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Arte emicranica

Venerdì 25 Aprile 2008, 10:49 in Casi clinici, La malattia nell'arte, Pazienti illustri, Video di
Migraine art.jpgAlzi la mano chi non ha mai avuto mal di testa in vita sua! Quasi nessuno vero?! La cefalea è uno dei disturbi più comuni che possono affliggere l'uomo. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi isolati, magari dovuti a una giornata particolarmente stressante o a un pasto abbondante e incongruo che, per quanto fastidiosi, non creano grosse limitazioni e soprattutto si risolvono spontaneamente. In alcune persone, invece, la frequenza o l'intensità dei singoli episodi di mal di testa fa assumere a questo disturbo i connotati di una vera e propria malattia che limita più o meno fortemente le attività quotidiane. È il caso per esempio dell'emicrania.
In questa patologia, gli attacchi dolorosi possono durare da poche ore fino a vari giorni ma possono essere molto disabilitanti. Si calcola che tra il 10 e il 15 per cento della popolazione generale abbia avuto almeno un episodio di emicrania nel corso della vita. Ebbene anche questi pazienti, come tutte le persone che soffrono di dolori cronici o ricorrenti, possono far fatica a spiegare agli altri che cosa provano, perciò anche loro potrebbero trovare nell'arte una via di comunicazione preferenziale. Di fatto è capitato e per molti artisti famosi che si sa o si pensa abbiano sofferto di emicrania si è anche notata una certa influenza della malattia sulla produzione artistica. Molti studiosi ritengono per esempio che sia possibile mettere in relazione lo sviluppo dello stile metafisico di Giorgio De Chirico con le sue esperienze emicraniche.

Vi propongo quindi un video di "arte emicranica" (Migraine art) al termine del quale potrete leggere le caratteristiche principali della malattia in modo che anche  chi non ne ha mai sofferto possa apprezzare appieno il senso delle opere che in ordine sparso sono di Louise Wooddard (l'immagine dell'occhio tra le mani intitolata Violent passages che è tra le mie preferite), Delia Malrchert, Walter Morgenthale, Molly Barr, Munroz, Roland Koch, Sara Witty, Clayton Campbell, Oliver Ross, Charles Alexandre e altri. L'autrice del video invece è ancora hosognatodivivere, che come sempre è riuscita a cogliere il senso anche più nascosto delle cose trasformando in opera un insieme di opere. Si tratta comunque di una prima selezione perché di artisti famosi e pazienti divenuti artisti loro malgrado ce ne sono parecchi, quindi prossimamente vi proporrò anche altri video.

Cos'è l'emicrania. Esistono due sottotipi principali di emicrania: quella senza aura che ha tutte le caratteristiche cliniche tipiche della malattia e dei sintomi associati e quella con aura che ha pure sintomi neurologici focali i quali di solito precedono il mal di testa. Nell'emicrania con aura sono anche possibili una fase premonitoria in cui possono comparire iper o ipoattività, sbalzi di umore, depressione, voglie di particolari cibi, sbadigli ripetuti o altri sintomi meno comuni e caratteristici di ciascun paziente e una fase risolutiva caratterizzata dalla comparsa di ipersensibilità dolorosa della parte colpita, che rispettivamente precedono e seguono il dolore vero e proprio. Comunque non è escluso che in una stessa persona alcuni attacchi di emicrania siano con aura e altri invece senza.
In ogni caso il dolore che caratterizza l'emicrania è tipicamente unilaterale, pulsante, di intensità moderata o severa che tende a peggiorare con il movimento (camminare, salire o scendere le scale, eccetera). In genere l'attacco doloroso dura mediamente tra le 6 e le 72 ore, si associa a nausea, con o senza vomito e intolleranza a luci o suoni.
I segni premonitori possono precedere di alcune ore fino a un massimo di uno o due giorni l'attacco di mal di testa. Successivamente, in un periodo di tempo che va dai 5-20 minuti a poco meno di un'ora, compaiono e si sviluppano gradualmente i sintomi neurologici focali tipici dell'aura. I sintomi visivi sono i più frequenti tra i vari pazienti e sono anche i primi a comparire sotto forma di lampi luminosi, o puntini che si muovono a zig-zag o veri e propri scotomi che si allargano progressivamente. Secondi in ordine di frequenza sono i disturbi sensoriali che si manifestano principalmente come una generica sensazione di aghi o spilli che si muovono lentamente su un'area più o meno ampia della pelle su un lato del corpo o della faccia. Una vaga sensazione di intorpidimento può poi sostituire questa sensazione o essere l'unico sintomo presente. I disturbi del linguaggio, quando presenti, compaiono per ultimi, ma sono i meno frequenti tra i pazienti con emicrania. Alcuni pazienti possono avere anche una difficoltà motoria che se associata alla presenza di un familiare con gli stessi sintomi devono far considerare l'ipotesi di emicrania emiplegica familiare come diagnosi più probabile.

