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Artathlos: l’atleta diventa modello per l’arte

Lunedì 18 Agosto 2008, 17:26 in Pittura e arti visive, Salutando Pechino di
Artathlos.jpgAll'Haidian Exhibition Center di Pechino scende in campo l'atleta visto con l'occhio attento e sensibile dell'artista teso a scrutarne il lato più umano e vero. Artathlos, la rassegna artistica dedicata alla fatica e alla figura dell'atleta organizzata da Italia Team nell'ambito del programma di Casa Italia, vetrina dell'eccellenza italiana ai XXIX Giochi Olimpici, si è proposta  di superare il divario tra arte e sport, affidando a venti artisti, in maggior parte lombardi, il compito di interpretare lo sport e l'atleta in particolare attraverso le tecniche espressive più diverse, dalla stampa digitale all'acrilico, dalla matita al carboncino, dall'olio alla fotografia.

"Il cuore della loro ricerca - ha spiegato, infatti, il direttore artistico della rassegna, Piero Addis - più che l'agonismo o l'aspetto performativo, è stata l'umanità dell'atleta con le sue possibili imperfezioni, tensioni, fragilità, che ne determinano comunque una bellezza, ma senz'altro più vera".
Artâthlos nasce con l'intento di "colmare il divario tra sport e cultura, riappacificando gli estremi in una mostra classica e contemporanea al tempo stesso. Visti attraverso i colori vivaci, le tinte calde di alcuni artisti o l'elaborazione digitale di altri, gli atleti rinascono in una contemporanea versione svestendosi dei panni eterni degli eroi per indossare quelli più logori, sfranti ma veri, della propria umanità".

La mostra sostenuta dalla Regione Lombardia con il patrocinio di Panathlon International, Comitato Expo 2015, ambasciata d'Italia in Cina, comune di Milano, Camera di Commercio Italiana in Cina e Beijing 2008 che ha concesso anche l'utilizzo del logo, resterà aperta al pubblico fino al 24 agosto presso l'Haidian Exhibition Center, nel cuore del Zhongguan Village, la cosiddetta "Silicon Valley cinese", che dista soli cinque chilometri dallo Stadio Olimpico di Pechino.

Artathlos si affianca quindi all'altra mostra tutta italiana presente a Pechino in queste giornate olimpiche, ma a differenza di "Spirito olimpico", non è stata così criticata o accusata di non rappresentare l'arte e gli artisti italiani per eccesso di "dilettantismo".

Tuttavia il post dedicato alla mostra di opere rappresentative dei valori dello sport, oltre ad aver sollevato un'interessante discussione intorno a vari aspetti dell'arte su cui torneremo, ha visto la partecipazione in particolare di Il bello, studente italiano a Pechino, che avendo visitato entrambe, ci ha detto di essere rimasto più colpito proprio da "Spirito olimpico", perché ha saputo cogliere meglio i valori dello sport e delle olimpiadi, e di Angelina Sepe Novara, artista che ha partecipato alla mostra "Spirito olimpico" con l'opera "Fiamma olimpica" la quale rispondendo al commento di Stefano Rollero ha ribadito l'indipendenza della rappresentatività di un artista dal fattore età.

Tutti argomenti su cui torneremo grazie anche all'incoraggiamento che mi date con i vostri commenti ispirati, intelligenti ed educati.

Fonte: Adnkronos

6
6 commenti
6
24 Ago 2008
alle 00:03

Stefano Rollero

Ciao Emanuela, Luis, i nostri atleti lanciano un segnale donando i loro cimeli sportivi al Dalai Lama, e sollecitano la politica italiana ad uscire allo scoperto sui diritti umani, senza più «coda tra le gambe».

Ho aprezzato molto il duro attaco di Josefa Idem, argento della canoa: "Va denunciata la grossa ipocrisia. La politica ha chiesto a noi atleti grandi gesti, mentre loro non hanno gli attributi. E tutti fanno affari con la Cina".

Detto ciò, sono sempre piu convinto che gli italiani sono ipocriti, in tutti i campi, compresi i curatori delle mostre! Perchè ognuno di noi non sà darsi da fare per cio' che puo'? Perchè si deve sempre aspettare che sia "qualcun altro", oltre ad essere lesivo dei nervi è anche il benestare al "controllo" sulle nostre vite e sulle nostre liberta'.

