.

Sull'altra mostra che citi forse è quella su cui sto indagando per parlarne

Mi incuriosisci però, avevi un quadro sullo spirito olimpico? Non è un tema facile da affrontare ...

e infatti volevo dire a Roberto proprio questo: forse mai come in questo caso l'arte doveva dare un messaggio positivo un messaggio che non urtasse nessuno. Sono in molti a pensare che il governo cinese è una cosa e il popolo cinese è quello con cui vorremmo stare. Ma boicottare la cerimonia di apertura come sento oggi, danneggia anche il popolo cinese. Ci sono dei momenti per tacere e momenti per lottare, le olimpiadi sono la festa degli atleti, dello sport e del popolo cinese: se abbiamo qualcosa da dirgli facciamolo dopo, quando saremo sicuri di "colpire" solo il governo.

Per cui il messaggio migliore della mostra forse non potevano darlo solo i giovani né solo i soliti vecchi noti. Alla fine quello che funziona è l'insieme variegato come ci ha testimoniato luca: proprio in perfetto spirito olimpico dove ci sono tutti i colori le facce le altezze i pesi le lingue e anche le età.

4
05 Ago 2008
alle 18:36

luca Genovesio

Buon Giorno sono capitato su questo blog per caso mentre mi stavo documentando sul web sulla mostra che ho appena visitato a Pechino. Sono uno studente e anche pittore. Sto studiando a Pechino e appena sapauto della mostra sono andato a visitarla a Casa Italia. Ho visto i quadri e sono meravigliosi. Guardandoli mi veniva trasmesso il volore dell'olimpiade e della pace dei popoli. Credo che i pittori abbiano perfettamente trasmesso il siginificato del passaggio dell'olimpiade dal mediterraneo all Asia. Certo alcuni artisti sono noti e altri meno. Ma è prorpio questo che la rende interessante. Artisti conosciuti vicino a quelli famosi. Un occasione unica e irripetibile. Se lo avessi saputo prima avrei donato un mio quadro. Devo dire invece che l altra mostra, credo quello sponsorizzata dalla Regione Lombardia non abbia colto in significato dell'olimpiade fino in fondo. Ci sono quadri curiosi ma non che ti toccano visibilmente come quelli sullo spirito olimpico. In ogni modo è bello che l arte sia vicino allo sport.  Nel mentro forza azzurri!

Luca Genovesio

3
04 Ago 2008
alle 17:34

Stefano Rollero

Grazie Emanuela per la risposta.

 Mi limito a farti osservare che un conto è il "popolo cinese", cui va tutto il mio rispetto, un altro è il governo, la nomenclatura del potere che tutto decide, ed è universalmente risaputo calpestando i diritti umani!

Sulla questione della mostra "spirito olimpico italiano" ho una curiosa nota da evidenziare....

 

Si parla molto di valorizzare i giovani artisti, gli under 35, quelli non rappresentati da gallerie o dal circuito dell'arte pubblica, quelli che sono svincolati da motivazioni meramente mercatali, con le carte in regola per attirare l'attenzione del pubblico, perchè il loro lavoro è solo parte della propria esperienza creativa, e mi trovo nonni e nonne.......

Curatrice del catalogo: Renata Freccero, "docente di Cultura della Sicurezza Stradale presso la SUISM di Torino, già Prof. di Storia dell'Educazione Fisica e degli Sport presso l'ISEF di Torino, con nessuna esperienza artistico-curatoriale precedente ... nonché responsabile della impostazione grafica del catalogo con un testo d'introduzione personale".

 

 

Tra i 50 artisti provenienti da 12 regioni, quanti Torinesi........................................

Nespolo Ugo nato a Biella nel 1941 non ha bisogno di presentazioni......

Giacomo Soffiantino,nato a Torino nel 1929 e residente

Francesco Tabusso, nato a Torino nel 1930 e residente

Sigora Veremejenco Tatiana nata a Bologna ma residente a Baldissero Torinese

Signora Elisabetta Viarengo nata a Torino e residente

Signora Luisella Rolle nata a Torino residente a Pino Torinese

Signora Giuliana Tucci di Chieri (Torino)

Gianni Verna nato a Torino nel 1942 residente a Ozegna (Torino)

2
04 Ago 2008
alle 14:14

Emanuela Zerbinatti

Caro Stefano dubito fortemente che ci siano accenni simili. Per quanto l'arte abbia anche una funzione di denuncia sempre possibile, per come è stata formulata la richiesta agli artisti sembra più un voler rappresentare i valori dello sport "come dovrebbero essere" piuttosto che "come non sono". Poi tieni presente che tutti gli artisti dovevano dare la loro interpretazione di come lo spirito sportivo è percepito da un italiano e noi sulla Cina e i cinesi diciamo tanto senza sapere nulla. Se fossi stata un'artista e l'avessero chiesto a me non avrei cercato la polemica distruttiva, ma la proposta costruttiva

Se c'è una cosa che sto cercando di dire da quando ho iniziato a seguire le olimpiadi con il blog ArteeSalute è stato proprio questa: non sono d'accordo con tanti loro modi di affrontare la questione dei diritti umani o la salute del pianeta, ma qualcosa sta cambiando, lodiamo i loro primi passi in modo che si fidino e ne facciano altri. Se tronchiamo il loro flebile tentativo di apertura, i loro sforzi, con accuse e richieste pretestuose e pretenziose (visto che nemmeno noi siamo santi), finisce che gli facciamo scappare la voglia. Diamogli tempo e prendiamoci tempo per lavare i nostri panni sporchi e cambiare atteggiamento verso di loro, ma non mettiamo i bastoni tra le ruote allo spirito olimpico. Ci sono già gli atleti che con il doping stanno distruggendo il Sogno, dobbiamo metterci anche noi spettatori?

In altri contesti e occasioni, direi che la questione che sollevi è più che legittima e da approfondire. Ma in per queste olimpiadi lasciamo che i cinesi ci diano quello che si sentono di dare senza chiedere, senza pretendere, nulla più.

Si sono assunti un bel rischio dal loro punto di vista chiedendo l'assegnazione dei giochi a una loro città. Concediamogli almeno questo

;-)

1
04 Ago 2008
alle 13:30

Stefano Rollero

Sono curioso di sapere se ci sono tra le opere degli artisti italiani "selezionati" per la kermesse cinese, spunti critici al regime e al nuovo «consumismo capitalista di Stato», sulla repressione dei diritti civili e sfruttamento dei lavoratori in Cina e della oppressione al popolo Tibetano.

 L'arte è solo una componente decorativa o può trovare spazio con argomenti legati alla società contemporanea?

A tale proposito ricordo un pensiero di Pablo Neruda ( Confesso che ho vissuto, Einaudi,) di tanti anni fa, ma attualissimo, un segno dei tempi....: "Io so che l'arte ha sempre ampliato gli orizzonti del nostro vedere e della nostra coscienza. Sempre, nel passato e anche oggi.

Anche se non può intervenire sulla storia e sulla vita, almeno può denunciare, puntualizzare. E mai come oggi l'arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi. Anche se troppo spesso questo suo ruolo, dagli animi semplici, viene interpretato come un deragliamento."

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