Artathlos: l’atleta diventa modello per l’arte

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Artathlos.jpgAll'Haidian Exhibition Center di Pechino scende in campo l'atleta visto con l'occhio attento e sensibile dell'artista teso a scrutarne il lato più umano e vero. Artathlos, la rassegna artistica dedicata alla fatica e alla figura dell'atleta organizzata da Italia Team nell'ambito del programma di Casa Italia, vetrina dell'eccellenza italiana ai XXIX Giochi Olimpici, si è proposta  di superare il divario tra arte e sport, affidando a venti artisti, in maggior parte lombardi, il compito di interpretare lo sport e l'atleta in particolare attraverso le tecniche espressive più diverse, dalla stampa digitale all'acrilico, dalla matita al carboncino, dall'olio alla fotografia.

"Il cuore della loro ricerca - ha spiegato, infatti, il direttore artistico della rassegna, Piero Addis - più che l'agonismo o l'aspetto performativo, è stata l'umanità dell'atleta con le sue possibili imperfezioni, tensioni, fragilità, che ne determinano comunque una bellezza, ma senz'altro più vera".
Artâthlos nasce con l'intento di "colmare il divario tra sport e cultura, riappacificando gli estremi in una mostra classica e contemporanea al tempo stesso. Visti attraverso i colori vivaci, le tinte calde di alcuni artisti o l'elaborazione digitale di altri, gli atleti rinascono in una contemporanea versione svestendosi dei panni eterni degli eroi per indossare quelli più logori, sfranti ma veri, della propria umanità".

La mostra sostenuta dalla Regione Lombardia con il patrocinio di Panathlon International, Comitato Expo 2015, ambasciata d'Italia in Cina, comune di Milano, Camera di Commercio Italiana in Cina e Beijing 2008 che ha concesso anche l'utilizzo del logo, resterà aperta al pubblico fino al 24 agosto presso l'Haidian Exhibition Center, nel cuore del Zhongguan Village, la cosiddetta "Silicon Valley cinese", che dista soli cinque chilometri dallo Stadio Olimpico di Pechino.

Artathlos si affianca quindi all'altra mostra tutta italiana presente a Pechino in queste giornate olimpiche, ma a differenza di "Spirito olimpico", non è stata così criticata o accusata di non rappresentare l'arte e gli artisti italiani per eccesso di "dilettantismo".

Tuttavia il post dedicato alla mostra di opere rappresentative dei valori dello sport, oltre ad aver sollevato un'interessante discussione intorno a vari aspetti dell'arte su cui torneremo, ha visto la partecipazione in particolare di Il bello, studente italiano a Pechino, che avendo visitato entrambe, ci ha detto di essere rimasto più colpito proprio da "Spirito olimpico", perché ha saputo cogliere meglio i valori dello sport e delle olimpiadi, e di Angelina Sepe Novara, artista che ha partecipato alla mostra "Spirito olimpico" con l'opera "Fiamma olimpica" la quale rispondendo al commento di Stefano Rollero ha ribadito l'indipendenza della rappresentatività di un artista dal fattore età.

Tutti argomenti su cui torneremo grazie anche all'incoraggiamento che mi date con i vostri commenti ispirati, intelligenti ed educati.

Fonte: Adnkronos

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