Cara Emanuela, quando ho letto: "Opere di protesta in Cina non sarebbero mai entrate ma non solo perché il governo cinese le avrebbe bloccate, ma perché i curatori della mostra per primi le avrebbero bloccate", mi sono subito venute in mente almeno quatto o cinque composizioni siboliche adatte ad aquisire i connotati dell'entità evocativa dello sport e dei diritti umani!

L'artista (ovviamente parlo per gli astrattisti) è in grado di rappresentare tutte le manifestazioni umane, il loro significato può produrre vari piani di interpretatività dilatando i confini del linguaggio e della percezione deterministica dell'esistenza.

Cioè tramettere nella tela la doppia dimensione dell'esistenza rappresentata da ciò che appare ma non esiste o da ciò che esiste ma è nascosto.

Non mi permetterei mai dare lezioni a nessuno, ma sorge spontanea una domanda: i linguaggi artistici sono in grado di elaborare azioni creative volte alla ricerca espressiva in relazione con gli eventi ed al contesto culturale in cui si colloca?

Credo che lo spirito e la portata etica di una società si riconosca attraverso i valori, valori che si configurano nelle forme simboliche: l'artista che prende ordini creativi è un decorativo, svolge un lavoro sterile....

L'arte non è pura espressione estetica fine a se stessa, ma un costante processo di veicolazione di idee, un ritmico flusso di energie che da oggetto significante si tramuta in significati. Scusate lo sfogo.

5
23 Ago 2008
alle 19:20

Emanuela Zerbinatti

Stefano, l'illustre esempio che fai è senza dubbio indicativo di un importante compito dell'arte. Però bisogna anche provare a pensare a cosa avrebbe fatto Picasso messo nelle condizioni di questi artisti. Opere di protesta in Cina non sarebbero mai entrate ma non solo perché il governo cinese le avrebbe bloccate, ma perché i curatori della mostra per primi le avrebbero bloccate.

Secondo me se vuoi avere l'opportunità di dire ciò che pensi devi evitare di farti tappare la bocca. In pratica bisogna farsi anche un po' furbi. Pablo Picasso sarebbe riuscito a farla a tutti sotto il naso senza che nessuno potesse accusarlo di nulla perché sarebbe riuscito a dire senza dire, però lui era Picasso.

Comunque

4
23 Ago 2008
alle 18:40

Luis

Post veramente interessante per l'impostazione e i commenti.  L'esempio di Stefano è di forte impatto.La genialità di Pablo Picasso gli permise di realizzare un capolavoro di "denuncia" per mezzo dell'espressione artistica. Il governo repubblicano spagnolo si sentì rappresentato dall'opera commissinonata all'Artista e in ogni caso consentì "la libertà espressiva". Non credo ci siano le premesse per accostare le due realtà politiche. La Cina si sa che non ha rispettato gli impegni presi al momento dell'assegnazione delle Olimpiadi a Pechino e non credo che avrebbe accettato opere di denuncia contro il proprio regime repressivo. 

3
22 Ago 2008
alle 14:36

stefano

Ciao Emanuela, vorrei fare un pò di chiarezza. Senza nulla toglie alla valida rappresentazione dello "spirito olimpico", i valori dello sport, la passione dell'atleta, espressa da validi artisti.

Detto ciò, queste olimpiadi si sono svolte in un paese dove il popolo è sottomesso al potere, dove i diritti unani non sono rispettati, anzi calpestati! Ecco l'incipt per coniugare il messaggio olimpico con quello del pensiero critico.

Per capire, vorrei riportare un'esempio eclatante ( la storia insegna) . Pablo Picasso ( il più grande maestro della pittura del XX secolo) , per incarico del governo repubblicano spagnolo fu incaricato a decorare il padiglione spagnolo durante l'Esposizione mondiale di Parigi nel 1937.

Cioè, creare un' opera che potesse rappresentare la Spagna all'Esposizione mondiale e che fosse in grado di attirare l'attenzione dell'Europa.

Poteva benissimo immaginare di dipingere un soggetto con i colori della Spagna: il bianco dell'Andalusia, il rosso della corrida, l'azzurro dell'oceano fino all'esplosione dei colori del sole, ecc..
L'artista invece decise di raffigurare il tragico bombardamento di Guernica ( cittadina basca) compiuta dall'aviazione nazista : volle rappresentare l' abominevole brutalità di quest'azione contro la popolazione del piccolo villaggio sotto forma di una "Strage degli Innocenti".

In "Guernica" ogni segno, ogni figurazione tende all'espressione del fatto; la deformazione accentua una verità delle cose.

