L'arte di curare e guarire
Adesso però quella lezione è finita: il professore è morto giovedì, portato via dal tumore al pancreas di cui sapeva di soffrire da tempo. "Un problema di sistema" lo aveva chiamato di fronte ai 400 studenti della Carnegie Mellon, spiegando che benché avesse sempre goduto di "forma fisica strepitosa", aveva ben dieci metastasi al fegato e gli restavano solo pochi mesi di vita. Da 3 a 6 secondo i medici. Pochi per chiunque, ma per lui erano ancora tutta una vita da vivere fino in fondo.
E infatti non ha più voluto parlare della morte, ma solo della vita. Ricordava i sogni di quando era bambino e sottolineava l'importanza di sognare e realizzare i propri desideri. «Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, solo il modo in cui giochiamo la mano» è una delle sue frasi più celebre pronunciate in quell'ultima lezione del 18 settembre, ma ripetuta insieme ad altre anche dopo, quando ormai i media se lo contendevano per raccogliere direttamente la sua testimonianza di vita nonostante la consapevolezza di non avere più molto tempo.
E proprio il concetto di "tempo" era l'ovvio punto di arrivo di tutto il suo discorso: «Trovate la vostra passione e seguitela - disse -, non smettete di cercarla perché altrimenti ciò che state facendo è solo aspettare la Mietitrice. Non la batterete vivendo più a lungo, ma vivendo bene e pienamente, perché ella verrà comunque per me come per voi».
Lui, che il Time ha citato tra le cento persone più influenti del mondo, la morte l'ha affrontata a viso aperto e ha vinto perché il messaggio profondo seppur pieno di umorismo e ottimismo, rimarrà sempre con la sua famiglia, i suoi studenti e tutti quelli che avranno avuto il coraggio di ascoltare le parole di un uomo che dice "vivrò" quando tutto dimostra il contrario attraverso le pagine del libro, o il video della lezione o alcuni dei suoi numerosi interventi pubblici.
Luca Chittaro
del blog Interattivo del Sole24ore ha cercato di seguire le (rare) apparizioni pubbliche di Randy Pausch, i cui contenuti potete ripercorrere cronologicamente in questi post:20/09/2007, L'ultima lezione di Randy Pausch
18/02/2008, La nuova lezione di Randy Pausch: gestire il proprio tempo
21/02/2008, Usare meglio e-mail e telefono, poi uccidere la televisione
9/06/2008, La Terza lezione di Randy Pausch: sconfiggere la grande mietitrice
Che coraggio! Che dignità e che esempio! Fa parte delle persone che rendono il mondo migliore e che ci aiutano ad affrontare la vita con più entusiamo e la morte come un traguardo da "conquistare" con dignità e serenità.
Sigarette elettroniche fanno male: allarme da scienziati: "nicotina nel vapore: po…
Effetto Picasso e il cervello non riconosce più i volti
Primavera Rugby Day: Bambini autistici e normodotati giocheranno insieme. Via al n…
Poesie Festa della mamma: auguri con Giovanni Pascoli
Un legame genetico tra creatività e psicosi
alle 14:01
Emanuela Zerbinatti
Sono d'accordo con te Luis e posso aggiungere che internet e la rete sono una benedizione nel suo caso perché permetteranno di conoscerlo anche alle generazioni future e a tutti quelli che ogni tanto avranno bisogno di ripassare la sua ultima straordinaria lezione di vita.
Pensa che ha davvero cercato di realizzare tutti quei vecchi sogni che crescendo si comincia ad accatastare come se lo scopo per cui li si fa nascere a un certo puto diventi quello: oltre a godersi pienamente la sua famiglia, dopo la diagnosi ha fatto una collaborazione con la Disney che era appunto uno di questi.