L'arte di curare e guarire
"Nella mia vita ho sempre sofferto di cefalee ed emicranie anche molto violente, ma dopo l'uscita di Volver è iniziato un periodo di crisi più forte degli altri associato a una grave forma di fotofobia. Non potevo accendere la luce, né vedere dvd o scrivere al computer. Un vero paradosso per un regista che ama i colori accesi e vive in mezzo ai riflettori. È stato così invalidante che per mesi ho dovuto vivere al buio di una stanza. Potevo solo fantasticare ed è così che ho concepito Los abrazos rotos" ha detto il regista.
My movies lo ha definito "un noir anni '50 con i consueti toni da commedia colorata alla Almodóvar" il che è tutto dire visto come è nato. Comunque non aspettatevi un racconto autobiografico in senso stretto, lo stesso Almodóvar ha rassicurato su questo dicendo che non si parla né di mal di testa né delle intense terapie neurologiche a cui è stato sottoposto. Tuttavia il suo vissuto di malato sembra essere riuscito a trovare comunque un modo per esprimersi. Nella parole di Almodóvar Los abrazos rotos "è un romanzesco film d'amore e dolorosi tradimenti in cui però l'oscurità e il buio avranno un ruolo determinante per la protagonista interpretata da Penelope Cruz che nella finzione vive una doppia vita: in una è la donna del dolore, bruna, con frangetta alla Audrey Hepburn, nell'altra è invece bionda, spiritosa e molto pop."Forti contrasti luci e ombre, colori vivaci e nero intenso, anime divise in due dal dolore... Non vi ricordano i quadri degli artisti emicranici di cui abbiamo appena parlato?
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