L'arte di curare e guarire
Un'atleta si è giocata la medaglia per ... una cerniera rotta! Le olimpiadi sono quelle di Barcellona del 1992 e l'atleta è Maria Petrova, una ginnasta della ritmica, a cui vengono tolti due decimi di punto perché la rottura della cerniera del suo body durante l'esercizio col cerchio lascio intravedere la schiena nuda. Non è un eccesso di pudicizia, ma un'applicazione, forse un po' troppo zelante, del regolamento che impone alle ginnaste di indossare abiti che non lascino parti scoperte del corpo.
Qualche anno prima (1988) a Seul, la ginnasta bielorussa (all'epoca sovietica), Marina Lobach, si salvò in extremis da un'altra penalizzazione "come da regolamento" grazie al ... pianista. All'epoca, infatti, le ginnaste erano accompagnate da un pianista che suonava dal vivo. Nell'esercizio alle clavette, la Lobach, che pure era a punteggio pieno dopo tutti gli altri attrezzi, rischiò di uscire dal podio perché stava superando i tempi massimi consentiti. Quando il pianista Anatoly Vekshin se ne accorse, si mise a suonare sempre più velocemente per dare il ritmo alla Lobach che finì così nei tempi e vinse la medaglia. Salvata dal pianista!
E queste solo per citare le più curiose, ma ci sono anche storie eroiche, come quella dell' "uomo rana" Ray Ewry che da poliomielitico, in un'epoca (era l'inizio del XX secolo) in cui un uomo malato era socialmente morto, potenzia i muscoli, riesce ad alzarsi, poi a camminare, a correre fino a vincere 10 ori nel salto da fermo. E l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo.
Agile, completo e ben impostato: per ogni fase della storia olimpica, dall'antichità a oggi, prevede una serie di domande e quattro risposte fra cui scegliere. Insomma un utilissimo strumento soprattutto per quanti vogliono mettere alla prova la propria conoscenza delle Olimpiadi divertendosi.
Anche in questo caso, come nel questionario sul doping, ci sono le risposte e soprattutto la spiegazione. Qui però di domande ce n'è un intero libro composto da ben 172 pagine, così avrete di che stare impegnati per tutta l'estate. In fondo, non potrebbe essere altrimenti vista la vastità dell'argomento rispetto al doping che ne è solo una parte, la peggiore purtroppo.
Il tono è leggero e a tratti umoristico, sennonché proprio questa leggerezza a volte tradisce l'autore. Nel recensire questo libro Fausto Narducci, della Gazzetta dello sport, non perdona a Facchini il modo troppo scanzonato che usa per parlare di Shane Gould, una delle più grandi nuotatrici di tutti i tempi: "Va bene la presumibile giovane età dell'autore dei test, - scrive Narducci - ma vantarsi di non aver mai sentito il nome di Shane Gould, oltre che far inorridire il nostro collega Claudio Gregori che della Gould è uno storico ammiratore, fa storcere la bocca anche a noi che non abbiamo dimenticato una delle icone di quella magica (e tragica) Olimpiade tedesca". Ma a parte questo scivolone, il libro si salva anche per il giornalista che scrive, infatti, "salvo questi eccessi di disinvoltura (e dichiarata ignoranza della materia) il libro a test scorre benissimo ed è anche ben scritto, dimostrandosi forse il modo migliore per preparare anche noi addetti ai lavori all'avventura olimpica".
E se domande, risposte o cenni storici non vi bastano, ben inserite nel contesto trovate anche le testimonianze dei campioni olimpici che Facchini ha intervistato direttamente in Italia, con ricordi originali e freschissimi che ci accompagnano ai tempi più recenti della storia olimpica e all'ultimo capitolo dedicato a Pechino, colmo di notizie e particolari.
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