L'arte di curare e guarire
A conferma di quanto detto proprio nei giorni scorsi il corpo senza vita di Angus Fairhurst, 41 anni, passato alla storia come uno dei Young British Artists, è stato ritrovato in un bosco di Strathclyde, in Scozia, subito dopo la chiusura della sua terza personale alla Sadie Coles gallery, a Londra e l'ipotesi più probabile è appunto il suicidio. Lo stesso "vizio assurdo", che dominò la vita di Cesare Pavese come ombra minacciosa della morte sotto forma di depressione e che ritorna, puntuale, anche nelle sue opere. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Inoltre, numerosi studi sulla creatività hanno sottolineato l'importanza dell'esperienza della malattia mentale per lo sviluppo di quelle attitudini immaginative e di innovazione che sono caratteristiche della produzione creativa. Il disagio psichico, può in effetti essere occasione per chi ne soffre di giungere a contatto, pur nella sofferenza, con aspetti del proprio Sé che altrimenti resterebbero a lui ignoti, come sono ignoti alla maggior parte delle persone ritenute "sane" e quindi a un modo più profondo e originale di guardare a se stessi e al mondo.Tuttavia non si possono rivestire di un alone romantico il disagio e la sofferenza che la malattia mentale comporta, soprattutto quando si arriva al caso limite del suicidio. Purtroppo non è un tema di cui si parla molto in Italia. Le statistiche dicono asetticamente che non raggiungiamo i livelli degli Stati Uniti o del Giappone, ma il suicidio rimane comunque una delle principali cause di morte tra i giovani, senza contare che molte morti attribuite a causa accidentale come conseguenza di comportamenti estremi, dovrebbero in realtà essere addebitate ad una volontà inconscia di farla finita. D'altra parte la paura che parlarne possa scatenare fenomeni imitativi è un'altro aspetto da non sottovalutare e che tutto sommato non è poi così remoto se chi ne parla non lo fa nel modo corretto. Fatto sta che questo silenzio potrebbe contribuire a mantenere e ad alimentare la visione eroica e romantica del suicidio che ci portiamo dietro da secoli di storia artistica e letteraria. Penso quindi che valga la pena di affrontare questo tema.
Prima di entrare nel vivo della discussione vorrei però segnalarvi un questionario che Stefano Totaro, laureando in Psicologia all'Università di Padova ha realizzato con la supervisione del Prof. Guido Petter (docente di Psicologia dello Sviluppo all'Università degli studi di Padova) e della Dott.ssa Erminia Colucci (ricercatrice ed esperta di suicidiologia presso il Centre for International Mental Health alla University of Melbourne), per uno studio che sta conducendo sulle opinioni e credenze riguardo al fenomeno suicidario nel nostro Paese, il cui scopo è quello di sviluppare un possibile progetto di prevenzione.
Sarebbe perciò molto importante partecipare numerosi e rispondere in modo sincero alle domande. Non si vuole valutare la preparazione culturale dei partecipanti, ma conoscerne il punto di vista sul fenomeno suicidario. Non ci sono quindi risposte giuste o sbagliate, purché siano vere per voi.
Tenete presente, inoltre, che il questionario è totalmente anonimo e richiede circa 15 minuti della vostra massima attenzione. Alla fine della compilazione, cliccando sul tasto "SUBMIT" invierete il responso del vostro questionario e sarete reindirizzati ad una pagina di approfondimenti contenente la bibliografia essenziale riguardante l'argomento, ma ricordatevi che se desiderate ricevere i risultati della ricerca, dovete lasciare il vostro recapito e-mail nell'ultimo spazio prima dell'invio.
Per ogni questione, problema, dubbio, suggerimento riguardo al questionario potete scrivere all'indirizzo: research.suicide@libero.it
Se invece volte parlare dell'argomento in generale c'è sempre la vostra blogger che è ansiosa di ricevere commenti pubblici, ma anche privati se lo ritenete.
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