In pratica, Picasso esprime in Guernica la sua opposizione ai regimi totalitari che poi si diffusero in Europa, e lo fa mediante la rappresentazione di un terribile evento bellico: la distruzione! Picasso leva alta la sua voce contro l’eccidio e si schiera dalla parte dei popoli oppressi.

2
19 Ago 2008
alle 22:34

Emanuela Zerbinatti

Non so Stefano se la risposta alla tua ultima domanda sia sì.

Cercando di carpire qualche immagine delle due mostre devo dire che mi accodo a Il Bello: per quanto le premesse non lascino speranza (l'inesperienza della curatrice) in realtà più emozioni me le hanno suscitate le opere di Spirito olimpico.

Il mio giudizio è assolutamente personale e non da critica d'arte, e tengo presente che i temi trattati erano molto diversi (l'atleta, le emozioni e il suo vissuto da un lato e i valori dello sport e delle olimpiadi dall'altro) e che di artathlos mi manca ancora qualche opera, ma da quello che ho visto finora, nelle opere di artathlos non riesco a cogliere la sofferenza o la passione dell'atleta. E pensa che avrei detto che non mi davano sensazioni in questo senso nemmeno se non avessi saputo il tema della mostra. Forse è vero che in spirito olimpico non c'è proprio tutta l'arte italiana, ma sicuramente ci sento più interpretazione personale, più lavoro su se stessi per dare forma alle emozioni.

Però ripeto è solo un giudizio personale e non da esperta o da persona che ha tutti i dati per giudicare.

Riguardo alle opportunità per i giovani sono d'accordo che gliele si deve dare altrimenti quando mai diventeranno "vecchi", però questo era un "palcoscenico" speciale per un'occasione speciale che capita una volta nella vita: un'equa distribuzione per età, sesso e notorietà in modo da essere davvero olimpici nel lavoro poteva essere la soluzione migliore. Ti immagini se alle olimpiadi venissero ammessi solo giovani perché è la loro manifestazione? che ne sarebbe della Idem, della Torres e di tutti gli altri sportivi che hanno vinto una medaglia non proprio imberbi: per certi sport le olimpiadi sono l'unica possibilità di dire "ci sono anche io" perché farne una questione di età?

E' davvero un peccato però dover vedere queste due mostre in antitesi: guadando le olimpiadi da due punti di vista diversi ma ugualmente importanti intenderle come complementari sarebbe stato più bello. Purtroppo credo che affiancarle sarebbe fare un torto a "spirito olimpico". Non che questa mostra sia perfetta, alcuni avrebbero potuto fare di più, ma meglio dell'altra è sicuramente.

Tu a quale avresti partecipato? io sono ancora indecisa: Spirito olimpico ha un tema più astratto, ma una volta afferrato essere banali è quasi impossibile, Artathlos invece ha un tema in apparenza più abbordabile ma svolgerlo prima delle olimpiadi ha poco senso. Già dopo due settimane di gare i pianti la gioia, la fatica e la passione visti avrebbero cambiato tutto il nostro modo di rappresentare l'atleta. I valori dello sport invece sono chiari a priori: sono il motivo per cui ci si va o le si guarda. Quindi direi che Spirito olimpico avrei partecipato in preolimpiade e ad artathlos solo dopo.

Comunque continueremo a parlarne e poi ci sono sempre le paralimpiadi e lì sì che di valori da rappresentare ce ne sono

1
19 Ago 2008
alle 20:45

stefano

D'accordo con l'intento di superare il divario tra arte e sport, quindi inetrpretare lo sport e l'atleta attraverso le espressioni artistiche, espandendo il concetto a cosa gravita intorno a sè.....

La questione sollevata nel precedente post (Arte italiana a Pechino............tra poche lodi e molte polemiche, pubblicato da Emanuela) è relativa "alla curatrice" della rassegna, non proprio collaudata alle esperienza artistiche....

Ho sollevato la mancata opportunità per i giovani. Bastava prendere contatti con L'Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, un organismo che raccoglie numerose amministrazioni locali allo scopo di sostenere la creatività giovanile. 

Ultima questione, quando l'arte è impegno sociale, quando gli artisti fanno comprendere il concetto di libertà, affinché l’essere umano si confronti con se stesso e si faccia portatore e plasmatore del proprio futuro e del futuro degli altri.

Invito tutti ad una profonda riflessione sul senso etico di questi XXIX giochi olimpici; all' Haidian Exibition Centert di Pechino, le espressioni artistiche "tutte italiane," possono rappresentare "una speranza" per tutti quei cinesi che ne sono affamati?

 

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