La medicina cinese e gli esagerati del doping

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MTC.jpgParlando di omeopatia e medicina alternativa non si può non nominare anche la medicina tradizionale cinese, tanto più ora che ci stiamo avvicinando alle Olimpiadi di Pechino.

Una notizia davvero singolare a questo proposito è stata data proprio all'inizio di quest'anno, quando Dai Jianping, uno dei medici ingaggiati dagli organizzatori per occuparsi della salute degli atleti olimpici, ha dovuto rassicurare sul fatto che "la medicina cinese basata sulle erbe non è doping". Nei mesi precedenti, alcuni esperti avevano, infatti, dichiarato che questi prodotti potrebbero far risultare positivi ai test antidoping gli atleti che ne fanno uso in virtù delle loro proprietà dopanti. Probabilmente parecchi visto che la Cina, in quanto nazione ospitante, partecipa con i suoi atleti in tutte le discipline. Il problema riguarderebbe però anche i rappresentanti di altre nazioni visto che la medicina tradizionale cinese è molto diffusa in tutto il mondo e che soprattutto gli sportivi possono preferirla alle terapie occidentali proprio nel timore di risultare positivi a sostanze vietate assunto invece senza l'intenzione di migliorare le prestazioni sportive.
A sentire il medico cinese invece gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi potranno stare tranquilli. "Non c' è nessuna relazione diretta tra la medicina cinese basata sulle erbe ed il doping" ha dichiarato "tutte le medicine tradizionali in circolazione devono essere approvate dalle autorità sanitarie e che tutti i loro ingredienti vengono analizzati e classificati. La medicina tradizionale esiste da migliaia di anni ed è molto benefica per l'organismo umano. Come le medicine occidentali, quelle tradizionali proteggono il corpo. Sarebbe come dire che la vitamina C è una droga".

Di doping comunque si sta parlando molto anche in questi giorni. Infatti, un'altra notizia curiosa c'è l'ha appena data Guido Tedoldi di  Come se fosse sport, parlando di Dwain Chambers, uno squalificato a vita per doping che vuole correre alle Olimpiadi di Pechino. Senza vergogna insomma.Ci sarebbe da piangere, soprattutto considerando che le notizie di nuovi casi di doping sono praticamente quotidiani. Tanto per stare in tema olimpico il caso più eclatante degli ultimi giorni è quello della magistratura greca che si è vista costretta ad iscrivere nel registro degli indagati 25 persone dopo che ben 11 membri su 13 della sua squadra olimpica di sollevamento pesi è risultata positiva ai controlli.
Veronica Campbell.jpgMa voglio prenderla sul ridere così vi segnalo un'altra esternazione da "assumere con cautela" perché, come i farmaci, può nuocere gravemente alla salute. L'olimpionica jamaicana dei 200 metri Veronica Campbell proprio a questo proposito avrebbe detto che "gli atleti assumerebbero meno sostanze dopanti se ci fossero pene più severe, come la prigione o la pena di morte". E che esagerata! Per un'atleta l'interdizione a vita da tutte le competizioni sportive e il ritiro delle medaglie eventualmente vinte è già una condanna a morte. Morale, ma sempre condanna pesante. Che la sospensione di due anni non sia un buon deterrente per ridurre i casi di doping magari è anche vero, ma la pena di morte non è la soluzione giusta nemmeno per reati come l'omicidio.

Facciamo finta che stesse scherzando e speriamo che nessuno la prenda alla lettera. Aggiungeremo la sua uscita nello "stupidario olimpico", tanto anche quello si arricchisce ogni giorno con "simpatiche" novità, come appunto le frasi terroristiche che qualcuno lancia sulla medicina tradizionale cinese dimenticando evidentemente la collocazione geografica di Pechino!

D'altra parte vi ho già parlato del fatto che intorno alle medicine non convenzionali (MNC) si sollevano sempre grandi polveroni. Non c'è niente da fare, l'omeopatia e tutte le altre terapie alternative non sembrano lasciare spazio alle mezze misure: o le si odia o le si ama. Così o si è fanatici che usano prodotti con la stessa leggerezza con cui si usano gli integratori alimentari o la si considera una pseudoscienza che sfrutta la suggestionabilità delle persone e l'effetto placebo in grado di far sembrare miracolosa anche la semplice acqua e zucchero. Quando accadono fatti di cronaca come quelli che nei giorni scorsi hanno visto perdere la vita due ragazzini per aver abbandonato la medicina "ufficiale" a favore dell' "alternativa" nonostante fossero seriamente malati, la tensione e gli scontri verbali tra le due opposte fazioni aumentano in maniera esponenziale: più se ne discute, meno si arriva a un accordo.

Dubito che dai post precedenti siate riusciti a capire in quale "schieramento" io sia. In fondo è vero che vi ho detto dell'allarme unanime lanciato da medici e VIP, ma vi ho anche riportato le dichiarazioni di medici tradizionali e omeopati che in coro condannano l'abusivismo nella professione e la ciarlataneria che specula sui bisogni e le debolezze dei malati, vendendogli illusioni al prezzo della salute stessa e purtroppo qualche volta anche della vita. In altre parole ho cercato di essere obiettiva senza condannare a priori nessuna delle medicine non convenzionali. Sì perché ad essere finiti nella bufera non sono solo gli omeopati e gli ayurvedici, i cui due sedicenti rappresentanti hanno di fatto condannato a morte i minori consigliando ai loro genitori di interrompere le terapie precedenti, ma anche tutti gli altri esperti di MNC compresi gli agopuntori che giusto questo fine settimana, in occasione del XXII Congresso internazionale di Agopuntura, riunito a Bologna, si sono sentiti di dover precisare che "l'agopuntura non è stregoneria". I portavoce della Fondazione Matteo Ricci, in particolare, hanno invitato a non "fare di tutta l'erba un fascio: gli agopuntori sono medici e non si sognerebbero mai di sospendere dei farmaci salvavita. L'agopuntura è scienza e proprio per questo abbiamo realizzato con l'università di Firenze, un sito che raccoglie le principali evidenze scientifiche pubblicate giornalmente sulle principali riviste internazionali".

Personalmente non utilizzo prodotti omeopatici, né li consiglierei ai miei pazienti per il semplice fatto che credo di aver bisogno di più dati per giudicare. Ma non sono prevenuta e anzi mi piace l'aria nuova che si respira nel mondo delle MNC. Oggi la maggior parte delle scuole cerca di autodisciplinarsi escludendo, se il caso, elementi ritenuti non compatibili col loro modo di pensare o agire basato sempre più spesso su criteri di scientificità. In altre parole sembrano finiti i tempi in cui le varie medicine alternative lavoravano senza aver mai provato a dimostrare il fondamento scientifico della loro arte. E l'agopuntura è stata forse la prima ad adeguarsi, infatti posso dire che da quello che ho letto, questa è l'unica MNC che ora come ora mi sentirei di usare o consigliare. Sono quindi pronta a ricredermi anche sull'omeopatia e per dimostrarvi che non sono prevenuta nei confronti dell'omeopatia, ma aperta al confronto e disponile a considerarla tra le possibilità terapeutiche qualora trovassi dati che dimostrano  un'efficacia pari o superiore a quella dei rimedi farmacologici con un minor numero di effetti collaterali, voglio parlarvi dell'omeopatia nell'arte.

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