Le cause. In passato si pensava che all'origine dell'emicrania vi fosse principalmente un disturbo vascolare, negli ultimi decenni invece è stato rivalutato il ruolo che possono avere il sistema nervoso centrale e una sensibilizzazione delle terminazioni nervose perivascolari. Quello che oggi si sa sul meccanismo dell'emicrania lo si deve anche alla scoperta dei triptani, farmaci di notevole efficacia nell'attacco acuto, che potrebbero ancora fornire informazioni importanti, accelerando gli sviluppi della ricerca su questo tipo di cefalea.  Esistono inoltre diversi fattori che possono incrementare la gravità e la frequenza degli attacchi sul lungo periodo (settimane o mesi). Tra i fattori aggravanti devono essere inclusi lper esempio o stress psicosociale, gli alcolici e altri fattori ambientali; mentre tra i fattori precipitanti capaci di scatenare un attacco a breve termine, anche entro le 48 ore, si devono considerare le mestruazioni o alcuni particolari cibi (p. es. cioccolato e formaggio stagionato). Tuttavia non è sempre facile stabilire per questi fattori  un ruolo causale o un peso relativo in ciascun paziente.

Come si cura. I sintomi sono completamente reversibili tra un attacco e l'altro, ma è importante diagnosticare l'emicrania escludendo sia gli altri tipi di cefalea, come la cefalea muscolo-tensiva, la cefalea a grappolo e la nevralgia del trigemino, che richiedono terapie differenti dalla terapia dell'emicrania sia altre cause di cefalea acuta tra cui emorragie cerebrali o subaracnoidali, oppure trombosi dei seni venosi cerebrali, che possono essere pericolose se non trattate adeguatamente. Per la terapia dell'attacco acuto sono disponibili vari farmaci: analgesici e antinfiammatori classici che bloccano la percezione del dolore, ergotaminici che causano il restringimento dei vasi cerebrali dilatati, e triptani, che agiscono sui recettori della serotonina, ma poiché non è possibile prevedere quale classe di farmaci sarà più efficace nel singolo paziente è importante raccogliere tutte le informazioni sull'efficacia dei farmaci già assunti in passato e provarne sistematicamente l'efficacia cominciando dagli analgesici classici, che molte volte possono essere sufficienti se applicati con un dosaggio adeguato. L'aggiunta di antiemetici può poi potenziare l'effetto degli analgesici e agire contemporaneamente su nausea e vomito che spesso accompagnano l'emicrania.
Attenzione però, l'uso cronico di questi farmaci può a sua volta indurre cefalea detta di rimbalzo, per cui il loro uso va limitato agli attacchi acuti e solo dopo che sono stati consigliati dal medico che ha effettuato la diagnosi.
Esiste poi tutta una serie di altri interventi, farmacologici e non, che possono aiutare i pazienti. In ogni caso la prognosi dell'emicrania è buona e si è anche dimostrata una tendenza alla remissione spontanea dopo i 50 anni.

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18 Giu 2009
alle 16:08

nadia

Soffrivo di attacchi di emicrania mediamente due volta alla settimana, sopratutto verso il fine settimana; tre mesi fa , dopo l'ennesima visita neurologica, dovevo cominciare con una cura ( pineal e  laroxin ) , una persona mi ha parlato della terapia della piramide ,praticata da un gruppo di suore brasiliane nella provincia di Trento , così dopo aver parlato con Suor Maria riguardo i benefici della piramide, mio marito me ne costruì una e cominciai queste sedute a casa mia; si rimane all'interno della piramide per circa 30/40 minuti al giorno ; in questi ultimi tre mesi ho avuto due attacchi leggeri bloccati subito con un semplice analgesico. Per me questa terapia è stata proprio miracolosa . La consiglio veramente

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